Ugo De Vita

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Ugo De Vita

Ugo De Vita (Roma, 20 agosto 1961) è uno scrittore e attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ugo De Vita è un autore e attore di prosa. Il padre Franco De Vita ha lavorato a lungo con Eduardo De Filippo, partecipando a diversi sceneggiati Rai e a produzioni cinematografiche italiane e straniere.

Ugo De Vita si è diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica; dopo gli esordi con Dario Fo e Franca Rame, ha conseguito la laurea e specializzazione americana in "Psicologia clinica", svolgendo lo stage di perfezionamento con Oliver Sacks nel 1992.

De Vita è stato allievo e amico dei poeti Giorgio Caproni, Mario Luzi, Albino Pierro, Dario Bellezza, e di scrittori come Alberto Bevilacqua, Dacia Maraini, Valerio Magrelli. Ha lavorato e portato sulle scene le liriche di Sauro Albisani e Luigi Fontanella. Ha pubblicato saggi e romanzi con Vallecchi, Bulzoni, Passigli e Rugginenti Editore ed tenuto seminari e conferenze presso molte università italiane.

Autore di oltre quattrocento allestimenti di compagnie di prosa in Italia e all’estero, De Vita ha firmato la sua prima regia lirica portando in scena “La contadina astuta” di G.B. Pergolesi.

Ugo De Vita ha diretto in spettacoli e recital tra gli altri artisti come Mario Scaccia, Michele Placido, Lino Capolicchio, Ileana Ghione, Nando Gazzolo, Riccardo Cucciolla, Flavio Bucci, Elisabetta Pozzi, Vanessa Gravina, Marina Suma, Giulia Boschi, Margaret Mazzantini, Elio Pandolfi, Massimo Dapporto, Marisa Mantovani, Eleonora Brigliadori, Ninetto Davoli, Fulvio Cauteruccio, Antonio Salines, Massimo Bonetti.

Negli ultimi anni Ugo De Vita ha svolto attività di didattica e sostegno presso la Casa Circondariale" Due Palazzi" a Padova nell’ambito del progetto “Parole oltre le sbarre”, in collaborazione con "Ristretti Orizzonti" con l'autorizzazione dal Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) del Ministero di Giustizia. Il 26 marzo 2015 ha incontrato in udienza Papa Francesco consegnandogli l'opera "Vita di S. Francesco" al Santo Padre. Per aver "dato lustro in Italia e nel mondo" all'opera del poeta Dino Campana, Ugo De Vita è stato insignito della Cittadinanza Onoraria di Marradi (Fi), borgo natio del poeta.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 Ugo De Vita vince il Premio Città di Roma per il teatro, accanto al maestro Ugo Attardi per l'Arte, che aveva disegnato bozzetti di scena.

Nel 2015 la Città di Marradi (Firenze) conferisce ad Ugo De Vita la cittadinanza onoraria[1] per alti meriti artistici.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Ugo De Vita comincia l'attività di doppiaggio da bambino con cartoni animati e documentari. Ha inoltre doppiato a lungo per la Rai, collaborando ai programmi come "Porta a porta", ""Rosso e Nero" e molti altri. De Vita è tornato al doppiaggio con Silvano Agosti al Festival di Venezia con "L'uomo proiettile" (2002), dando voce al protagonista Bruno Wolcowitch.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Ugo De Vita ha partecipato come attore a diverse produzioni Rai e nel 1992 ha diretto il suo primo film in qualità di autore "Otello, distruzione e amore" (1992), pellicola con protagonisti Ninetto Davoli, Silvano Tranquilli, Mario Scaccia, Elio Pandolfi, per il montaggio di Ruggero Mastroianni, distribuita nelle sale e trasmessa su Rai due.

Ha interpretato, nel 1992, Giordano Bruno nel documentario per la Rai sul filosofo di Nola scritto da Gabriele La Porta.

Nel 1996 De Vita ha scritto e diretto "Fili d'erba" con protagonista Flavio Bucci e curato la regia dell'adattamento televisivo dello spettacolo "Giallorosso per sempre", dedicato al campione di calcio Agostino Di Bartolomei prodotto dalla Roma in collaborazione con il CONI e Rai Sport, andato in scena allo stadio Olimpico il 27 maggio 2000.

Nel 2002 ha diretto una miniserie per la Rai dal titolo "Profili" di carattere storico con la consulenza di Gabriele La Porta.

Pubblicistica[modifica | modifica wikitesto]

Ugo De Vita è stato autore di decine di testi di saggistica e drammaturgia, dal 1997 è giornalista pubblicista.

Nel 1981 ha pubblicato tre atti brevi nella raccolta "Primo Teatro" (Trevi, 1981) con prefazione di Aldo Trionfo.

Nel 1982 Ugo De Vita pubblica con Bulzoni “Discorso sulla scuola nazionale d'arte drammatica e sulla formazione del borghese attore" in edizione limitata, con una nota di Bruno Grieco e la prefazione di Dario Fo.

Nel 1984 Ugo De Vita svolge attività di critica teatrale formandosi con Franco Cordelli ed Elio Pagliarani presso "Paese sera" con capo redattore Alberto Bertini e poi Fausto Gianì. Uscito dal giornale finirà il praticantato più avanti presso i quotidiani l'Opinione e l'Informazione, cominciando negli anni novanta una collaborazione sulle pagine culturali di "Repubblica". Dall'amicizia tra De Vita e Albino Pierro nasce "Un tempo breve" (1995) con la prefazione di Mario Luzi, pubblicato per i tipi di Bulzoni.

Nel 1997 pubblica Essere nell'abbandono (Nuova cultura), uno studio sulla poesia del poeta crepuscolare Guido Gozzano.

Nel 2002 Ugo De Vita pubblica con Passigli il suo primo romanzo, "La stanza del ricordo", anche questo con la prefazione di Mario Luzi. Nel 1999 dà vita alla rivista "Il manto di Arlecchino", foglio gratuito di critica teatrale disponibile nei teatri e nei circoli culturali della capitale; il foglio da alcuni anni propone allegati tascabili di 16 o 32 pagine di saggistica e critica letteraria. Con Rugginenti editore e distribuito da Feltrinelli, Ugo De Vita pubblica nel 2004 "Lezioni di Teatro" con prefazione del suo maestro Mario Luzi e una nota di Dario Fo e Giancarlo Dotto.

Con Rugginenti Editore è inoltre direttore di una collana di audiolibri.

De Vita ha anche curato l'edizione del "Vangelo di Marco".

Dal 2010 con la Good Mood di Padova ha curato una dozzina di Audiolibri collaborando con il M. Giovanni Rosina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ugo De Vita, attore e regista, cittadino onorario di Marradi

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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