Ueli Maurer

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Ueli Maurer
Ueli Maurer 2011.jpg

Presidente della Confederazione svizzera
In carica
Inizio mandato 1º gennaio 2019
Predecessore Alain Berset

Durata mandato 1º gennaio 2013 –
31 dicembre 2013
Predecessore Eveline Widmer-Schlumpf
Successore Didier Burkhalter

Vicepresidente della Confederazione svizzera
Durata mandato 1º gennaio 2012 –
31 dicembre 2012
Presidente Eveline Widmer-Schlumpf
Predecessore Eveline Widmer-Schlumpf
Successore Didier Burkhalter

Durata mandato 1º gennaio 2018 –
31 dicembre 2018
Presidente Alain Berset
Predecessore Alain Berset
Successore Simonetta Sommaruga

Capo del Dipartimento federale delle finanze
In carica
Inizio mandato 1º gennaio 2016
Predecessore Eveline Widmer-Schlumpf

Capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Durata mandato 1º gennaio 2009 –
31 dicembre 2015
Predecessore Samuel Schmid
Successore Guy Parmelin

Presidente dell'Unione Democratica di Centro
Durata mandato 1996 –
2008
Predecessore Hans Uhlmann
Successore Toni Brunner

Dati generali
Partito politico Unione Democratica di Centro

Ueli Maurer (Wetzikon, 1º dicembre 1950) è un politico svizzero, membro del Consiglio federale svizzero dal 2009 e attuale Presidente della Confederazione svizzera per il 2019. È inoltre a capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Come figura chiave dell'Unione Democratica di Centro,[1] è stato eletto come consigliere federale succedendo a Samuel Schmid nelle elezioni del dicembre 2008, prendendo possesso del Dipartimento il 1º gennaio 2009.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Maurer è cresciuto in una famiglia povera di contadini nelle campagne del canton Zurigo.[2][3] Dopo aver studiato in un Istituto Tecnico Commerciale ha ottenuto un diploma. Negli anni fra il 1994 e il 2008 è stato presidente dell'Unione dei coltivatori di Zurigo (Schweizer Gemüsebauer), fino alla sua elezione al Consiglio federale.

Attualmente Maurer risiede a Hinwil, nel canton Zurigo. È sposato e ha sei figli. In passato ha servito nell'esercito svizzero con il grado di maggiore, a comando di un battaglione di soldati su bicicletta.[4]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Incarichi cantonali[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1978 al 1986, Maurer è stato membro del governo comunale di Hinwil. Successivamente venne eletto nel parlamento cantonale di Zurigo nel 1983, del quale diviene presidente nel 1991. In quell'anno perse un'elezione per il governo cantonale contro Moritz Leuenberger, il quale derise la campagna elettorale di Maurer dipingendolo come un ingenuo devoto alla figura del più importante Christoph Blocher.[3] Nonostante tutto nelle elezioni nazionali di quell'anno, Maurer venne eletto al Consiglio nazionale.

Incarichi nazionali e presidenza del partito[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996, mentre Blocher era al massimo della propria popolarità,[3] Maurer venne eletto presidente dell'Unione Democratica di Centro. Non preso sul serio nei primi tempi[3][5] e preso in giro in televisione dal comico Viktor Giacobbo come "schiavetto" di Blocher,[3][6] riuscì incredibilmente a raddoppiare quasi il consenso del partito, specialmente nella regione della Romandia, a tal punto da diventare capo del primo partito della Svizzera.[2] Questi successi furono attribuiti in gran parte alla figura di Maurer, uomo ricco di carisma e disposto a lavorare duro.[6]

Candidatura al Consiglio Federale[modifica | modifica wikitesto]

Giuramento di Ueli Maurer nel 2008.

Il 27 novembre 2008, il gruppo parlamentare dell'UDC ha nominato all'unanimità sia Maurer che Blocher come candidati alla successione al Consiglio Federale di Samuel Schmid.[1] Con Blocher escluso dal consiglio già nel 2007, e con tutti gli altri partiti contrari a una sua elezione,[1] la Neue Zürcher Zeitung e altri media svizzeri hanno definito Maurer come il favorito alla successione al seggio ancora prima della sua nomina ufficiale.[6] Il 10 dicembre 2008 Maurer è stato eletto al Consiglio Federale al terzo turno con 122 voti, con un margine di un solo voto.[7] È rieletto il 9 dicembre 2015 con 173 voti.



Presidente della Confederazione Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 dicembre 2012 è stato eletto come Presidente della Confederazione Svizzera per il 2013.

L'11 dicembre 2015 viene scelto come capo del Dipartimento Federale delle Finanze (DFF) e prende parte come Ministro delle Finanze al G20 di Amburgo del 2017, primo Consigliere federale a partecipare ad un summit G20.

Maurer viene nuovamente eletto Presidente della Confederazione Svizzera per il 2019. Il 29 aprile 2019, durante la sua visita in Cina, ha firmato un memorandum d'intesa per la Nuova via della seta (Belt and Road Initiative).

Il 16 maggio 2019 Maurer ha incontrato il Presidente USA Donald Trump nella Casa Bianca, diventando il primo Presidente svizzero ad essere ricevuto in tale sede. I due hanno discusso diverse questioni, tra cui Iran e un potenziale accordo di libero scambio.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Prima della sua nomina a Consigliere federale, Maurer era considerato all'interno della UDC (o SVP - Schweizerische Volkspartei) come rappresentante della politica dell'Ala di Zurigo.[8]

Durante il suo mandato da Consigliere federale, e in particolare nel 2010 e 2016, furono portate avanti dal suo partito delle controverse campagne, comportanti l'affissione di manifesti che raffiguravano gli immigrati come topi, cammelli o pecore nere da espellere dalla Svizzera. Nel periodo precedente l'elezione al Consiglio federale e immediatamente successivo, molte persone temevano che non sarebbe stato in grado di padroneggiare il cambio di ruolo in un'autorità collegiale. Maurer fu anche accusato di mettere gli interessi del partito al di sopra degli interessi nazionali.[9][10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Maurer joins Blocher in race for cabinet seat, swissinfo.org, 27 novembre 2008. URL consultato il 27 novembre 2008.
  2. ^ a b Main parties undergo shake-up after elections, swissinfo.org, 26 ottobre 2007. URL consultato il 27 novembre 2008.
  3. ^ a b c d e Verena Vonarburg, Vom Unterhund zum Wolf im Schafspelz, tagesanzeiger.ch, 26 ottobre 2007. URL consultato il 27 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).
  4. ^ Major Maurers Marschbefehl, tagblatt.ch, 29 novembre 2008. URL consultato il 30 novembre 2008.
  5. ^ Ueli Maurer - Unterwegs im Dienste der Partei, bernerzeitung.ch, 27 novembre 2008. URL consultato il 27 novembre 2008.
  6. ^ a b c Francesco Benini, Der Favorit: Ueli Maurer ist erster Anwärter für die Nachfolge Schmids im Bundesrat, nzz.ch, 23 novembre 2008. URL consultato il 27 novembre 2008.
  7. ^ Photo-finish vote puts Maurer in cabinet, swissinfo.ch, 10 dicembre 2008. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  8. ^ Unbequem heisst nicht unwählbar. Leitartikel in der Neuen Zürcher Zeitung vom 6. Dezember 2008, Seite 15
  9. ^ (DE) Martin Senti, Die SVP punktet mit Emotionen, in Neue Zürcher Zeitung (Online), NZZ Mediengruppe, 10 settembre 2011. URL consultato il 21 settembre 2011.
  10. ^ (DE) Hubert Mooser, Maurer knackt den Jackpot, in Tagesanzeiger Online, Tamedia AG, 15 settembre 2011. URL consultato il 20 settembre 2011.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN161789385 · ISNI (EN0000 0001 1132 5853 · GND (DE1023936070 · WorldCat Identities (EN161789385