Trischitta

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Trischitta
StatoBandiera del Regno di Sicilia 4.svg Regno di Sicilia
Due Sicilie Regno delle Due Sicilie
Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Italia Italia
TitoliCroix pattée.svg Patrizi di Savoca

Croix pattée.svg Capitani di Giustizia e proconservatori di Savoca

FondatoreGiovanni Domenico Trischitta
Data di fondazioneXVI secolo
Etniasiculo - bizantini

I Trischitta sono una famiglia nobile siciliana con varie ramificazioni presenti a Messina e nella sua provincia.

Il nome Trischitta sarebbe di origine greca e indicherebbe uno strumento da lavoro usato dai pescatori, sembrerebbe, quindi, che i capostipiti di questa famiglia fossero dei marinai o navigatori provenienti dall'Impero Bizantino.

Il Nobiliaro della città di Messina di Giuseppe Galluppi e il Mango di Casalgerardo segnalano la presenza di numerosi membri della famiglia nelle mastre nobili della predetta città[1][2]: un messer Giovanni Domenico risulta iscritto nella mastra nobile del 1601; un Don Mario ricoprì la carica di proconservatore a Savoca nel 1691; nelle mastre nobili messinesi dei secoli successivi, si incontrano un Mario e un Filippo, padre e figlio, quest'ultimo dottore in legge, presenti dal 1798 al 1807; si ricorda infine un Filippo, giudice della Regia Udienza di Messina del 1811.

Ramo di Savoca[modifica | modifica wikitesto]

La casa della bifora di Savoca (secolo XV), anticamente appartenuta ai Trischitta
Particolare della finestra della casa con bifora (secolo XV)
Il museo di Savoca (quartiere San Michele) edificato sul sito ove sorgeva l'antico palazzo dei Trischitta

Il ramo più prospero fu quello dei Trischitta di Savoca, che erano imparentati con le illustri famiglie Nicòtina, Trimarchi, Fleres, Crisafulli e Salvadore e che possedevano un vastissimo patrimonio immobiliare nei centri collinari e nella marina della cittadina jonica[3]. I Trischitta, dimoravano in un grande e sontuoso palazzo sito su una collinetta nel quartiere San Michele, proprio nel cuore del centro storico di Savoca; oggi su questo sito sorge il Museo comunale. Risulta inoltre appurato da fonti storiche, che abitarono pure la caratteristica e famosa casa tardo-medievale con finestra bifora, sita in via San Giovanni, presso la Chiesa Matrice. Nel corso dei decenni, vari facoltosi esponenti di questo casato si fecero promotori della realizzazione di opere d'arte nelle chiese savocesi, o curarono, a loro spese, lavori di restauro dei suddetti edifici di culto. Nella seconda metà del XVIII secolo, intentarono la causa per il riconoscimento della Nobiltà per la loro famiglia, col patrocinio del Notaio savocese Vincenzo Salvadore (n.1735) che era un esperto di genealogia e trasmissione di titoli nobiliari ed era sposato con un'esponente della famiglia, la nobildonna Maria Trischitta; la causa andò a buon fine in quanto la famiglia venne iscritta nel Nobiliario[4].

Da questo ramo discesero i fratelli:

I nomi dei suddetti tre personaggi, figli di Francesco Trischitta, risultano tra i 17 firmatari della Capitolazione di Savoca ai francesi in occasione della Rivolta antispagnola di Messina; il fatto che nel 1676 tre fratelli occupassero contemporaneamente le più alte cariche dell'amministrazione della città di Savoca è la dimostrazione del prestigio e della potenza di cui godeva questo casato nel corso del XVII secolo.

Altri illustri discendenti furono:

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

D'azzurro, al cherubino d'oro, e il leone dello stesso, affrontati e combattenti, sostenuti da un terrazzo di verde, sormontati da tre stelle d'argento, ordinate al capo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Galluppi, Nobiliario della città di Messina, 1876, p. 176.
  • Antonino Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia (1912)
  • Santo Lombardo, Le catacombe del Convento dei Cappuccini di Savoca. Storia e personaggi, 1995, pp. 77–89.
  • Giuseppe Trischitta, Cenni storici su Savoca, p. 22.
  • Carmelo Ucchino, Le Valli d'Agrò, di Savoca e di Pagliara. Ed. Antonello da Messina. 2008.
  • Giuseppe Salvadore, Savoca e dintorni. Edizioni EDAS. Messina. 2018.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Galluppi, Nobiliario della città di Messina, 1876, p. 176.
  2. ^ Nobiliario di Sicilia
  3. ^ Santo Lombardo, Le catacombe del Convento dei Cappuccini di Savoca. Storia e personaggi, 1995, pp. 77-89.
  4. ^ Giuseppe Salvadore, "Savoca e dintorni". EDAS Messina. 2018. Pag.167.
  5. ^ Giuseppe Trischitta, Cenni storici su Savoca, p. 22

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]