Tyria jacobaeae

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Tyria jacobaeae
(2069) The Cinnabar (Tyria jacobaeae) (4659541972).jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
Superfamiglia Noctuoidea
Famiglia Erebidae
Sottofamiglia Arctiinae
Tribù Arctiini
Sottotribù Callimorphina
Genere Tyria
Specie T. jacobaeae
Nomenclatura binomiale
Tyria jacobaeae
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Callimorpha senecionis
Godart, 1822
Euchalcia jacobaeae
(Linnaeus, 1758)
Eucharia jacobaeae
(Linnaeus, 1758)
Euchelia jacobeae
(Linnaeus, 1758)
Hippocrita confluens
Schultz, 1908
Phalaena jacobaeae
Linnaeus, 1758
Tyria confluens
Schultz, 1908[1][2]

Tyria jacobaeae (Linnaeus, 1758) è una falena appartenente alla famiglia Erebidae, diffusa in Eurasia e introdotta in Nordamerica e Oceania.[1][2][3][4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Bruco

L'adulto è caratterizzato da ali anteriori nere con una striscia rossa lungo il margine esterno, e due macchie tonde rosse lungo il margine posteriore; le ali posteriori sono invece completamente rosse[3].

Il bruco può raggiungere i 3 cm di lunghezza ed è dotato di colorazione chiaramente aposematica, nera con anellature gialle tra ogni segmento[3].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

È una specie prevalentemente notturna, ma vola anche di giorno[3]. Il bruco si ciba solo di poche specie di piante, in primis di Jacobaea vulgaris, a cui deve il nome specifico; nelle valli alpine ripiega però solitamente su tossilaggine e farfaraccio[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La specie predilige ambienti aperti, secchi o moderatamente umidi[3].

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Cinnabar - Tyria jacobaeae (Linnaeus, 1758), su BioLib.cz. URL consultato il 6 ottobre 2019.
  2. ^ a b (EN) Tyria jacobaeae (Linnaeus, 1758), su GBIF - Global Biodiversity Information Facility. URL consultato il 6 ottobre 2019.
  3. ^ a b c d e f Bellmann, p. 245.
  4. ^ (EN) Markku Savela, Tyria jacobaeae, su Funet. URL consultato l'8 ottobre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]