Tu vuò fa l'americano

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Tu vuo' fa' l'americano
Artista Renato Carosone
Autore/i Nisa, Renato Carosone
Genere Boogie-woogie
Canzone napoletana
Pubblicazione
Incisione Tu vuo' fa' l'americano / Buonanotte
Data 1956
Etichetta Pathé

Tu vuò fa l'americano è una canzone napoletana di Renato Carosone.

La canzone fu scritta nel 1956 da Carosone per la parte musicale e da Nisa per il testo. Il compositore combinò musica swing e jazz al pianoforte, realizzando un boogie woogie in un solo quarto d'ora dopo aver letto il testo di Salerno. Carosone fu immediatamente sicuro che il brano avrebbe ottenuto un grande successo, e infatti, una volta pubblicata dalla casa discografica Pathé su 45 giri (GQ 2032) nel 1956 e su EP l'anno successivo (GQ 534), raggiunse il successo internazionale ed è tuttora la canzone più nota del cantautore.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Il testo[1] parla di un italiano che desidera imitare lo stile di vita americano contemporaneo, bevendo "whisky e "soda", ballando il rock and roll, giocando a baseball e fumando delle sigarette Camel, ma rimane dipendente dai suoi genitori per i motivi economici. La canzone viene spesso interpretata come una satira del processo di americanizzazione presente nei primi anni del dopoguerra, quando l'Italia era ancora basata su una società rurale e tradizionale.

Lo stesso Carosone scrisse che le sue canzoni «erano profondamente basate sul sogno americano, interpretando il jazz e i suoi derivati come il simbolo di un'America ricca e prosperosa, ma mantenendo sempre lo stile della canzone napoletana, utilizzandola anche come parodia dei suoi usi».[2]

L'origine del testo[modifica | modifica wikitesto]

Nella puntata di TV7 andata in onda il 4 settembre 2011 Renzo Arbore ricordava che lui e un ristretto numero di amici giravano per i quartieri di Napoli abitati dagli americani indossando jeans giocando a fare gli americani e che proprio a ragazzi come loro Carosone s'ispirò nella composizione della canzone. Tale idea, però, contraddice ciò che lo stesso Carosone aveva scritto, nel 2000, nella sua autobiografia Un americano a Napoli: «Quelli che credono di sapere tutto di sé sostengono che l'idea per Tu vuo' fa' l'americano mi sia venuta vedendo passeggiare per via Toledo un giovanissimo Renzo Arbore, appena iscrittosi all'università partenopea. È vero che lo showman fu tra i primi a frequentare la Nato, a propagandare il virus del jazz prima e del rock poi e a indossare i blue-jeans. Ma le date non coincidono: il brano è del '56 e in quell'anno Renzo, bocciato in terza liceo, era ancora a Foggia. A Napoli sarebbe arrivato solo nel '57.»[3]

Omaggi e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

La versione originale di Carosone appare nel film Totò, Peppino e le fanatiche di Mario Mattoli (1958), dove la esegue assieme alla sua jazz band, formazione che comprende anche Gegè Di Giacomo alla batteria. Il pezzo appare anche ne La baia di Napoli di Melville Shavelson, dove viene eseguita da Sophia Loren sotto gli occhi di Clark Gable. Fu eseguita anche da Fiorello, Matt Damon e Jude Law nel film del 1999 Il talento di Mr. Ripley e da Gino il pollo con alcune modifiche nel testo ed il titolo cambiato in Tu vuó fa ‘o talebano.

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo
  2. ^ Renato Carosone news
  3. ^ Renato Carosone, Un americano a Napoli, con Federico Vacalebre, Sperling & Kupfer, 2000, p. 54, ISBN 88-200-3109-4.