Trichoderma

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Trichoderma
Trichoderma harzianum.jpg
Trichoderma harzianum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Ascomycota
Classe Sordariomycetes
Ordine Hypocreales
Famiglia Hypocreaceae
Genere Trichoderma

Trichoderma è un genere di funghi, descritto originariamente da Christian Hendrik Persoon nel 1794, appartenenti alla famiglia delle Hypocreaceae e presenti nei suoli a ogni latitudine. Molte specie di Trichoderma sono simbionti opportunisti e avirulenti[1] in grado di stabilire una relazione mutualistica endofitica con diverse piante.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le colture crescono tipicamente in modo rapido alla temperatura di 25-30 °C, ma alcune specie di Trichoderma crescono a 45 °C. Le colonie sono inizialmente trasparenti su terreni come l'agar farina di mais-destrosio (CMD) o bianche su mezzi più ricchi come l'agar patata-destrosio (PDA). Le ife sono settate e ialine. I conidiofori sono altamente ramificati e perciò difficili da definire o misurare.

Agenti di biocontrollo[modifica | modifica wikitesto]

Diversi ceppi di Trichoderma trovano impiego come agenti di biocontrollo contro le malattie fungine delle piante.[3] I meccanismi di azione includono l'antibiosi, il parassitismo, l'induzione di resistenza nella pianta, e la competizione. Le principali specie utilizzate come agenti di biocontrollo sono Trichoderma asperellum, Trichoderma harzianum, Trichoderma viride, e Trichoderma hamatum. Gli agenti di biocontrollo crescono generalmente sulla superficie della radice, agendo quindi in particolar modo sulle malattie che colpiscono questo organo, ma possono essere efficaci pure contro le malattie fogliari.

Considerazioni mediche[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista della salute umana, sebbene non sia considerato pericoloso, Trichoderma longibrachiatum è stato isolato come contaminante ad elevato potenziale allergenico nella muffa domestica[4] e la sua presenza è stata riscontrata nell'organismo di pazienti immunodepressi.[5] Trichoderma longibrachiatum produce piccoli peptidi, altamente resistenti al calore e agli antimicrobici, contenenti amminoacidi non presenti nelle proteine comuni, come l'acido α-amminoisobutirrico. La loro tossicità è dovuta alla formazione di nanocanali, all'interno delle cellule, che ostruiscono i canali ionici vitali che trasportano gli ioni sodio e potassio attraverso la membrana cellulare.

Il fungo Trichoderma polysporum è uno degli organismi in grado di sintetizzare la ciclosporina A (CsA),[6] un inibitore della calcineurina utilizzato come immunosoppressore per prevenire il rigetto degli organi trapiantati.

Usi industriali[modifica | modifica wikitesto]

Le colture in sospensione di alcuni ceppi del genere Trichoderma sono utilizzate per produrre a livello industriale certi enzimi: in questo modo, dal Trichoderma reesei si ricavano le cellulasi e le emicellulasi,[7] dal Trichoderma longibrachiatum la xilanasi,[8] e dal Trichoderma harzianum la chitinasi.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G.E. Harman, C.R. Howell, A. Viterbo, I. Chet e M. Lorito, Trichoderma species—opportunistic avirulent plant symbionts, in Nature Reviews Microbiology, vol. 2, nº 1, 2004, pp. 43-56, DOI:10.1038/nrmicro797, PMID 15035008.
  2. ^ H. Bae, D.P. Roberts, H.S. Lim, M.D. Strem, S.C. Park, C.M. Ryu, R.L. Melnick e B.A. Bailey, Endophytic Trichoderma isolates from tropical environments delay disease onset and induce resistance against Phytophthora capsici in hot pepper using multiple mechanisms, in Mol. Plant Microbe Interact., vol. 24, nº 3, 2011, pp. 336-51, DOI:10.1094/MPMI-09-10-0221, PMID 21091159.
  3. ^ G.E. Harman, Overview of mechanisms and uses of Trichoderma spp, in Phytopathology, vol. 96, nº 2, 2006, pp. 190-94, DOI:10.1094/PHYTO-96-0190, PMID 18943924.
  4. ^ Irina S. Druzhinina, Monika Komoń-Zelazowska, Adnan Ismaiel, Walter Jaklitsch, Temesgen Mullaw, Gary J. Samuels e Christian P. Kubicek, Molecular phylogeny and species delimitation in the section Longibrachiatum of Trichoderma, in Fungal Genetics and Biology, vol. 49, nº 5, 2012, pp. 358-68, DOI:10.1016/j.fgb.2012.02.004, PMID 22405896.
  5. ^ B.-B. Xie, Q.-L. Qin, M. Shi, L.-L. Chen, Y.-L. Shu, Y. Luo, X.-W. Wang, J.-C. Rong, Z.-T. Gong, D. Li, C.-Y. Sun, G.-M. Liu, X.-W. Dong, X.-H. Pang, F. Huang, W. Liu, X.-L. Chen, B.-C. Zhou, Y.-Z. Zhang e X.-Y. Song, Comparative Genomics Provide Insights into Evolution of Trichoderma Nutrition Style, in Genome Biology and Evolution, vol. 6, nº 2, 2014, pp. 379-90, DOI:10.1093/gbe/evu018, PMID 24482532.
  6. ^ M. Dreyfuss, E. Härri, H. Hofmann, H. Kobel, W. Pache e H. Tscherter, Cyclosporin A and C: new metabolites from Trichoderma polysporum, in European journal of applied microbiology and biotechnology, vol. 3, nº 2, 1976, pp. 125-33, DOI:10.1007/bf00928431.
  7. ^ Diego Martinez, Randy M. Berka e Thomas S. Brettin, Genome sequencing and analysis of the biomass-degrading fungus Trichoderma reesei (syn. Hypocrea jecorina), in Nature Biotechnology, vol. 26, 2008, pp. 553-60, DOI:10.1038/nbt1403.
  8. ^ Mehrdad Azin, Roya Moravej e Davood Zareh, Production of xylanase by Trichoderma longibrachiatum on a mixture of wheat bran and wheat straw: Optimization of culture condition by Taguchi method, in Enzyme and Microbial Technology, vol. 40, nº 4, 2007, pp. 801-05, DOI:10.1016/j.enzmictec.2006.06.013.
  9. ^ P.Arthur Felse e T. Panda, Self-directing optimization of parameters for extracellular chitinase production by Trichoderma harzianum in batch mode, in Process Biochemistry, vol. 34, nº 6-7, 1999, pp. 563-66, DOI:10.1016/S0032-9592(98)00128-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Prasun K. Mukherjee, B.A. Horwitz, U.S. Singh, Mala Mukherjee e Monika Schmoll, Trichoderma: Biology and Applications, CABI, 2013, ISBN 1780642474.
  • Vijai G. Gupta, Monika Schmoll, Alfredo Herrera-Estrella, R.S. Upadhyay, Irina Druzhinina e Maria Tuohy, Biotechnology and Biology of Trichoderma, Newnes, 2014, ISBN 0444595945.

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