Tropeognathus

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Tropeognathus
Stato di conservazione: Fossile
Tropeognathus mesembrinus MN 01.jpg
Ricostruzione dello scheletro di T. mesembrinus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Ordine † Pterosauria
Sottordine † Pterodactyloidea
Famiglia Ornithocheiridae
Genere Tropeognathus
Wellnhofer, 1987
Nomenclatura binomiale
† Tropeognathus mesembrinus
Wellnhofer, 1987
Sinonimi
Specie
  • T. mesembrinus
    Wellnhofer, 1987
  • T.? robustus
    Wellnhofer, 1987

Il Tropeognathus è uno dei più grossi pterosauri scoperti sino a oggi. Aveva un'apertura alare di oltre 6 m e, quando planava sulle onde del mare in cerca di pesci o calamari da mangiare, proiettava una grossa e sinistra ombra. Visse circa 120 milioni di anni fa, durante il Cretaceo, in Sudamerica, nell'attuale Brasile.

A forma di chiglia[modifica | modifica wikitesto]

Il Tropeognathus, il cui nome significa "mascella carenata", venne chiamato così a causa delle particolari creste ossee arrotondate presenti su entrambe le mascelle, di aspetto simile alle chiglie delle barche; quella superiore era maggiormente sviluppata dato che in alcuni fossili quella inferiore risulta quasi assente, ma non del tutto. Le barche usano la chiglia per meglio solcare il mare durante la navigazione; il Tropeognathus, probabilmente, usava le creste mascellari in modo molto simile, per fendere meglio l'acqua quando catturava i pesci, oltre a creare meno atrito durante il volo.

Alto nel cielo[modifica | modifica wikitesto]

Il tropeognato forse riusciva a battere le grandi ali per sostenersi in volo. Esso si affidava alle correnti calde ascensionali per salire alto nel cielo.

Due rettili volanti[modifica | modifica wikitesto]

Un cranio intero e una mascella inferiore sono gli unici fossili rinvenuti del tropeognato. Poiché la cresta e i denti del cranio sono differenti da quelli della mascella, gli esperti hanno ipotizzato che i fossili appartengano a due differenti specie di Tropeognathus chiamate rispettivamente: T. mesembrinus e T. robustus.

Andava a pesca[modifica | modifica wikitesto]

Le lunghe mascelle del Tropeognathus erano munite di denti affilati adatti a masticare il pesce che, probabilmente, veniva catturato con i lunghi e robusti denti anteriori. Nell'ampio becco forse erano catturati numerosi pesci guizzanti.

Collo agile[modifica | modifica wikitesto]

Il Tropeognathus aveva un collo lungo e flessibile che veniva mosso con grande agilità e velocità per catturare il pesce. Questo collo doveva essere anche molto robusto; il Tropeognathus infatti aveva bisogno di una potente muscolatura per volare, manovrare il becco e tirare fuori i pesci dall'acqua. Ci si immagina quale sforzo occorre per afferrare con la bocca un pesce sotto il pelo dell'acqua, trascinarlo fuori dai flutti e quindi riprendere quota per tornare in cielo.

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