Tribulaun

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Tribulaun
Tribulaun.jpg
StatiItalia Italia
Austria Austria
Regione  Trentino-Alto Adige
  Tirolo
Provincia  Bolzano
Altezza3 097 m s.l.m.
CatenaAlpi
Coordinate46°59′06.36″N 11°20′24.53″E / 46.985101°N 11.340149°E46.985101; 11.340149
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Tribulaun
Tribulaun
Mappa di localizzazione: Alpi
Tribulaun
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Centro-orientali
SezioneAlpi Retiche orientali
SottosezioneAlpi dello Stubai
SupergruppoAlpi Breonie Occidentali
GruppoGruppo Tribulaun-Habicht
SottogruppoGruppo del Tribulaun
CodiceII/A-16.II-A.2.b/a

Il Tribulaun (3.097 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi dello Stubai nelle Alpi Retiche orientali al confine tra l'Italia e l'Austria.

La montagna è composta di tre vette principali:

  • Tribulaun di Fleres (Pflerscher Tribulaun) - 3.097 m
  • Tribulaun di Gschnitzer (Gschnitzer Tribulaun) - 2.946 m
  • Tribulaun di Obernberg (Obernberger Tribulaun) - 2.780 m

Dal versante italiano domina la val di Fleres; da quello austriaco la Gschnitztal.

Nel piccolo gruppo del Tribulaun Déodat de Dolomieu raccolse alcuni pezzi di roccia che, a contatto con acido cloridrico, producevano un'effervescenza diversa, meno vigorosa, del normale calcare. Inviò questi campioni di roccia al grande esperto di mineralogia Nicolas de Saussure, esperto di mineralogia il quale accertò che si trattava di un minerale sconosciuto, costituito da carbonato doppio di calcio e magnesio. (Dolomia)

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

La sua cima, vista dalla Spina di Lupo

Il nome della montagna è attestato nel 1667 come Driblaun e nel 1770 come Tribulaun e sembra derivare da *tribulu- ("trebbia", alla quale la montagna somiglia per certi versi), con il suffisso -one; il toponimo non è mai stato tradotto in italiano.[1]

Rifugi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. III: Die Namen der Gebirgszüge, Gipfelgruppen und Einzelgipfel Südtirols, Bolzano, Athesia, 2000, p. 301. ISBN 88-8266-018-4

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