Tremona

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Tremona
quartiere
Tremona – Stemma
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoMendrisio
ComuneMendrisio
Territorio
Coordinate45°52′52″N 8°57′30″E / 45.881111°N 8.958333°E45.881111; 8.958333 (Tremona)Coordinate: 45°52′52″N 8°57′30″E / 45.881111°N 8.958333°E45.881111; 8.958333 (Tremona)
Altitudine571 m s.l.m.
Abitanti529 (2016)
Altre informazioni
Cod. postale6865
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5267
Nome abitantitremonesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Tremona
Tremona
Tremona – Mappa
Localizzazione del quartiere di Tremona nel territorio comunale di Mendrisio
Sito istituzionale

Tremona è un quartiere di 529 abitanti del comune svizzero di Mendrisio, nel Canton Ticino (distretto di Mendrisio).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Tremona è situato sul versante meridionale del Monte San Giorgio[1][2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sulla collina a nord di Tremona denominata Castello è stato rinvenuto un sito archeologico[1][2] di particolare importanza: nel 1989 Alfio Martinelli, incuriosito dalla denominazione del luogo, aveva notato, oltre ai numerosi cumuli di pietre ancora ben visibili, numerosi cocci di ceramica, frammenti di fibule di bronzo e una punta di freccia in selce portati in superficie dalle gallerie scavate dalle talpe[senza fonte]. Alcuni sondaggi hanno permesso di delineare le epoche di occupazione della collina, che iniziano dal neolitico inferiore e terminano intorno nel XIII secolo[1][2].

Una volta i suoi abitanti si dedicavano all'agricoltura[1] oppure all'industria del marmo della regione. Nel dopoguerra a causa delle vie di comunicazione inadeguate, delle poche comodità e della scarsità dei beni essenziali come l'acqua, molte famiglie decisero di trasferirsi a Mendrisio[senza fonte]. Dagli anni 1960 ci fu una rinascita[1]: le strade furono allargate, l'acqua fu trovata in abbondanza e nel paese furono aperti negozi di generi alimentari[senza fonte].

Il territorio del comune di Tremona prima degli accorpamenti comunali del 2009

Già comune autonomo che si estendeva per 1,61 km²[2], il 5 aprile[senza fonte] 2009 è stato accorpato a Mendrisio assieme agli altri comuni soppressi di Arzo, Capolago, Genestrerio e Rancate.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Il portale della chiesa dell'Assunta

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa Andreazzi, con gli affreschi Il giuramento del Rütli e Il sacrificio di Arnoldo di Winkelried[senza fonte];
  • Casa Rinaldi, con affreschi di Antonio Rinaldi (ritratti di Michelangelo, Raffaello e Leonardo da Vinci)[senza fonte].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Scavi archeologici sulla collina di Castello[1][2].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del quartiere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Stefania Bianchi, Tremona, in Dizionario storico della Svizzera, 18 gennaio 2017. URL consultato il 18 novembre 2017.
  2. ^ a b c d e Tremona, su sito istituzionale del comune di Mendrisio, 11 gennaio 2017. URL consultato il 18 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 282.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S. A., Bellinzona 1967, 37, 40, 206, 511, 529, 533, 575-576.
  • Agostino Robertini, Silvano Toppi, Gian Piero Pedrazzi, Tremona, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1974, 373-388.
  • Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 534-546.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 344, 347.
  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro, Diocesi di Como, La Scuola, Brescia 1986, 38.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA. VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 426-427.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN247403718 · GND: (DE4752416-9
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