Trimarchi (famiglia)

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Trimarchi
StatoBandiera del Regno di Sicilia 4.svg Regno di Sicilia
Due Sicilie Regno delle Due Sicilie
Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Italia Italia
TitoliCroix pattée.svg Patrizi di Savoca, Baroni di Villamarchese

Croix pattée.svg Sindaci, Capitani di Giustizia e proconservatori di Savoca

FondatoreAntonio Trimarchi
Data di fondazioneXV secolo
Stemma nobiliare della Famiglia Trimarchi

I Trimarchi sono una famiglia nobile siciliana con varie ramificazioni presenti a Messina e nella sua città metropolitana. Il Nobiliaro della città di Messina di Giuseppe Galluppi e il Mango di Casalgerardo segnalano la presenza di numerosi membri della famiglia nelle mastre nobili della predetta città. Un Giovanni del fu Pietro, un Camillo, un Onofrio, un Nicolò del fu Enrico, un Claudio, un Pietro di Nicolò e un Andrea sono iscritti alla Mastra nobile del Mollica; un Giovanni fu proconservatore in Savoca nell'anno 1722; un Giuseppe fu giudice della Corte pretoriana di Palermo nel 1767-68, del Tribunale del Concistoro negli anni 1775-76-77 e della Gran Corte civile nel 1784; un Mattia del fu Felice, da Messina, con privilegio dato il 15 ottobre 1791, ottenne concessione del titolo di barone di Villamarchese. Dei rami della famiglia sono presenti anche in Calabria tra Melicuccà, Gerace e altri luoghi del reggino.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia probabilmente di origine greco-bizantina. Trimarchi deriverebbe dal greco "τύρμα" turma e "ἄρχω" comandare, quindi comandante di turma, cioè Turmarca. Si stabilirono a Messina nel XIV secolo, appartenevano alla categoria dei feudatari ed erano chiamati anche milites (cavalieri). A Messina ricoprirono cariche nel campo burocratico, amministrativo e giudiziario. Alcuni di loro, pur essendo patrizi, si dedicarono alle attività commerciali e speculative; nel XV secolo una tal Violante Trimarchi allevava cavalli e forniva piccoli capitali ai mercanti.

Ramo di Savoca[modifica | modifica wikitesto]

Blasone della Famiglia Trimarchi posto sul portale d'ingresso principale della Chiesa Matrice di Savoca - Secolo XV
Il palazzo della famiglia Trimarchi a Savoca (inizio del XVIII secolo) ubicato in Piazza Fossìa

Uno dei rami più prosperi di questa famiglia fu senza dubbio quello che tra la fine del secolo XIV e i primi anni del successivo si stabilì a Savoca; lì furono, per secoli, al centro della vita politica, amministrativa, ecclesiastica ed economica.

Il primo personaggio di cui si ha contezza è l'architetto e costruttore Pietro Trimarchi il quale si fregiava del titolo di Magister. Costui ristrutturò e ingrandì, alla fine del Quattrocento, la Chiesa Matrice di Savoca.

Secondo quanto riferisce Carmelo Trasselli, (storico e magistrato palermitano vissuto nel XIX secolo) i Trimarchi di Savoca alla fine del XV secolo "erano persone da toccare con le molle"[1]. L'autore palermitano afferma che nel 1494 a Savoca, i figli di Antonio Trimarchi assalirono a mano armata la casa di Giovanni Sturiale per assassinare lui e il fratello Paolo, l'agguato fallì e, dopo qualche tempo, i fratelli Trimarchi, spalleggiati "dai loro adepti", tesero un nuovo agguato nel quale "corsero coltellate" che coinvolsero sette uomini tra cui un prete. Sembrerebbe che questa faida sia scaturita da beghe di confine tra i fondi agricoli delle succitate famiglie e lo stesso Archimandrita messinese Leonzio II Crisafi, Barone di Savoca, faticò molto a far calmare i contendenti. Le fonti archivistiche riportate dal Trasselli riferiscono infine che, nel 1505, l'architetto e costruttore Pietro Trimarchi, uno dei fratelli coinvolti nei fatti di sangue, costruì la Torre Catalmo e recintò con mura merlate la sua tenuta agricola sita sulla sponda sinistra del Fiume Agrò sia per difendere i propri lavoratori dalle scorrerie dei pirati barbareschi ma soprattutto per difendersi dai molto più probabili agguati dei suoi avversari.

I Trimarchi, tra il XVI ed il XX secolo, si imparentarono con le famiglie aristocratiche di Savoca e dintorni come i Crisafulli, i Trischitta, i Nicòtina, i Prestipino e gli Scarcella.

Inizialmente risiedevano nella parte più antica del centro storico di Savoca, in un palazzo ubicato nelle vicinanze della Chiesa Matrice; successivamente (nel XVIII secolo) si trasferirono nel grande palazzo sito nel quartiere Borgo e prospettante su Piazza Fossìa edificato ai primi del Settecento e tuttora esistente. Possedevano altresì un vastissimo patrimonio immobiliare costituito da proprietà urbane e rurali site nei comuni di Savoca, Santa Teresa di Riva e Casalvecchio Siculo.

Nel 1617, un certo Giuseppe Trimarchi vendette, ai Frati Minori Conventuali, una casa ed un terreno siti nel cuore del centro storico di Savoca, in questo sito codesti religiosi trasferirono il loro convento ed edificarono la Chiesa dell'Immacolata (oggi Centro Filarmonico di Savoca). Proprio all'interno di detta chiesa i Trimarchi edificarono, nei primi anni del '700, la loro elegante sepoltura gentilizia; un'altra tomba di questa famiglia si trova ancora nella Chiesa del Convento dei Cappuccini e risale al 1845.

Tra i personaggi maggiormente influenti del ramo savocese della famiglia Trimarchi si ricordano:

Ramo di Villamarchese[modifica | modifica wikitesto]

Un ramo messinese della famiglia Trimarchi, che si estinse poi per via maschile, fu investito nel 1791[2] della baronia di Villamarchese. Non è ancora attestato un rapporto diretto di discendenza (o di ascendenza) tra i Trimarchi di Villamarchese e quelli di Savoca; è tuttavia attestato un rapporto di parentela tra i due rami, attraverso donna Maria Antonia Trimarchi Reitano dei Baroni di Villamarchese (1771-1846), che nel 1795 sposò il facoltoso giurista e uomo politico savocese Onofrio Prestipino (1767-1855) la cui sorella Domenica era sposata con Sebastiano Trimarchi da Savoca, deceduto nel 1813.

Arma[modifica | modifica wikitesto]

D'azzurro, alla sbarra d'oro, accompagnata da tre martelli manicati dello stesso, posti due al capo ed uno in punta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carmelo Trasselli. Da Ferdinando il Cattolico a Carlo V. L'esperienza siciliana 1475-1525. Volume 1. Rubettino
  2. ^ Nobiliario di Sicilia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmelo Trasselli. Da Ferdinando il Cattolico a Carlo V. L'esperienza siciliana 1475-1525. Volume 1. Rubettino
  • Giuseppe Galluppi, Nobiliario della città di Messina, 1876, p. 176.
  • Antonino Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia (1912), alla voce Trimarchi.
  • Santo Lombardo, Le catacombe del Convento dei Cappuccini di Savoca. Storia e personaggi, 1995, pp. 77–89.
  • Giuseppe Trischitta, Cenni storici su Savoca, p. 22.
  • Carmelo Ucchino, Le Valli d'Agrò, di Savoca e di Pagliara. Ed. Antonello da Messina. 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]