Turismo in Sardegna

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Veduta su Cagliari. Nel 2016 la provincia è stata la migliore destinazione italiana secondo uno studio dell'Università di Bologna[1]

Il turismo in Sardegna è uno dei settori più in espansione dell'economia regionale. Negli ultimi anni ha fatto registrare una notevole crescita, dopo una flessione negli anni tra il 2010 e il 2012,[2] richiamando numerosi turisti provenienti sia dall'Italia (in particolare da Lombardia, Piemonte e Lazio) che dall'Europa (soprattutto da Germania e Francia); secondo le statistiche nel 2016 gli arrivi sono stati 2,9 milioni[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Porto Cervo

Il moderno turismo in Sardegna ebbe inizio nel 1948 quando furono avviati i primi investimenti e i primi piani di sviluppo in concomitanza con l'acquisizione dello status di regione autonoma e con la sconfitta definitiva della malaria lungo le coste. Le prime promozioni e realizzazioni infrastrutturali furono attuate attraverso l'Ente sardo industrie turistiche (ESIT) che promosse e finanziò la costruzione di alcuni alberghi fra cui l'hotel Miramar di Alghero (1953). La prima scossa turistica si sviluppò a cavallo tra gli anni '50 e '60, soprattutto ad Alghero e nella sua Riviera del Corallo.

Ma il decollo dell'industria turistica si realizzò a partire dai primi anni sessanta allorché fu fondata dal principe ismailita Āgā Khān la Costa Smeralda con il luogo di elezione Porto Cervo, nel comune di Arzachena, che divenne il simbolo del turismo isolano. Per la realizzazione dei vari insediamenti contribuirono diversi architetti di grande fama come Luigi Vietti, Michele Busiri Vici e Jacques Couelle. Alla nascita di Porto Cervo ben presto seguirono Porto Rotondo, Romazzino, Cala di Volpe, Porto Raphael. Mentre la Costa Smeralda si affermava sempre di più tra il jet set internazionale, in molti comuni costieri dell'Isola ebbe inizio la corsa alla costruzione di insediamenti turistici.

A questa iniziativa seguirono una miriade di altri insediamenti, con un'offerta turistica simile, quali Baja Sardinia, Liscia di Vacca, per citarne alcuni nelle vicinanze, ma anche nel resto della Sardegna il settore si sviluppò in maniera esponenziale, fino a divenire uno dei settori principali delle attività economiche dell'Isola. Tuttavia dagli anni settanta in poi, a seguito del consistente incremento del valore delle aree, si è avuto un eccessivo sfruttamento delle coste con miriadi di nuove costruzioni (cementificazione), principalmente seconde case, molto spesso di scarsa qualità, fino a porre in serio rischio gli equilibri del sistema naturale[senza fonte].

A causa di questo, dall'inizio degli anni novanta diversi governi regionali hanno cercato di predisporre un piano paesaggistico. Tale piano è ancora oggetto di polemiche e di continui tentativi di sostanziali modifiche[senza fonte]. In questi ultimi anni l'offerta turistica si è modificata, orientandosi verso la diversificazione e la destagionalizzazione[4]: non solo mare e spiagge, ma anche nuove proposte come l'archeologia, l'arte e la cultura, il turismo congressuale, il turismo equestre[5], l'escursionismo[6], l'osservazione degli uccelli, il golf, la vela[7], il turismo subacqueo[8], il free climbing[9], con un conseguente incremento di agriturismi e bed and breakfast. In anni recenti, un supporto importante al settore è stato garantito dai numerosi voli low cost che collegano l'Isola a diverse città europee.

Le regioni storiche della Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Per estensione la Sardegna è la terza regione italiana e la seconda isola del mar Mediterraneo. Per la varietà dei suoi ecosistemi è considerata come un micro-continente costituito da un alternarsi di paesaggi montuosi e di foreste, di zone completamente disabitate, di lagune, di corsi d'acqua tumultuosi, di lunghissime spiagge sabbiose e di falesie a strapiombo sul mare. L'Isola è poi suddivisa in regioni ricche di storia e di tradizioni, differenti tra loro talvolta anche per lingua[10]. Ecco quelle più turisticamente conosciute:

Villasimius

Il Cagliaritano, Trexenta, Marmilla, Sarcidano, Sarrabus[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campidano di Cagliari, Trexenta, Marmilla, Sarcidano e Sarrabus.

Cagliari è il capoluogo della Regione ed allo stesso tempo la più importante città dell'Isola. Ha origini molto antiche, fu fondata infatti dai Fenici ma su precedenti siti nuragici. Furono poi i Punici e i Romani a lasciare diverse testimonianze archeologiche, tra le quali la necropoli di Tuvixeddu e l'anfiteatro, che poteva ospitare fino a 10.000 persone[11]. Numerosi stagni costieri circondano la città, come lo stagno di Molentargius, ubicato tra l'area urbana e la spiaggia del Poetto. Queste zone umide sono molto importanti per la riproduzione di uccelli acquatici come i fenicotteri rosa.

Nel Sarrabus-Gerrei le spiagge della Costa Rei si estendono ai piedi delle colline di Capo Ferrato, lunghissime e dalla sabbia molto bianca, sono di particolare bellezza e considerate tra le più belle in assoluto.[12]. Poco più a sud si trovano le spiagge dei comuni di Castiadas e Villasimius, tra le più note della Sardegna. A sud-ovest di Cagliari le principali località turistiche ricadono nel comune di Pula, che ospita anche le rovine dell'antica città di Nora.

Le regioni della Marmilla e del Sarcidano possiedono diversi siti archeologici e paesaggistici di rilievo come la Giara di Gesturi. A Barumini spicca il sito di Su Nuraxi, patrimonio Unesco, uno dei più visitati dell'Isola. Nel territorio comunale di Orroli si ergono invece le rovine del Nuraghe Arrubiu. Questi territori e la vicina Trexenta sono percorsi dalla linea ferroviaria turistica del Trenino Verde.

Sulcis-Iglesiente

Iglesiente, Monreale, Sulcis[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Iglesiente, Monreale e Sulcis.

La parte a sudovest della Sardegna è la regione del Sulcis e comprende anche le isole di San Pietro e di Sant'Antioco, che hanno la particolarità di ospitare comunità di origine ligure (a Carloforte e Calasetta). È una terra molto antica e di grande interesse storico e paesaggistico. Le falesie di calcare di capo Teulada si sono originate 500 milioni di anni fa e sono considerate fra le rocce più antiche d'Europa. Nei pressi di Carbonia c'e la fortezza di monte Sirai, testimonianza della dominazione fenicio-punica e poi romana della regione, che interessò anche le isole e il litorale sottostanti, dove sorgevano Sulki, Bithia, Inosim e Pani-Loriga (VIII secolo a.C.). Le località balneari più conosciute a livello turistico sono Porto Pino e Chia.

Dune di sabbia a Piscinas

L'Iglesiente, che prende il nome dalla città medievale di Iglesias, è stato un importante distretto minerario e le vecchie miniere abbandonate sono un esempio di architettura mineraria e di archeologia industriale. Nel comune di Fluminimaggiore si trova invece il tempio di Antas, di epoca punico-romana.

Un altro luogo suggestivo è il deserto di Piscinas, nella Costa Verde, dove dune di sabbia dorata penetrano per tre chilometri nell'entroterra formando un deserto in miniatura. Le dune sono attive e spostate dal vento si muovono verso l'interno. Ai limiti del deserto crescono ginepri contorti e la macchia mediterranea è abitata da numerosissimi animali tra cui il cervo sardo.

Fonni e il monte Spada innevato

Il Mandrolisai, Goceano, Quattro Barbagie, Baronie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mandrolisai, Goceano e Barbagia.

Il Mandrolisai e le quattro Barbagie (di Ollolai, di Belvì, di Seulo e di Nuoro) sono le regioni che rappresentano il cuore della Sardegna; ruotano intorno al massiccio del Gennargentu ed all'altopiano del Supramonte, una catena di montagne di granito, di scisto e di calcare che dalle zone più interne dell'Isola, raggiunge la costa orientale per cadere poi a strapiombo sul mare tra Dorgali e Baunei[13]. Il Supramonte si estende per circa 33.000 ettari interessando i territori comunali di Orgosolo, Dorgali, Urzulei, Oliena e Baunei. Vi si trovano alcune località ancora oggi tra le più inaccessibili della Sardegna come la dolina de Su Suercone (Orgosolo), il canyon di Su Gorroppu (Orgòsolo - Urzulèi) e soprattutto la foresta Sas Baddes (Orgòsolo), uno degli ultimi esempi rimasti in Europa di lecceta primaria ancora incontaminata. La Barbagia conserva un ricco e prezioso patrimonio archeologico, di cui i nuraghi sono solo l'aspetto più appariscente perché dolmen, pozzi sacri, menhir e necropoli di domus de janas, sono disseminati ovunque tra i boschi e le gole di calcare.

Le principali località turistiche della regione costiera delle Baronie sono Orosei, Posada e Siniscola. Il Goceano, territorio montuoso interno, è invece soprattutto noto per il castello di Burgos, uno dei numerosi castelli medievali della Sardegna.

L'Ogliastra

Ogliastra, Supramonte, Quirra e Gerrei[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ogliastra, Supramonte, Quirra e Gerrei.
Ulassai, Cascata di Lequarci

Dal blu del Mediterraneo ai rocciai dominati dalle aquile e dai mufloni del Supramonte, fino alle foreste secolari di lecci, ai canyon tra altopiani calcarei, ai nuraghi costruiti su dirupi, si arriva all'Ogliastra[14], il cui nome sembra derivare da ozzastru (nome in lingua sarda dell'olivastro selvatico), l'albero emblema della Sardegna che spesso raggiunge dimensioni eccezionali, ed alcuni esemplari sono tra gli alberi più vecchi d'Italia. Altri lo accomunano all'Agugliastra, la celebre guglia di calcare che sorge a picco sul mare, molto apprezzata dagli appassionati di arrampicata libera. La caratteristica più evidente del paesaggio ogliastrino sono i "tacchi"[15], altopiani calcarei delimitati da pareti verticali inaccessibili e ricoperti da fitte foreste, tra questi Perda Liana e il Texile, le grotte di Su Marmuri, le imponenti cascate di Lequarci e di Lecorci, il grande canyon di "sa Tappara", tutto in territorio di Ulassai, sono tra i più famosi.

Le località ogliastrine del turismo balneare includono Arbatax-Tortolì, Santa Maria Navarrese, Lotzorai, Barisardo, Cardedu e Tertenia.

La Gallura

Gallura, Montacuto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gallura e Montacuto.

La Gallura è un territorio che occupa tutta la parte nord-orientale della Sardegna, incluso l'arcipelago della Maddalena, dove si trova il Compendio Garibaldino. È una regione montuosa, con poche zone pianeggianti (la piana di Olbia), dominata dalle forme levigate del granito e dal verde scuro della macchia mediterranea.

Nella Costa Smeralda e più a sud Budoni e San Teodoro, vi si concentra gran parte del turismo isolano, ma vi sono anche zone completamente selvagge, come il vasto territorio dei Monti di Alà e di Buddusò, facilmente raggiungibili dalla costa[16]. Tutti i comuni costieri sono rinomate località turistiche mentre i comuni dell'interno sono ricchi di preziose testimonianze della civiltà nuragica, di dolmen, menhir e pozzi sacri, nonché di caratteristici borghi montani (come Aggius) o di scenari naturali tra i più suggestivi e di grande pregio con alberi millenari dalle enormi dimensioni come gli olivastri di Santu Baltolu a Luras[17].

La provincia di Sassari

Algherese, Riviera del Corallo, Porto Torres, Golfo dell'Asinara, Romangia, Logudoro, Anglona, Meilogu[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Alghero, Riviera del Corallo, Porto Torres, Golfo dell'Asinara, Romangia, Logudoro, Anglona e Meilogu.
Spiaggia della Pelosa

Alghero e la Riviera del Corallo, Porto Torres, l'Asinara, l'Argentiera, Stintino sono delle località molto conosciute. Alghero, città a vocazione turistica, possiede numerose spiagge e un vasto e variegato patrimonio naturalistico con un centro storico che può essere considerato un museo in sé. Anche il territorio circostante è ricco di monumenti e musei, a testimonianza della sua storia millenaria. Il territorio algherese è conosciuto anche come Riviera del Corallo. Molto suggestive sono le coste intorno a capo Caccia e le sue grotte sommerse, la città fantasma dell'Argentiera e Porto Torres con l'isola dell'Asinara e il suo parco nazionale, le grandi vestigia romane dell'antica Turris Libisonis, innumerevoli siti archeologici dislocati per tutto il suo territorio nonché la maestosa basilica di San Gavino ex cattedrale dell'arcidiocesi turritana e una delle prime manifestazioni dell'architettura romanica in Sardegna; da ricordare anche la vicina spiaggia di Balai. Stintino con le sue meravigliose spiagge come la Pelosa e il caratteristico paesello. Castelsardo col suo castello e borgo medioevale e le suggestive spiagge di Lu Bagnu. E tanti altri luoghi d'interesse turistico come Sassari col suo centro storico, i siti archeologici (come l'altare megalitico di Monte d'Accoddi) e le spiagge di Platamona, Sedini e Tergu, Valledoria ecc.

Nell'entroterra logudorese, oltre alle vestigia prenuragiche, nuragiche (tra cui il dolmen di Sa Coveccada e il nuraghe Santu Antine) e romane, si trova immersa nel paesaggio rurale l'antica basilica di Saccargia di Codrongianos, costruita tra il XI ed il XII secolo in stile romanico-pisano dai giudici di Torres, o ancora la basilica di Sant'Antioco di Bisarcio di Ozieri e la chiesa di Santa Maria del Regno di Ardara.

L'Arborea

Sinis, Marghine, Montiferru, Planargia, Barigadu[modifica | modifica wikitesto]

Colonne corinzie a Tharros
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sinis, Marghine, Montiferru e Planargia.

Tharros fu fondata dai Fenici, ma su precedenti villaggi nuragici; fu abitata per 1800 anni prima di essere abbandonata. Le rovine del porto sono imponenti, ma solo una piccola parte della sua reale estensione è stata scavata. Nella penisola del Sinis, dove furono rinvenuti i famosi Giganti di Monte Prama, si trovano spiagge sabbiose come quelle di Is Arutas e Mari Ermi. Oristano ebbe il periodo di maggior splendore tra l'anno 1100 e 1400, durante il periodo del giudicato di Arborea. Dell'antica cinta muraria rimangono la torre di San Cristoforo e l'opposta Portixedda. Nel centro storico, con al centro la piazza Eleonora d'Arborea, si può visitare la cattedrale e le chiese di San Francesco e di Santa Chiara. Appena fuori Oristano si trova lo stagno di Cabras e la laguna di Mistras dove sostano a migliaia i cormorani e i fenicotteri, ma anche anatre, folaghe, aironi bianchi, polli sultani, cavalieri d'Italia.

Principale località turistica della Planargia è il borgo di Bosa con il castello dei Malaspina. Il Marghine, che ha come centro principale Macomer, è uno dei territori sardi con la più alta concentrazione di siti nuragici. Nel Barigadu si segnalano le rovine delle terme romane in territorio di Fordongianus.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ adnkronos.com, A Cagliari l'Oscar 2016 per migliore destinazione italiana
  2. ^ dati-turismo-sardegna - Studi e Ricerche per il Mezzogiorno
  3. ^ Turismo: 2,9mln arrivi in Sardegna 2016
  4. ^ L'offerta turistica si è diversificata interessando anche l'interno dell'Isola, la sua arte, la sua cultura, Copia archiviata, su sardegnaturismo.it. URL consultato il 2 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2011).
  5. ^ Il turismo equestre
  6. ^ Anche speleologia, trekking, canoa e kayak, Copia archiviata, su sardegnaturismo.it. URL consultato il 21 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2009).
  7. ^ Lo sport della vela in Sardegna
  8. ^ Diving e snorkelling
  9. ^ In Sardegna le innumerevoli falesie calcaree e le pareti di granito sono mete ambite per gli appassionati della scalata liberaSardegna DigitalLibrary - Immagini - Sport
  10. ^ Alcune principali regioni storiche in questo documento
  11. ^ Notizie su Cagliari in questo documento
  12. ^ Per la rivista specializzata Lonely Planet, tra le 10 spiagge più belle del Pianeta rientra quella di Costa Rei Spiagge? Ecco la top 10
  13. ^ Itinerari sul Supramonte ogliastrino in questo documento
  14. ^ Notizie dell'Ogliastra in questo documento Archiviato il 13 marzo 2011 in Internet Archive.
  15. ^ I tacchi d'Ogliastra
  16. ^ Notizie e immagini sulla Gallura Archiviato il 13 agosto 2011 in Internet Archive.
  17. ^ In questo video-documentario si possono vedere gli olivastri millenari di Santu Baltolu a Luras,Sardegna DigitalLibrary - Video - Gallura di ponente, Luras

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Touring Club Italiano: Sardegna, Touring Editore 1984. ISBN 88-365-0023-4
  • Raffaele Paci, Stefano Usai: L'ultima spiaggia: turismo, economia e sostenibilità ambientale in Sardegna. CUEC 2002. ISBN 88-8467-065-9
  • Crenos (a cura di): Economia della Sardegna. Editoriasarda 2007. ISBN 88-8467-382-8
  • Brunella Brundu, Turismo e città minori in Sardegna. Alghero e Olbia tra innovazione e percezione, Milano, 2013 ISBN 978-88-204-5790-7
  • Bachisio Bandinu: Costa Smeralda. Come nasce una favola turistica, Milano, Rizzoli, 1980
  • Pietro Clemente: "Un'isola nell'isola": un bricolage antropologico con pezzi di Costa Smeralda, in Giulio Angioni et al. (a cura di Luciano Marrocu, Francesco Bachis, Valeria Deplano), La Sardegna contemporanea. Idee, luoghi, processi culturali, Roma, Donzelli, 2015, 153-194 ISBN 978-88-6843-244-7
  • Sandro Roggio: I cinquant'anni della Costa Smeralda, in La Nuova Sardegna, 25 settembre 2011