UEFA Women's Champions League

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UEFA Women's Champions League
UEFA Women's Champions League (2021).svg
Altri nomiUEFA Women's Cup
(2001-2009)
SportFootball pictogram.svg Calcio
TipoClub
FederazioneUEFA
ContinenteEuropa Europa
OrganizzatoreUEFA
TitoloUEFA Women's Champions League winner (vincitore della UEFA Women's Champions League) (de iure)
European champion (campione europeo) (de facto)
Cadenzaannuale
Aperturaluglio (qualificazioni), settembre (fase a gironi)
Chiusuramaggio
Partecipanti16 squadre (fase a gironi)
Formula4 gironi all'italiana da 4 squadre + eliminazione diretta A/R con le prime due + finale
Sito InternetUEFA Women's Champions League
Storia
Fondazione2001
DetentoreSpagna Barcellona
Record vittorieFrancia Olympique Lione (7)
Ultima edizioneUEFA Women's Champions League 2020-2021
Edizione in corsoUEFA Women's Champions League 2021-2022
2015-09-13 UEFA Women's Champions League Trophy.jpg
Trofeo o riconoscimento

La UEFA Women's Champions League è la massima competizione calcistica europea per club, istituita dalla UEFA nella stagione 2001-02 con il nome di UEFA Women's Cup. Omologo femminile della UEFA Champions League, è riservata alle squadre classificatesi ai primi posti nei rispettivi campionati nazionali europei. È talora denominata Women's European Cup, per attestare il suo stato di unica competizione UEFA per i club femminili di calcio, mentre il formato della UEFA Champions League maschile non è ancora economicamente praticabile.

Vengono iscritte al torneo le società vincitrici dei rispettivi tornei nazionali, siano essi un campionato o una coppa (se non è prevista una lega nazionale). Sono riservati due posti per le prime dodici federazioni nazionali nel coefficiente UEFA, mentre tutte le altre possono iscrivere una sola squadra.

Formula[modifica | modifica wikitesto]

UEFA Women's Cup[modifica | modifica wikitesto]

Nelle prime tre edizioni della UEFA Women's Cup la competizione prevedeva una prima fase di qualificazione che riduceva il numero di squadre a 32 per la fase a gironi. Le squadre vincitrici degli otto gironi accedevano ai quarti di finale. A partire dall'edizione 2004-2005 le squadre vincitrici dei gironi di qualificazione accedevano a una seconda fase a gironi, a cui partecipavano sedici squadre divise in quattro gironi. Accedevano ai quarti di finale le prime due classificate di ciascun girone, con le prime ad affrontare le seconde. Le partite dei gironi venivano ospitate da una delle squadre del gironi e giocate nel giro di cinque giorni. Eccetto che la finale della prima edizione, tutte le partite della fase ad eliminazione diretta venivano giocate con partite di andata e ritorno: in caso di pareggio valeva la regola dei gol fuori casa ed eventualmente tempi supplementari e tiri di rigore. Queste regole tuttora valgono per quei turni che prevedono l'eliminazione diretta.

Il cambio di nome in UEFA Women's Champions League[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del 2008 la UEFA annunciò il lancio della UEFA Women's Champions League in sostituzione della UEFA Women's Cup[1]. Con il nuovo formato accedevano alla competizione anche le squadre seconde classificate dei campionati delle prime otto federazioni secondo il ranking UEFA annuale. Per la prima edizione (2009-2010) i primi otto campionati erano: Frauen-Bundesliga per la Germania, Damallsvenskan per la Svezia, Women's Premier League per l'Inghilterra, Division 1 Féminine per la Francia, Elitedivisionen per la Danimarca, Vysšij Divizion per la Russia, Toppserien per la Norvegia, Serie A Femminile per l'Italia. Negli anni successivi con la Toppserien si sono alternate l'Úrvalsdeild kvenna per l'Islanda, la ÖFB-Frauenliga per l'Austria, la I. liga žen per la Repubblica Ceca e la Primera División Femenina per la Spagna.

Il formato della competizione era caratterizzato da una prima fase a gironi, di numero variabile a seconda del numero complessivo di squadre partecipanti e ciascuno composto da quattro squadre, e le partite erano ospitate da una delle squadre facenti parte il girone[1]. Alla fase a eliminazione diretta, oltre alle squadre direttamente qualificate, accedevano le vincitrici di ciascun girone, per un totale di 32 contendenti che si affrontavano in un torneo con partite di andata e ritorno[1]. La finale si disputava in partita unica in campo neutro e il giovedì prima della finale della UEFA Champions League[2].

Il regolamento della UEFA Women's Champions League prevede la partecipazione di tutte le squadre delle 54 federazioni appartenenti alla UEFA. Di queste 54 federazioni solamente Andorra, Liechtenstein, San Marino e Gibilterra non hanno mai iscritto loro squadre alla competizione.

Riforma del 2016[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 settembre 2015 la UEFA ha annunciato che a partire dall'edizione 2016-2017 il numero di federazioni che potranno iscrivere due squadre alla UEFA Women's Champions League passerà da 8 a 12[3]. Sulla base del ranking UEFA per la stagione 2016-2017[4] le 12 federazioni interessate sono: Germania, Francia, Svezia, Inghilterra, Russia, Spagna, Danimarca, Italia, Austria, Repubblica Ceca, Scozia e Norvegia. Tra queste dodici solamente la Scozia non aveva mai iscritto più di una squadra.

Inoltre, le squadre vincenti i campionati nazionali di queste 12 federazioni accedevano direttamente ai sedicesimi di finale, così come le seconde classificate delle medesime federazioni, ma in numero dipendente dal numero di federazioni che avevano accesso alla competizione[3]. Accedeva ai sedicesimi di finale anche la squadra vincitrice della UEFA Women's Champions League dell'edizione precedente, anche se non direttamente qualificata attraverso il proprio campionato nazionale[3]. Il resto del formato del torneo rimaneva inalterato[3].

Per l'edizione 2019-2020 è previsto, ma solo per la finale, l'utilizzo del VAR[5].

Riforma del 2021[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione 2021-2022 segna un nuovo cambio di formato della competizione. Quattro squadre sono ammesse direttamente alla fase a gironi, mentre le restanti dodici vengono ammesse tramite la fase di qualificazione, che è composta da un percorso campioni (dal quale si qualificano sette squadre) e da un percorso piazzate (dal quale si qualificano cinque squadre)[6]. La fase a gironi è seguita dalla fase a eliminazione diretta, che parte dai quarti di finale, ai quali si qualificano le prime due classificate nei quattro gironi[6].


Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Vincitore Finalista Luogo Risultato
2001-2002 Germania 1. FFC Francoforte Svezia Umeå I.K. Germania Waldstadion, Francoforte sul Meno 2 - 0[7]
2002-2003 Svezia Umeå I.K. Danimarca Fortuna Hjørring Svezia T3 Arena, Umeå 4 - 1
Danimarca Hjørring Stadium, Hjørring 3 - 0[8]
2003-2004 Svezia Umeå I.K. Germania 1. FFC Francoforte Svezia Stadio Råsunda, Solna 3 - 0
Germania Bornheimer Hang, Francoforte sul Meno 5 - 0[9]
2004-2005 Germania Turbine Potsdam Svezia Djurgården/Älvsjö Svezia Olympiastadion, Stoccolma 2 - 0
Germania Karl Liebknecht Stadion, Potsdam 3 - 1[10]
2005-2006 Germania 1. FFC Francoforte Germania Turbine Potsdam Germania Karl Liebknecht Stadion, Potsdam 4 - 0
Germania Bornheimer Hang, Francoforte sul Meno 3 - 2[11]
2006-2007 Inghilterra Arsenal Ladies Svezia Umeå I.K. Svezia T3 Arena, Umeå 1 - 0
Inghilterra Meadow Park, Borehamwood 0 - 0[12]
2007-2008 Germania 1. FFC Francoforte Svezia Umeå I.K. Svezia T3 Arena, Umeå 1 - 1
Germania Commerzbank-Arena, Francoforte sul Meno 3 - 2[13]
2008-2009 Germania 2001 Duisburg Russia Zvezda 2005 Perm' Russia Stadio Centrale, Kazan', Russia 6 - 0
Germania MSV Arena, Duisburg 1 - 1[14]
2009-2010 Germania Turbine Potsdam Francia Olympique Lione Spagna Coliseum Alfonso Pérez, Getafe 0-0 (7-6 d.t.r.)[15]
2010-2011 Francia Olympique Lione Germania Turbine Potsdam Inghilterra Craven Cottage, Londra 2 - 0[16]
2011-2012 Francia Olympique Lione Germania 1. FFC Francoforte Germania Olympiastadion, Monaco di Baviera 2 - 0[17]
2012-2013 Germania Wolfsburg Francia Olympique Lione Inghilterra Stamford Bridge, Londra 1 - 0[18]
2013-2014 Germania Wolfsburg Svezia Tyresö Portogallo Estádio do Restelo, Lisbona 4 - 3[19]
2014-2015 Germania 1. FFC Francoforte Francia Paris Saint-Germain Germania Friedrich-Ludwig-Jahn-Sportpark, Berlino 2 - 1[20]
2015-2016 Francia Olympique Lione Germania Wolfsburg Italia Mapei Stadium, Reggio Emilia 1-1 (4-3 d.t.r.)
2016-2017 Francia Olympique Lione Francia Paris Saint-Germain Galles Cardiff City Stadium, Cardiff 0-0 (7-6 d.t.r.)
2017-2018 Francia Olympique Lione Germania Wolfsburg Ucraina Stadio Dynamo Lobanovs'kyj, Kiev 4 - 1 (d.t.s.)
2018-2019 Francia Olympique Lione Spagna Barcellona Ungheria Groupama Arena, Budapest 4 - 1
2019-2020 Francia Olympique Lione Germania Wolfsburg Spagna Stadio di Anoeta, San Sebastián 3 - 1
2020-2021 Spagna Barcellona Inghilterra Chelsea Svezia Gamla Ullevi, Göteborg 4 - 0

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Titoli per squadre[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Finali vinte Finali perse Finali totali Edizioni vinte Edizioni perse
Francia Olympique Lione 7 2 9 2010-11, 2011-12, 2015-16, 2016-17, 2017-18, 2018-19, 2019-20 2009-10, 2012-13
Germania 1. FFC Francoforte 4 2 6 2001-02, 2005-06, 2007-08, 2014-15 2003-04, 2011-12
Svezia Umeå I.K. 2 3 5 2002-03, 2003-04 2001-02, 2006-07, 2007-08
Germania Wolfsburg 2 3 5 2012-13, 2013-14 2015-16, 2017-18, 2019-20
Germania Turbine Potsdam 2 2 4 2004-05, 2009-10 2005-06, 2010-11
Spagna Barcellona 1 1 2 2020-21 2018-19
Inghilterra Arsenal Ladies 1 0 1 2006-07 -
Germania 2001 Duisburg 1 0 1 2008-09 -
Francia Paris Saint-Germain 0 2 2 - 2014-15, 2016-17
Danimarca Fortuna Hjørring 0 1 1 - 2002-03
Svezia Djurgården/Älvsjö 0 1 1 - 2004-05
Russia Zvezda 2005 Perm' 0 1 1 - 2008-09
Svezia Tyresö 0 1 1 - 2013-14
Inghilterra Chelsea 0 1 1 - 2020-21

Titoli per nazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nazione Finali vinte Finali perse Finali totali Vincitrici Finaliste
Germania Germania 9 7 16 1. FFC Francoforte (4), Turbine Potsdam (2),
2001 Duisburg (1), Wolfsburg (2)
1. FFC Francoforte (2),
Turbine Potsdam (2),
Wolfsburg (3)
Francia Francia 7 4 11 Olympique Lione (7) Olympique Lione (2)
Paris Saint-Germain (2)
Svezia Svezia 2 5 7 Umeå I.K. (2) Umeå I.K. (3)
Djurgården/Älvsjö (1)
Tyresö (1)
Inghilterra Inghilterra 1 1 2 Arsenal (1) Chelsea (1)
Spagna Spagna 1 1 2 Barcellona (1) Barcellona (1)
Danimarca Danimarca 0 1 1 Fortuna Hjørring (1)
Russia Russia 0 1 1 Zvezda 2005 Perm' (1)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Women's Champions League launches in 2009, su uefa.com, UEFA.
  2. ^ Format e regolamento, su it.uefa.com, UEFA.
  3. ^ a b c d Scozia tra le grandi, su it.uefa.com, UEFA.
  4. ^ Ranking UEFA per la stagione 2016-2017 (PDF), su it.uefa.com, UEFA.
  5. ^ VAR per la finale di Women's Champions League e Women's EURO 2021, su it.uefa.com, 24 settembre 2019. URL consultato il 5 aprile 2020.
  6. ^ a b Women’s Champions League 2021/22: date, lista d'accesso, guida completa, su it.uefa.com, 28 aprile 2021. URL consultato il 2 giugno 2021.
  7. ^ Primo titolo al Francoforte, su it.uefa.com, UEFA.
  8. ^ Umeå orgoglio d'Europa, su it.uefa.com, UEFA.
  9. ^ Marta porta l'Umeå in trionfo, su it.uefa.com, UEFA.
  10. ^ Il Potsdam riporta in alto la Germania, su it.uefa.com, UEFA.
  11. ^ Il Francoforte torna sul trono, su it.uefa.com, UEFA.
  12. ^ Successo storico per l'Arsenal, su it.uefa.com, UEFA.
  13. ^ Francoforte nella storia, su it.uefa.com, UEFA.
  14. ^ Al Duisburg l'ultima UEFA Women's Cup, su it.uefa.com, UEFA.
  15. ^ 2009/10: la nuova era comincia dal Potsdam, su it.uefa.com, UEFA.
  16. ^ Lione, la prima volta della Francia, su it.uefa.com, UEFA.
  17. ^ Il Lione ruggisce ancora, su it.uefa.com, UEFA.
  18. ^ Il Wolfsburg vende cara la pelle, su it.uefa.com, UEFA.
  19. ^ Bis con il brivido per il Wolfsburg, su it.uefa.com, UEFA.
  20. ^ (EN) Frankfurt back on top with fourth triumph, su uefa.com, UEFA.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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