Trifolium pratense

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Trifoglio dei prati
Trifolium pratense - Keila2.jpg
Trifolium pratense
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Genere Trifolium
Specie T. pratense
Nomenclatura binomiale
Trifolium pratense
Trifolium pratense - Keila.jpg

Il Trifolium pratense (detto comunemente Trifoglio dei prati, Trifoglio rosso o Trifoglio violetto) è una pianta erbacea perenne, geograficamente diffusissima, dalle Americhe, all'Europa, alla Russia. Nei prato-pascoli di alta quota è presente la sottospecie Nivale.

Nonostante la denominazione perenne, in Italia ha un ciclo di vita che rarissimamente supera i due anni.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

L'altezza della pianta arriva sino ai 30 cm. Resiste ottimamente al freddo, arrivando a popolare suoli fino ai 2600 m sul livello del mare. La buona adattabilità di questa foraggera ai terreni di montagna è confermata anche dalla sua buona tolleranza all'acidità: la pianta trova in un pH del suolo compreso tra 6,6 e 7,6 il proprio livello ottimale, ma si riesce ad ottenere buone produzioni anche con pH compresi tra 6 e 6,5.

Il trifolium pratense non è eliofilo quanto le altre leguminose, quindi si presta alla trasemina. Tuttavia è notevolmente danneggiato dal secco, quindi per tutto il ciclo vegetativo necessità di regolari apporti d'acqua. Non sopporta comunque i ristagni: nel caso di irrigazione è importante irrigare con piccoli quantitativi piuttosto regolarmente, piuttosto che fornirgli elevati apporti idrici che possono essere anche più dannosi della siccità.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Coltivata, oggi come nel passato, come foraggera; è preferita nel ciclo della rotazione delle colture poiché Trifolium pratense possiede rizobie attorno alle radici in grado di fissare l'azoto atmosferico in ammonio, che disciolto nel suolo è la fonte principe di azoto per le piante. Com'è noto, l'azoto è indispensabile a tutte le piante per la formazione delle proteine strutturali, che costituiscono lo scheletro o struttura portante della pianta. Ottima erba da foraggio, tanto che era chiamata nei secoli passati "erba da latte" per i bovini (tale appellativo è ancora in uso presso gli anziani contadini).

Nella medicina popolare gli infusi di trifoglio venivano utilizzati nel trattamento dell'ipercloridria[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Margherita Neri, Buone erbe dei campi, 1ª edizione, Sommacampagna (VR), Ottaviano Mistral, giugno 1900, p. 73, ISBN 88-7122-144-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Botanica Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica