Ubriachezza (ordinamento amministrativo italiano)

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L'ubriachezza nell'ordinamento italiano è un illecito amministrativo.

Disciplina[modifica | modifica wikitesto]

L'ubriachezza è disciplinata dall'articolo 688 del codice penale, chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, è colto in stato di manifesta ubriachezza è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. Inizialmente previsto come contravvenzione dal Codice Rocco, la fattispecie è stata depenalizzata nel 1999 dall'articolo 54 del decreto legislativo n. 507, del 30 dicembre 1999.

In passato l'illecito era punito con un'ammenda da 20.000 a 400.000 lire.

Lo stesso articolo, al secondo comma, prevedeva l'arresto da tre a sei mesi se il fatto è commesso da chi ha già riportato una condanna per delitto non colposo contro la vita o l'incolumità individuale. Tale comma è stato però dichiarato costituzionalmente illegittimo con la sentenza numero 354 del 17 luglio 2002 dalla Corte costituzionale della Repubblica Italiana.

L'articolo 234 del codice penale prevede inoltre il divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcoliche, è sempre aggiunto alla pena quando si tratti di condannati per ubriachezza abituale o per reati commessi in stato di ubriachezza, purché questa sia abituale.

Tale sanzione accessoria ha la durata minima, tendenziale, di un anno. Nel caso di trasgressione può essere ordinata inoltre la libertà vigilata o la prestazione di una cauzione di buona condotta.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]