Trattato di Praga (1866)

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Il Trattato di Praga è un trattato di pace siglato a Praga il 23 agosto 1866 alla fine della guerra austro-prussiana. L'Austria perse solo il Veneto ed il Friuli, ceduti all'imperatore Napoleone III di Francia, il quale li cedette a sua volta all'Italia. L'Austria si rifiutò di cedere direttamente queste regioni all'Italia poiché gli Austriaci avevano sconfitto gli Italiani durante la guerra. La Prussia promise un referendum (plebisciti nello Schleswig) per il ritorno dello Schleswig del Nord alla Danimarca, dalla quale era stato strappato. Il referendum si tenne però solo con la sconfitta della Germania dopo la prima guerra mondiale.

Il trattato inaspettatamente inflisse una punizione debole all'Austria: secondo alcune teorie[senza fonte] questo fu dovuto al desiderio di Bismarck di utilizzare l'Austria in futuro nei suoi piani di unificazione della Germania.

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