Ufomammut

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Ufomammut
Ufomammut.jpg
Da sinistra verso destra: Urlo, Poia, Vita e il fonico Simone Ravasi
Paese d'origineItalia Italia
GenereDoom metal[1][2]
Stoner metal[1][3]
Neopsichedelia[1][4]
Avant-garde metal[4]
Sludge metal
Post-metal
Periodo di attività musicale1999 – in attività
EtichettaSupernatural Cat, Neurot Recordings, Rocket Recordings, The Music Cartel, Beard of Stars
Album pubblicati10
Studio8 + 1 Demo + 1 Split
Live1
Sito ufficiale

Gli Ufomammut sono una band doom metal con influenze psichedeliche e stoner italiana originaria di Tortona in Piemonte, fondata dal chitarrista Poia, dal bassista Urlo e dal batterista Vita nel 1999.

Il loro suono spazia tra differenti generi, sebbene abbia le sue radici nella psichedelia e nel metal più sludge. La caratteristica del loro stile è la caoticità dei suoni, l'utilizzo di suoni cupi ed effettati che rende difficile una precisa categorizzazione della loro musica, che qualcuno definisce come psychedelic sludge/stoner metal[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Godlike Snake (2000)[modifica | modifica wikitesto]

Il loro album di esordio esce per l'etichetta italiana Beard of Stars Records e si intitola Godlike Snake. È legato a sonorità definibili come stoner rock e psichedelia heavy. Il gruppo compare nel panorama musicale italiano dopo Satan, un disco demo registrato poco tempo prima nel 1999. Con Godlike Snake, gli Ufomammut si distinguono grazie all'incredibile potenzialità sonora che determina il loro sound: low-tones e sintetizzatori sono quanto mai utilizzati all'estremo, ricreando all'ascolto un vero e proprio approccio "visual".[6]

Snailking (2004)[modifica | modifica wikitesto]

A distanza di 4 anni dal primo album segue Snailking per l'etichetta americana The Music Cartel che lancia la band nel panorama mondiale. Il suono si fa più massiccio, pesante le atmosfere più sludge e doom. Le canzoni sono tutte di media durata intorno ai sei minuti con a parte l'ultima monumentale traccia dell'album di ventotto minuti. Ognuna di esse si presenta con caratteristiche proprie, legate le une alle altre da un generale senso di romanticismo e direttamente proiettate in uno scenario irreale e sognante. Ed è proprio la perdita del senso del tempo che marchia questa opera.[7][8][9]

Lucifer Songs (2005)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 la band pubblica Lucifer Songs , un album di 6 brani più sperimentale con atmosfere claustrofobiche e molte parti drone. Il disco esce in CD + DVD e la bonus track Lucifer Song è disponibile solo sulla versione in vinile o, in alternativa, in formato mp3. Sul DVD che accompagna entrambi i supporti sono presenti una sezione videoclip con i brani Blind, Hellcore e Mars, a cui si aggiunge una sezione Soundscapes, ovvero l'intero album tradotto in visuals.[10]

Lucifer Songs vede anche la nascita dell'etichetta Supernatural Cat di cui fanno parte due componenti della band, Poia e Urlo, e gestita dal collettivo di poster art Malleus Rock Art Lab.[11]

Supernaturals: Record One (2007) (split)[modifica | modifica wikitesto]

Il 2007 è l'anno dello split Supernaturals. Gli Ufomammut suonano in questo disco assieme ai compagni d'etichetta Lento, al loro album di debutto. I due gruppi messi assieme totalizzano una formazione composta da quattro chitarre, un basso, una batteria, voce e synth.

Il feeling tra i musicisti è perfetto, tanto che non sembra affatto di ascoltare un progetto estemporaneo, quanto un gruppo vero e proprio. Le attitudini delle due band si fondono, con l'hard-rock degli Ufomammut che assume tinte industriali (vicine ai Godflesh), mentre il rumore dei Lento viene incanalato in strutture più ordinate e convenzionali; in entrambi i casi a guadagnarne è il lato psichedelico che risplende nei singoli progetti dei due gruppi.[12]

Down è un brano di doom-metal moderno, ma già in Painful Burns Smoke l'ispirazione si sposta verso le cadenze più ossessive e virulente dei Neurosis. Nei brani seguenti sale di tono l'atmosfera psichedelica che comunque non sostituisce, ma integra, le sonorità più prettamente metal e industriali.[12]

Idolum (2008)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 esce Idolum[13], forse il più complesso disco della band. Le atmosfere si scuriscono ulteriormente e si assiste ad una ossessiva ripetizione del riff, una stratificazione dei suoni che rendono questo lavoro il più "pesante" e "complicato" dell'intera discografia. Ospiti della band sono l'inglese Rose Kemp e Lorenzer dei Lento.

Il trio italiano ha un cambiamento sottile quasi accennato rispetto ai dischi precedenti, con riff che spesso si intrecciano con tessiture tastieristiche, aperture quasi melodiche con una voce urlata e distante. Non mancano autentici assalti sonori come in Destroyer. C'è tempo anche per l'esperimento Ammonia che prova ad unire la voce di Rose Kemp a chitarre in abito doom metal: una traccia che all'inizio potrebbe far storcere il naso ai puristi del genere ma alla lunga si rivela come una delle più ispirate dell'album.[14]

«Idolum è come uno tsunami. Arriva, demolisce tutto ciò che si trova sul proprio cammino, e poi si ritira, non senza i disastrosi effetti provocati dal reflusso. I pochi sopravvissuti non fanno in tempo a gioire per la loro abilità, che ecco sopraggiungere un'altra ondata, e poi ancora una, fino a che l'impatto non si assesta del tutto. Per terra solo morte, rovine e desolazione».[15]

Eve (2010)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 esce (sempre per Supernatural Cat) il quinto album della band Eve, il disco più ambizioso per il power trio di Tortona: 45 minuti di musica suddivisa in 5 tracce. Il disco è un concept album incentrato sulla figura di Eva come prima donna.[16]

Resta comunque quella dei Pink Floyd l'influenza principale da dove la band attinge a piene mani, soprattutto in questo lavoro, come già si capisce dal primo movimento dell'unica lunga take. La prima parte del disco comincia con le chitarre distorte al minimo e parti vocali quasi del tutto assenti, il tutto a lasciare ampio spazio ad atmosfere strazianti e surreali che cederanno poi il passo ad un finale più "elettrico" e caotico. Si procede così anche con i movimenti successivi, in un crescendo di distorsioni sempre più pesanti, che in alcuni tratti sovrastano anche tutti gli altri strumenti, dove voce e melodia assumono un ruolo secondario, lasciando ai riff monolitici e agli inserti di synth e campionature l'onore di guidare la lenta marcia nell'oscurità più inquietante ricreata dalla musica degli Ufomammut.[17]

Oro: Opus primum e Opus Alter (2012)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 la band dà vita ad Oro, unica traccia suddivisa in due album: Opus Primum uscito ad Aprile e Opus Alter uscito a Settembre dello stesso anno, entrambi su Neurot Recordings, etichetta discografica di Scott Kelly dei Neurosis.

Come dice la scheda di presentazione del disco: Oro è il processo alchemico che muta la paura umana in pura essenza: in metallo prezioso[18]

Oro: Opus Primum è una lunga composizione divisa in cinque atti che costituisce la prima parte di un'opera più grande costituita in totale da dieci movimenti.[19] Le sonorità presentate in questi cinque brani appaiono intrinsecamente granulari e organiche, valorizzando al massimo gli arrangiamenti e la loro cura in sede di regia (Lorenzo Stecconi dei Lento). Il denso impasto della band vede in prima linea l'immenso groove creato dai pattern ritmici di Vita, nei quali risuonano i profondissimi echi del basso di Urlo. Occasionali interventi di synth fanno da contraltare alle chitarre di Poia, come sempre impegnate su tonalità e sonorità che, partendo doom, arrivano allo stoner e sludge (Burning Witch, Sunn O))), Tribes Of Neurot).[20]

Con Oro: Opus Alter, il viaggio iniziato con Opus Primum riprende esattamente da dove era terminato. I movimenti musicali si evolvono passando dal rumore puro all'aggressività più grezza, con un'attenzione continua all'atmosfera in cui i brani riescono a trasportare per bilanciare tutti gli aspetti peculiari che determinano l'estetica della band: pesantezza, maestosità, violenza, ma anche leggerezza e spazio, fantasia, musicalità.[18] Il vibrante crescendo di Orborus si porta dietro brandelli del suo predecessore: la batteria detta un tempo solido, e le distorsioni dei synth la fanno da padrone creando vortici sonori. Si prosegue con Luxon, che avanza con un incedere soffocante tra chitarre monocrome e un noise granitico. Sulphurdew parte soft, con effetti sintetici eterei, quasi sognanti, prontamente trascinati a terra dalla massiccia combinazione di ritmiche violente, rumore sordo al limite della cacofonia e volumi altissimi. Una scossa di terremoto in musica che anticipa i colpi serrati e pesanti di Sublime e il devastante sludge di Deityrant, conclusione del disco.[21]

Ufomammut soundcheck a Helsinki

Ecate (2015)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 la band pubblica l'album Ecate. Oltre alle edizioni in CD e LP su Neurot Recordings, esce anche un'edizione limitata in vinile per Europa e resto del mondo (Stati Uniti esclusi) con Supernatural Cat.[22]

Con questo disco il trio ha subito ripreso slancio, affermando inequivocabilmente l'intenzione di non fermarsi né di riproporre se stessi nei dischi successivi. Così, senza uscire di un centimetro dalle sonorità stoner/doom/psichedeliche di competenza.[23] Il titolo Ecate viene dalla dea greca Hecate, una figura femminile simbolica controversa che attraversa diversi sistemi mitologici da che abbiamo conoscenza della civiltà.[24]

La forza degli Ufomammut in questo album, sta nell'essere dinamici in modi sempre diversi, come una spirale ipnotica, creando paesaggi sonori di volta in volta nuovi con materia che conoscono alla perfezione, non cadendo nello scontato o nel già sentito, grazie anche ai suoni curati dalla produzione di Lorenzo Stecconi.[25] 

«Ecate è un disco dal valore musicale altissimo, fedele testimonianza della maturità di una band che macina riff e sperimenta da ormai più di quindici anni: è l'ultimo tassello di un percorso musicale in costante evoluzione, nonché testimonianza di una band la cui musica, che può vantare una schiera massiccia di estimatori soprattutto all'estero (Germania e Stati Uniti in primis), è sinonimo di sperimentazione, passione e assoluta libertà espressivo-compositiva scevra di alcun tipo di compromesso».[26]

Nello stesso anno seguono un tour europeo in Aprile[27] e in autunno e un tour americano nei mesi di Maggio/Giugno assieme alla band statunitense Usnea.[28] Nell'ottobre 2016 partono per un tour di 6 date in Nuova Zelanda e Australia con la band svedese Monolord.

Ufomammut live al Soulcrusher II Festival, Nimega (Paesi Bassi) (2017)

8 (2017)[modifica | modifica wikitesto]

Il 2017 è l'anno di 8, l'ottavo album full-length in studio. È stato pubblicato su Neurot Recordings e Supernatural Cat il 22 Settembre in CD e in vinile (anche in edizione limitata).

La costruzione dei brani di questo disco è più strutturata e meno basata su accordi basilari (ma efficaci). La band gioca molto di più sulle atmosfere dilatate, sugli effetti psych e su una voce più naturale e meno filtrata.[29] Racconta Urlo «Mai come questa volta, il processo di scrittura, registrazione e realizzazione di “8”, con i suoi elementi visivi come l'artwork e i video, ci ha portati a fare un passo indietro e osservare la continua evoluzione che ha caratterizzato gli Ufomammut nel passato, nel presente, nel futuro, tracciando la nostra linea personale e pensando a tutte le varie possibilità»[30]

Il nuovo lavoro è stato registrato presso il Crono Sound Factory Studio di Vimodrone (MI). Le sessioni hanno seguito un nuovo approccio: la band ha registrato suonando nella stessa stanza in presa diretta, avvalendosi del proprio tecnico del suono live Simone Ravasi e di Fabrizio San Pietro, fondatori del collettivo Femore Production. Le sovraincisioni, successivamente, sono state effettuate solo per le voci, i synth e alcuni dettagli.[31]. La masterizzazione è stata affidata a Lorenzo Caperchi del Red Carpet Studio.[32].

L'uscita del disco è stata anticipata dalla pubblicazione del singolo Warsheep stampato in edizione limitata in 500 pezzi, con una copertina speciale rosso-oro su carta bianco-perla realizzata da Malleus Rock Art Lab e pubblicato da Supernatural Cat.[32]

Così, senza uscire di un centimetro dalle sonorità stoner/doom/psichedeliche di competenza, ecco che anche 8 nei suoi 48 minuti di musica si permette di guardare a una dimensione affine a quelle del passato, ma che sa presentare novità importanti. Ponendo il titolo dell'album in orizzontale si può ammirare il simbolo dell'infinito, unico obiettivo plausibile a questo punto per un collettivo che sale, deciso ma sommessamente, nei piani nobili del metal estremo[23]

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

Gli Ufomammut hanno ricevuto influenze psichedeliche dai Pink Floyd e influenze sludge/stoner da gruppi come Neurosis e Melvins. Forte è anche l'influenza dei God Machine ,soprattutto l'album Scenes From a Second Storey.[33][34] Il basso suonato da Urlo e la chitarra suonata da Poia sono molto distorti, la batteria di Vita è lenta e opprimente, e gli effetti speciali sono psichedelici e ipnotici.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Poia (chitarrista) e Vita (Batterista) live

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex-componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucifer Songs (DVD) (2005)
  • Eve (DVD) (2010)
  • Oro (DVD) (2012)
  • XV: Fifteen Years of Ufomammut (DVD) (2014)

Singoli e Video Musicali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Ufomammut, Encyclopaedia Metallum.
  2. ^ Iced Tears - Musica Metal - Ufomammut
  3. ^ http://www.spirit-of-metal.com/groupe-groupe-Ufomammut-l-en.html
  4. ^ a b (EN) Ufomammut, su AllMusic, All Media Network.
  5. ^ (EN) 35 Best Rock Bands From Italy, su ultimate-guitar.com, 30 giugno 2017. URL consultato il 5 novembre 2017.
  6. ^ UFOMAMMUT: Godlike Snake, su doommabbestia.blogspot.it. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  7. ^ Iacopo Fonte, Recensione: Ufomammut - Snailking, in http://www.rockline.it/recensione/ufomammut/snailking, 2004.
  8. ^ (IT) Ufomammut – Recensione: Snailking, in Metallus.it, 21 luglio 2004. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  9. ^ Recensione di «Snailking» scritta da Moonchild, in DeBaser. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  10. ^ (IT) Ufomammut - Lucifer Songs, in Rockit.it. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  11. ^ (IT) Recensione: Lucifer Songs - Ufomammut, in TrueMetal. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  12. ^ a b (IT) Split - Supernaturals - Record One: Ufomammut & Lento, in Rockit.it. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  13. ^ Francesco Farabegoli, Idolum (recensione), in #16 Nero, aprile/maggio 2008.
  14. ^ (IT) Ufomammut – Idolum | Recensione | SENTIREASCOLTARE, in sentireascoltare. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  15. ^ Marco Biasio, Recensione: Ufomammut - Idolum, in http://www.storiadellamusica.it/heavy_metal_hardcore_punk/doom_metal/ufomammut-idolum(supernaturalcat-2008).html#, 2008.
  16. ^ (IT) Rockol.com s.r.l., √ Recensioni | Dischi | Ufomammut - EVE su Rockol.it, in Rockol. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  17. ^ (IT) Recensione: Eve - Ufomammut, in TrueMetal. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  18. ^ a b (IT) Ufomammut - Oro: Opus Alter (Neurot Recordings/Supernaturalcat, 2012), in Music Addiction, 11 settembre 2012. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  19. ^ Recensioni: Ufomammut - ORO: Opus Primum, in SpazioRock. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  20. ^ (IT) Ufomammut – Recensione: Oro: Opus Primum, in Metallus.it, 13 aprile 2012. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  21. ^ (IT) “Oro: Opus Alter”, degli Ufomammut – recensione di Emanuele Bertola, in OUBLIETTE MAGAZINE, 28 settembre 2012. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  22. ^ (IT) Ufomammut: “Ecate” è il nuovo disco | News | SENTIREASCOLTARE, in sentireascoltare. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  23. ^ a b (IT) UFOMAMMUT - 8, in Metalitalia.com. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  24. ^ Abbiamo intervistato gli Ufomammut e abbiamo pure una loro traccia in esclusiva, in Noisey, 02 marzo 2015. URL consultato il 14 dicembre 2017.
  25. ^ (IT) UFOMAMMUT - Ecate, in Metalitalia.com. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  26. ^ Alberto Staiz, Ufomammut, ‘Ecate': violenza psichedelica senza compromessi, in http://www.wakeupnews.eu/ufomammut-ecate-violenza-psichedelica/, 31/03/2015.
  27. ^ (IT) UFOMAMMUT: in streaming il nuovo album "Ecate"; in tour ad aprile, in Metalitalia.com. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  28. ^ (EN) U.S. Tour Dates For U: Ufomammut and Usnea | MetalSucks, in MetalSucks, 19 febbraio 2015. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  29. ^ (IT) UFOMAMMUT, 8 - The New Noise, in The New Noise, 02 ottobre 2017. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  30. ^ (IT) Streaming: Ufomammut - 8, in Rockit.it. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  31. ^ (IT) Streaming: Ufomammut - 8, in Rockit.it. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  32. ^ a b (IT) Rockol.com s.r.l., √ Ufomammut - la recensione di "8", in Rockol. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  33. ^ Intervista - UFOMAMMUT - Parla la band - Metallized.it, in Metallized.it. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  34. ^ (EN) Ufomammut (Urlo), in Noisefull. URL consultato il 16 dicembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]