Tre colori - Film blu

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Tre colori - Film Blu)
Tre colori - Film blu
Tre Colori - Film Blu 196.jpg
Juliette Binoche
Titolo originale Trois couleurs: Bleu
Paese di produzione Francia, Polonia, Svizzera
Anno 1993
Durata 97 min
Genere drammatico, sentimentale
Regia Krzysztof Kieślowski
Soggetto Agnieszka Holland,
Słavomir Idziak,
Krzysztof Kieślowski,
Krzysztof Piesiewicz,
Edward Zebrowski
Sceneggiatura Krzysztof Piesiewicz,
Krzysztof Kieślowski
Produttore Marin Karmitz
Casa di produzione MK2 Productions SA,
CED Productions,
France 3 Cinema (Parigi),
CAB Productions (Losanna),
"TOR" Production (Varsavia)
Fotografia Sławomir Idziak
Montaggio Jacques Witta
Musiche Zbigniew Preisner
Scenografia Claude Lenoir
Costumi Virginie Viard,
Naima Lagrange
Trucco Valérie Tranier,
Jean-Pierre Caminade
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Tre colori - Film blu (Trois couleurs : Bleu) è un film del 1993 diretto da Krzysztof Kieślowski; il primo della trilogia che il regista polacco ha dedicato ai tre colori della bandiera francese e, di conseguenza, al motto della rivoluzione francese, "Liberté, Égalité, Fraternité".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Parigi. Julie, moglie del celebre compositore Patrice de Courcy, deve affrontare la morte del marito e della loro figlia di sette anni in un incidente d'auto.
Mentre è ancora ricoverata in ospedale, il suo primo pensiero è di inghiottire una intera manciata di pillole rubate dalla farmacia del reparto. Da quel momento in poi i suoi sforzi sono tutti rivolti a compiere una sorta di suicidio mentale, dissociandosi da tutte le memorie del passato e facendo tabula rasa di tutti i ricordi. Si spinge fino a distruggere il manoscritto dell'ultimo lavoro del marito, una composizione scritta per la celebrazione dell'Unione europea. Malgrado il suo desiderio di affondare nel nulla, il semplice fatto di esistere la costringe a confrontarsi con il suo passato.
Lungo la strada si occupa di Lucille, una spogliarellista che vive al piano di sotto. Alla fine collabora con Olivier, l'ultimo aiuto del marito, di cui finirà per accettare l'amore, e offre la casa all'amante del marito, che ne porta in grembo il figlio.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Juliette Binoche, nella scena in cui sfrega le nocche della mano lungo il muro, doveva avere delle protezioni per non farsi male, ma non essendo pronte la scena venne girata senza.[1][2]
  • La marcia funebre che viene suonata al funerale del marito e della figlia di Julie è la stessa che è stata eseguita al funerale di Kieślowski.[2]
  • Il finale del film è stato omaggiato da Richard Kelly in una delle scene conclusive di Donnie Darko.[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Trivia for Three Colors: Blue, imdb.com. URL consultato il 23 marzo 2014.
  2. ^ a b Tre Colori: Film Blu, DVD della BIM, intervista a Juliette Binoche.
  3. ^ Movie connections for Three colors: Blue, imdb.com. URL consultato il 23 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • K. Kieslowski e K.Piesiewicz. "Tre colori - Blu, Bianco e Rosso". Trad. di M.Fabbri. Bompiani, 1994, Milano. (sceneggiatura dei film e intervista agli autori)
  • M. Cardinali. Tre colori: Film Blu di Krzysztof Kieslowski. Spunti per una lettura teologica, Il Pozzo di Giacobbe, 2012, Trapani.
  • E. Benveniste. Il vocabolario delle istituzioni indoeuropee. Einaudi, 1976, Torino.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema