Transdisciplinarità

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La transdisciplinarità, è un approccio scientifico ed intellettuale che mira alla piena comprensione della complessità del mondo presente.

Il termine transdisciplinarità è stato introdotto da Jean Piaget nel 1970. Nel suo contributo Piaget offriva la seguente definizione per il termine Transdisciplinarità: “…infine, ci auguriamo di vedere in futuro lo sviluppo delle relazioni interdisciplinari verso uno stadio superiore che potrebbe essere indicato come “transdisciplinare”, che non dovrà essere limitato a riconoscere le interazioni o le reciprocità attraverso le ricerche specializzate, ma che dovrà individuare quei collegamenti all’interno di un sistema totale senza confini stabili tra le discipline stesse”. Il fisico teorico Basarab Nicolescu propose però nel 1985 una definizione più dettagliata, evidenziando che la formulazione di Piaget poteva indurre a trasformare la transdisciplinarità in una super-disciplina, una sorta di sistema chiuso in contraddizione con il suo proprio requisito di instabilità dei confini attraverso le discipline. Nicolescu introdusse il concetto di “oltre le discipline” e sviluppò la sua idea in successivi articoli e libri. La modifica di Nicolescu non arrivò, come da lui stesso evidenziato, dal semplice adeguamento etimologico del prefisso trans ma proprio dalla sua profonda esperienza in fisica quantistica. Potrebbe sembrare un paradosso che dal cuore centrale di una scienza esatta si giunga all’idea di un limite della stessa conoscenza disciplinare.

Non si tratta di una nuova disciplina in senso stretto, ma di una nuova "attitudine", un nuovo approccio intellettuale, culturale e operativo, per costruire una realtà migliore per le generazioni future. Non si tratta della costituzione di un "discorso sopra i discorsi", né di una nuova scienza che si ponga come una nuova epistemologia delle discipline così come le conosciamo al presente.

La transdisciplinarità viene definita da Basarab Nicolescu con tre postulati metodologici:

  • l'esistenza di differenti gradi di Realtà, di percezione e di conoscenza;
  • la logica del terzo incluso;
  • la complessità.

La transdisciplinarità si distingue dalla multidisciplinarità come pure dalla interdisciplinarità poiché si situa a un differente livello di comunicazione. La transdisciplinarità supera le varie discipline e insieme le attraversa, la sua ricerca non è inscrivibile nell'ambito di una disciplina propriamente detta, con un oggetto e un metodo definiti. La transdisciplinarità attraversa e oltrepassa tutte le discipline con l'obiettivo di comprendere la complessità del mondo moderno con un approccio enciclopedico, che restituisce al sapere umano unitarietà nella diversità. Questo è un primo elemento di legittimazione. In tale contesto, come si può parlare di transdisciplinarità con concetti che sono quelli degli "specialisti"? Il linguaggio transdisciplinare è sia logico che analogico. Le analogie, come ad esempio l'entropia, permettono con tutte le precauzioni l'utilizzo di una terminologia con significati comuni. Comunque, bisogna fare attenzione al rischio di un riduzionismo e di una eccessiva vaghezza semantica, poiché l'uso di concetti "nomadi", per quanto ricco di potenzialità, richiede grandi precauzioni epistemologiche, per non produrre l'effetto contrario, di rendere ancora più difficile la comunicazione tra le diverse aree della conoscenza.

Si è spesso osservato l'effetto pericoloso dell'uso improprio dei concetti nomadi. D'altra parte, per fare un esempio illustre di un uso felice dei concetti nomadi, si sa che Charles Darwin ha utilizzato concetti propri della orticoltura per costruire la teoria dell'evoluzione. Ma va da sé che questo nomadismo epistemologico funzionale di certi concetti è una costante nella storia della evoluzione delle scienze. Tuttavia, l'attitudine transdisciplinare prevede un nomadismo linguistico e semantico "consapevole". Quando l'uso di concetti nomadi avviene correttamente, lo sviluppo scientifico ne viene grandemente avvantaggiato, come dimostra appunto il caso di Darwin.

Un altro elemento di legittimazione, se di questo si tratta, è il progetto della costruzione di un "esperanto scientifico", di un nuovo linguaggio che abbia tra le sue varie finalità anche quella di dar vita ad un nuovo "sapere autonomo", con i suoi nuovi oggetti e la sua propria metodologia. Vera e propria "utopia scientifica", la transdisciplinarità si pone più come un nuovo paradigma, o come un nuovo sapere dei paradigmi comuni alle differenti discipline, che come disciplina a sé.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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