Tullio Mobiglia

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Tullio Mobiglia
Tullio Mobiglia.jpg
Tullio Mobiglia
NazionalitàItalia Italia
GenereJazz
Periodo di attività musicale1934 – 1991
EtichettaColumbia, Telefunken, Cetra, Durium, Riviera Jazz Records
Album pubblicati10
Studio10

Tullio Mobiglia (Carezzano, 12 aprile 1911Helsinki, 24 luglio 1991) è stato un sassofonista e violinista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appassionato di musica, si diploma in violino al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova; nel 1934 inizia a suonare come orchestrale sulle navi, viaggiando spesso verso gli Stati Uniti, dove ha modo di accostarsi al jazz, diventando amico di alcuni musicisti come Coleman Hawkins.

Si mette in luce in breve tempo come il miglior saxofonista italiano del periodo, e viene chiamato a suonare nell'Orchestra Mirador con cui, nel 1940, si reca a Berlino, ottenendo molto successo, al punto da venire scritturato per un certo periodo nella Heinz Wehner Orchestra finché, nel 1941, forma la sua prima formazione, costituita da altri musicisti italiani, con cui pubblica le prime incisioni a 78 giri.

Molto successo riscuote, in particolare, Lieber Sonneschein, che è un arrangiamento jazz della canzone Pippo non lo sa di Mario Panzeri e Gorni Kramer.

Tra i musicisti della formazione, Alfredo Marzaroli e Francesco Paolo Ricci, più anziani degli altri, avevano iniziato a suonare già all'inizio degli anni '20, mentre il chitarrista Alfio Grasso, considerato un caposcuola della chitarra jazz in Europa, diventerà qualche anno dopo l'insegnante di Caterina Valente; l'orchestra si esibisce in particolare in due locali di Berlino, il Rosita ed il Patria, ed ha occasione anche di suonare con Django Reinhardt in un altro locale berlinese, il Femina Bar.

Il repertorio, per il divieto di suonare musiche americane, è costituito tutto da brani di musicisti europei, ed anche da riarrangiamenti di canzoni di musica leggera (come Oi Marì, scritta da Nisa e Cosimo Di Ceglie, La canzone del boscaiolo di Pippo Barzizza o Cielito lindo, canzone messicana); inoltre molti brani sono scritti dallo stesso Mobiglia.

Nell'agosto del 1943 Mobiglia torna in Italia e, dopo un anno di inattività, all'inizio del 1945 riforma la sua orchestra con altri musicisti, ottenendo un contratto con la Columbia, con cui incide alcuni 78 giri.

Negli anni successivi inciderà con la Telefunken, con la Cetra e con la Durium; riprenderà poi a suonare il suo primo strumento, il violino.

Nel 1967 viene chiamato dal Conservatorio Jan Sibelius di Helsinki ad insegnare il violino, incarico che terrà fino agli anni '80, pur continuando ad esibirsi; nella capitale finlandese trascorrerà gli ultimi anni fino alla morte.

Carezzano, il suo paese natale, gli ha dedicato una via.

L'orchestra di Tullio Mobiglia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione 1941 - 1943 (in Germania)[modifica | modifica wikitesto]

Formazione 1945 (Italia)[modifica | modifica wikitesto]

Formazione 1946 (Italia)[modifica | modifica wikitesto]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

78 giri[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Mobiglia Tullio di Enzo Giannelli, pag. 1105
  • Adriano Mazzoletti, Il jazz in Italia, editore EDT, Torino, 2004
  • Pierluigi Piji Siciliani, La canzone jazzata, editore Zona, 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN66213249 · LCCN: (ENno2005102245