Tylonycteris robustula

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Pipistrello dei bambù maggiore
Naturalis Biodiversity Center - RMNH.MAM.52785.b dor - Tylonycteris robustula - skin.jpeg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Vespertilionidae
Sottofamiglia Vespertilioninae
Genere Tylonycteris
Specie T.robustula
Nomenclatura binomiale
Tylonycteris robustula
Thomas, 1915

Il pipistrello dei bambù maggiore (Tylonycteris robustula Thomas, 1915) è un pipistrello della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nel Subcontinente indiano e nell'Ecozona orientale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 40 e 44 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 26 e 30 mm, la lunghezza della coda tra 26 e 36 mm, la lunghezza del piede tra 5 e 6 mm, la lunghezza delle orecchie tra 8 e 11 mm e un peso fino a 8,5 g.[3]

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo e la testa sono talmente appiattiti che questo animale può passare in fessure larghe soltanto 4,5 mm. La pelliccia è lucida e liscia. Le parti dorsali sono marroni scure con la punta dei peli più chiara, mentre le parti ventrali sono bruno-grigiastre chiare o bruno sabbia. Il muso è largo ed appuntito. Le orecchie sono triangolari, ben separate tra loro, con i bordi carnosi e l'estremità arrotondata. Il trago è corto, largo e più stretto alla base. Le membrane alari sono marroni scure e attaccate posteriormente alla base delle dita dei piedi. Sono presenti dei cuscinetti adesivi grigiastri o talvolta rosati alla base dei pollici e sulla piante dei piedi. La coda è lunga ed è completamente inclusa nell'ampio uropatagio. Il cariotipo è 2n=32 FN=52.

Ecolocazione[modifica | modifica wikitesto]

Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro con impulsi di breve durata a frequenza modulata iniziale di 100,1 kHz e finale di 47,2 kHz.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Si rifugia in gruppi fino a 10 individui negli internodi delle canne di bambù più grandi e frequentemente morte, in particolare della specie Gigantochloa scortechinii. Vi entra attraverso le fessure verticali create dalle pupe di coleotteri. può anche utilizzare altri tipi di siti come i crepacci rocciosi. Le colonie sono formate da un maschio e diverse femmine con i loro piccoli sebbene la composizione sia spesso instabile ed alcuni maschi tendano ad essere solitari. Condivide i rifugi con il pipistrello dei bambù minore. L'attività predatoria inizia presto al tramonto.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di termiti, catturate in volo all'interno di sciami.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Le femmine danno alla luce due piccoli alla volta tra marzo e maggio dopo una gestazione di 84-91 giorni e questi ultimi vengono svezzati dopo sei settimane di vita. Si tratta degli unici pipistrelli tropicali nei quali è stato osservato un estro prolungato e un deposito spermatico.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è diffusa in India, Cina, Myanmar, Thailandia, Vietnam, Laos, Cambogia, Malaysia, Singapore, Indonesia, Filippine.

Vive nei boschi di bambuseae all'interno di ambienti intatti o disturbati fino a 1.000 metri di altitudine.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sono state riconosciute 2 sottospecie:

Gli individui del Laos nord-orientale e del Vietnam settentrionale sono stati recentemente assegnati alla nuova specie T.tonkinensis[5]

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, la popolazione presumibilmente numerosa, la presenza in diverse aree protette e la tolleranza alle modifiche ambientali, classifica T.robustula come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Bates, P., Francis, C., Rosell-Ambal, G. & Heaney, L. 2008, Tylonycteris robustula, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Tylonycteris robustula, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Smith & Xie, 2008.
  4. ^ Zhang Q, Yu W, Wu Y, Xu Z, Li F, Chen B, Harada M, Motokawa M, Wang Y & Li Y, A New Record of Tylonycteris robustula in Jiangxi Province, China and its Karyotype, in Sichuan Journal of Zoology, vol. 33, nº 5, 2014.
  5. ^ Tan Tu B, Csorba G, Ruedi M & Hassanin A, Comparative phylogeography of bamboo bats of the genus Tylonycteris (Chiroptera, Vespertilionidae) in Southeast Asia, in european Journal of Taxonomy, vol. 274, 2017, pp. 1-38.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B. Lekagul & J.A. McNeely, Mammals of Thailand, Bangkok, 1977, ISBN 9748680614.
  • Charles M.Francis, A Guide to the Mammals of Southeast Asia, Princeton University Press, 2008, ISBN 9780691135519.
  • Andrew T.Smith & Yan Xie, A guide to the Mammals of China, Princeton University Press, 2008, ISBN 9780691099842.

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