Treni popolari

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Una scena del film del 1933 Treno popolare di Raffaello Matarazzo.

I Treni Speciali Celeri per Servizi Festivi Popolari, più noti come Treni popolari o Treni popolari di Ferragosto erano un servizio delle Ferrovie dello Stato, durante il Regime Fascista, che si è svolto tra il 2 agosto 1931 e il 3 settembre 1939[1].

Con i Treni popolari prende avvio in Italia il turismo popolare di massa e si instaurano abitudini, condivise su tutto il territorio nazionale (ma solo a supporto delle città più grandi), come la gita fuori porta, il fine settimana al mare e ai monti, la gita di Ferragosto[1] o il menù turistico a prezzo fisso.

Attivazione e organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 1931 il Ministero delle Comunicazioni diede avvio ad una politica di concessioni e sconti speciali per determinate destinazioni con l'intento di favorire il turismo. Ne erano interessate alcune categorie di viaggiatori: gruppi familiari diretti nelle località balneari o termali; viaggiatori provenienti dall'estero diretti verso le spiagge dell'Adriatico (tra Fiume e Falconara) o determinate stazioni termali; turisti interni diretti in Alto Adige o Cadore. Si emisero biglietti circolari per turisti stranieri e biglietti di andata e ritorno domenicali e festivi a tariffa ridotta del 40% per alcune città importanti dal punto di vista storico o turistico[2].

I Treni popolari iniziarono ad essere effettuati nel mese di agosto[3] su iniziativa del Ministero delle comunicazioni[4], presieduto da Costanzo Ciano, i "Treni Popolari a prezzi ridottissimi" avevano il duplice scopo di consentire la visita a città d'arte e località turistiche, la cui distanza e i normali prezzi del biglietto ferroviario risultavano proibitivi per le classi meno abbienti, e di alleviare il crescente deficit del comparto ferroviario pubblico, causato da vari fattori quali la crisi economica mondiale del periodo, il diffondersi dell'uso dei mezzi stradali di trasporto e della diminuzione del flusso di turisti stranieri[5].

La vendita dei biglietti e l'assistenza in loco dei gitanti fu inquadrata dal regime fascista in un'operazione politico-sociale-culturale ad ampio raggio messa in atto dalla rete capillare ed articolata delle organizzazioni fasciste locali e dalle corporazioni interessate coordinata e sostenuta dall'Opera nazionale del dopolavoro e dalla stampa di settore[5].

Per evitare prevedibili speculazioni, le Case del fascio delle località turistiche meta delle gite furono invitate a predisporre un attento servizio di vigilanza affinché i prezzi dei vari negozi non venissero aumentati per l'occasione, oltre a esortare osterie e trattorie ad esporre chiare indicazioni esterne per i menu a prezzo fisso o per la formula con vivande escluse, all'epoca molto comune.[6]

«I convogli popolari furono importanti poiché consentirono in Italia la prima affermazione del turismo di massa, permettendo a migliaia di persone di raggiungere le località di villeggiatura e di prendere il treno per la prima volta. Riguardarono però una parte limitata della popolazione, quella che viveva nelle grandi città e lavorava nelle fabbriche e negli uffici, mentre chi abitava nelle campagne e nei centri minori dovette attendere il secondo dopoguerra per conquistare il diritto alla vacanza»

(Andrea Giuntini)

Il servizio[modifica | modifica wikitesto]

L'iniziativa ebbe un immediato successo in tutta la penisola che mise a dura prova la capacità organizzativa dei vari compartimenti ferroviari. A Milano i biglietti per il treno speciale di 14 carrozze con 1200 posti a sedere per la gita a Venezia, andarono esauriti nella prima ora di vendita. Fu necessario reperire altri cinque convogli per un totale di circa 7.500 passeggeri e ancora non bastarono a soddisfare le richieste, costringendo l'OND a replicare la gita veneziana per la domenica successiva[7].

Le agevolazioni tariffarie ebbero grande successo presso il ceto popolare[5]; la borghesia e le classi più abbienti inizialmente disdegnarono l'utilizzo dei Treni popolari. Allo scopo di attirare anche queste fasce della popolazione, furono presto organizzate le "gite di tre giorni" con pernottamento in strutture alberghiere e brevi crociere nel Mediterraneo e nell'Adriatico. Anche il Ministero dell'Aeronautica, guidato da Italo Balbo, si inserì in questa nuova moda turistica, organizzando viaggi aerei con costi ridotti. La prima convenzione fu sottoscritta con la Società Italiana Servizi Aerei di Trieste, già nell'agosto 1931[8].

Viaggiatori trasportati con i Treni popolari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1931, tra il 2 agosto e il 31 dicembre[9] gli italiani che fruirono del servizio furono 459.887[3]. Dopo il primo anno sperimentale, i Treni popolari divennero una consuetudine molto praticata: nella sola Milano, durante il periodo 1932-1939, i Treni popolari furono 2.156 con oltre 1.800.000 biglietti venduti.[6]

In tutta Italia, nel periodo di effettuazione, i Treni popolari trasportarono complessivamente 8.774.451 viaggiatori[3][10].

Anno Passeggeri
1931 459.887
1932 833.943
1933 864.297
1934 1.030.388
1935 1.064.262
1936 1.195.571
1937 1.261.267
1938 1.226.261
1939 838.625

Gli ultimi Treni Popolari viaggiarono nella domenica del 3 settembre 1939, dopo che il precedente 31 agosto era stata decisa la sospensione di quel servizio, a partire dal 4 settembre, nell'ambito della preparazione militare all'incombente conflitto mondiale[11].

Elenco Treni Popolari previsti per la giornata inaugurale del 2 agosto 1931[12][modifica | modifica wikitesto]

Tratta Orario andata Orario ritorno Tariffa L. Fermate intermedie Note
Roma-Nettuno p. 06.10 - a. 07.25 p. 19.45 - a. 22.00 6 Anzio *
Roma-Gaeta p. 06.10 - a. 08.55 p. 20.52 - a. 22.55 10 Formia *
Milano-Venezia p. 05.15 - a. 09.20 p. 20.00 - a. 00.15 18 nessuna [13]
Milano-Savona p. 05.45 - a. 09.50 p. 20.00 - a. 24.00 16 Genova [14]
Torino-Albenga p. 06.00 - a. 10.15 p. 19.50 - a. 00.25 16 Savona [15]
Torino-Aosta p. 06.00 - a. 09.20 p. 19.55 - a. 22.40 12 nessuna *
Verona-Venezia p. 06.00 - a. 08.10 p. 22.00 - a. 00.35 10 Vicenza [16]
Padova-Venezia p. 06.10 - a. 06.45 p. 21.10 - a. 21.50 4 nessuna *
Treviso-Venezia p. 06.10 - a. 06.55 p. 23.50 - a. 00.35 4 nessuna *
Trieste-Grado p. 07.50 - a. 09.10 p. 21.00 - a. 22.50 6 nessuna [17]
Udine-Grado p. 07.00 - a. 09.10 p. 21.50 - a. 23.50 5 Cervignano [17]
Gorizia-Grado p. 06.50 - a. 09.10 p. 21.10 - a. 23.50 5 nessuna [17]
Genova-Ronco p. 06.55 - a. 07.54 p. 21.11 - a. 22.50 5 Busalla *
Genova-Ovada p. 05.15 - a. 06.36 p. 21.36 - a. 22.55 5 nessuna *
Bologna-Pesaro p. 06.30 - a. 09.15 p. 22.35 - a. 01.25 12 nessuna [18]
Bologna-Pracchia p. 06.00 - a. 08.00 p. 21.20 - a. 22.45 7 nessuna *
Firenze-Viareggio p. 06.00 - a. 07.55 p. 21.55 - a. 24.00 9 Livorno [19]
Pisa-Viareggio p. 05.30 - a. 07.55 p. 21.55 - a. 00.30 10 Livorno [20]
Pistoia-Viareggio p. 06.50 - a. 09.15 p. 22.30 - a. 00.55 10 Livorno [21]
Montecatini -Viareggio p. 07.11 - a. 09.15 p. 22.30 - a. 00.25 8 Livorno [22]
Lucca-Viareggio p. 08.10 - a. 09.15 p. 22.30 - a. 23.17 4 Livorno [23]
Sulmona-Pescara p. 06.15 - a. 10.00 p. 20.20 - a. 24.00 6 nessuna *
Macerata-Portocivitanova p. 07.10 - a. 08.00 p. 20.00 - a. 21.00 3 nessuna *
Ascoli Piceno-S. Benedetto d/T p. 06.45 - a. 08.00 p. 20.45 - a. 22.00 3 nessuna *
Caserta-Napoli p. 06.40 - a. 07.20 p. 22-00 - a. 22.40 4 nessuna *
Foggia-Manfredonia p. 08.00 - a. 08.35 p. 16.10 - a. 16.55 4 nessuna *
Taranto-Bari p. 07.00 - a. 09.10 p. 20.00 - a. 22.30 10 nessuna *
Cosenza-Paola p. 06.30 - a. 09.10 p. 18.50 - a. 21.10 5 nessuna *
Messina-Catania p. 06.10 - a. 08.25 p. 21.30 - a. 23.50 8 Acireale-Giarre-Taormina *
Catania-Messina p. 06.25 - a. 08.32 p. 21.30 - a. 23.20 8 Acireale-Giarre-Taormina *
Oristano-Cagliari p. 06.41 - a. 09.50 p. 18.50 - a. 21.10 8 nessuna *
Iglesias-Cagliari p. 05.00 - a. 06.20 p. 18.12 - a. 19.40 5 nessuna *
Sassari-Porto Torres p. 06.10 - a. 06.40 p. 21.10 - a. 21.40 2 nessuna *

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giuntini, pp. 23-26.
  2. ^ Giuntini, pp. 24-25.
  3. ^ a b c Giuntini, p. 25.
  4. ^ Giuntini, p. 24.
  5. ^ a b c Giuntini, pp. 23-24.
  6. ^ a b Aldo Carera, La vocazione marginale. L'«industria del turismo» nello sviluppo lombardo (XIX-XX secolo), Milano, EDUCatt, 2005, Pag.121
  7. ^ I Treni Popolari - Entusiastico successo a Milano, La Stampa, 30 luglio 1931
  8. ^ I viaggi domenicali popolarissimi sulle linee aeree di Trieste, La Stampa, 14 agosto 1931
  9. ^ Ministero delle Comunicazioni. Amministrazione delle Ferrovie dello Stato, Relazione per l'anno finanziario 1931-32, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1932, p. 123
  10. ^ Dati ricavati da: Ferrovie dello Stato, Relazione per l'anno finanziario, anni indicati
  11. ^ I Treni popolari sospesi, La Stampa, 31 agosto 1939
  12. ^ I Treni Popolari, La Stampa, 28 luglio 1931
  13. ^ compreso trasporto in vaporino a Piazza San Marco
  14. ^ con servizio in tutte le stazioni balneari tra Genova-Pegli e Savona
  15. ^ con servizio in tutte le stazioni balneari tra Savona e Albenga
  16. ^ Stazione di Porta Nuova
  17. ^ a b c Stazione di Grado Pontile
  18. ^ con servizio in tutte le stazioni balneari tra Rimini e Pesaro
  19. ^ convoglio unico con Treno Popolare da Pisa
  20. ^ convoglio unico con Treno Popolare da Firenze
  21. ^ convoglio unico con Treno Popolare da Montecatini e Lucca
  22. ^ convoglio unico con Treno Popolare da Pistoia e Lucca
  23. ^ convoglio unico con Treno Popolare da Pistoia e Montecatini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilio Radius, Usi e costumi dell'uomo fascista, Milano, Rizzoli, 1964
  • Giorgio Candeloro, Storia dell'Italia moderna: Il Fascismo e le sue guerre, Vol.IX, Milano, Feltrinelli, 1981
  • Almerigo Apolllonio, Venezia Giulia e fascismo, 1922-1935, Gorizia, Editrice Goriziana, 2004
  • Alberto De Bernardi, Una dittatura moderna: il fascismo come problema storico, Milano, Paravia Bruno Mondadori, 2006
  • Romano Bracalini, Otto milioni di biciclette: la vita degli italiani nel Ventennio, Milano, Mondadori, 2007
  • Patrizia Dogliani, Il fascismo degli italiani: Una storia sociale, Torino, UTET, 2008
  • AA.VV., Sport e Fascismo, Milano, Franco Angeli, 2009
  • Gabriella Turnaturi, Signore e signori d'Italia, Milano, Feltrinelli, 2014
  • Andrea Giuntini, Il turismo ferroviario in Italia dalle origini all'istituzione dei "treni popolari", 2002, Università di Firenze e di Modena e Reggio Emilia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]