Tossignano

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Tossignano
frazione
Tossignano – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Comune Borgo Tossignano-Stemma.png Borgo Tossignano
Territorio
Coordinate 44°16′20″N 11°36′13″E / 44.272222°N 11.603611°E44.272222; 11.603611 (Tossignano)Coordinate: 44°16′20″N 11°36′13″E / 44.272222°N 11.603611°E44.272222; 11.603611 (Tossignano)
Altitudine 270 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 40021
Prefisso 0542
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Tossignanesi
Patrono Madonna della Spiga
Giorno festivo 2 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Tossignano

Tossignano (Tusgnân in romagnolo) è una frazione di circa 400 abitanti del comune di Borgo Tossignano, in provincia di Bologna. Si trova su uno sperone proteso sulla vallata del Santerno, mentre Borgo è sita nel fondovalle. Fino al 1954 Tossignano è stato un Comune.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età antica[modifica | modifica sorgente]

La presenza umana nella media Valle del Santerno è di antichissime origini, come dimostrano rinvenimenti di sepolture di epoca villanoviana. Tra i popoli italici che abitarono la valle si segnalano nell'Età del Ferro i Liguri, poi soppiantati in tempi storici dagli Umbri. Dal V secolo è riscontrata inoltre la presenza celtica. Umbri e Celti resistettero durante il III secolo all'avanzata dei Romani, la cui conquista fu completata solamente all'inizio del secolo seguente.
I romani edificarono un sito fortificato in posizione strategica sulla rupe gessosa che sovrasta il Santerno. Il luogo assunse il nome di Castrum Thausignanum. Con la diffusione del Cristianesimo Tossignano divenne pieve, dedicata a Maria Assunta.
Durante il VI e il VII secolo fu duramente contesa tra i Longobardi e l'Esarcato di Ravenna, sede del potere bizantino in Italia. I primi ebbero la meglio (si insediarono anche nel sito di Forum Cornelii, ormai abbandonato, ripopolandola ed attribuendole il nuovo nome di Imola)
Nell'Alto Medioevo Tossignano assunse l'aspetto di centro fortificato.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1126 ed il 1151 il castrum di Tossignano viene assegnato dalla Chiesa al Vescovo di Imola, insieme a tutti gli altri luoghi della valle. Città tradizionalmente ostile a Imola ed ai ghibellini, si alleò nel maggio 1198 all'esercito guidato da Bolognesi e Faentini contro Imola, perno dello schieramento imperiale. Marquardo di Annweiler, Legato dell'imperatore e Duca di Romagna. Marquardo attese l'esercito guelfo fino a pochi km dal centro abitato, poi scatenò la controffensiva. Gli avversari furono ricacciati indietro; l'avanzata degli imperiali fu inarrestabile. Giunti a Tossignano, presero il castello e lo distrussero completamente. Molti abitanti furono deportati a Fontana Elice[1], mentre i superstiti fuggirono sui monti circostanti.

Saccheggiato e distrutto totalmente, il paese rimase abbandonato per quattro mesi. I tossignanesi sopravvissuti andarono a stabilirsi nel fondovalle, dando origine, sulla riva destra del fiume Santerno, al paese di Borgo[2]. Negli anni seguenti i Bolognesi, guelfi, vittoriosi sull'imperatore Federico II, ricostruirono il castello. Tossignano fu elevata a sede del comitatus (contado) supra Stratam (ovvero a meridione della Via Emilia, allora denominata "Strada romana"), comprendente 40 castelli[3]. Tossignano fu dotata di un Palazzo Pretorio retto da due consoli, fu eletta sede del vicariato vescovile del contado.

Dal 1198 al XIV secolo Tossignano fu amministrata da Bologna guelfa, accanto alla quale combatté contro Maghinardo Pagani ed i ghibellini; durante questo periodo la popolazione aumentò di molto: al censimento del card. Anglico del 1371, annoverava ben 350 focolari (gruppi familiari).
Nel 1408 il castello, sede di un vicariato pontificio, divenne territorio della Santa Sede. Durante i secoli XV e XVI Tossignano fu contesa da numerose famiglie patrizie:

Nel periodo in cui fece parte dello Stato Pontificio, nella Legazione di Ravenna, il governatore ("sindaco") di Tossignano gestiva l'alta valle del Santerno vino a Valsalva, al confine col Granducato di Toscana.

Dal XIX secolo ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1827 Tossignano, insieme con i centri limitrofi di Castel del Rio e Fontanelice, viene "declassato" da sede di residenza di governatori a podesteria. Viene aggregato al governo ("Comune") di Casola Valsenio.

Nel dicembre 1859, con il nascente Regno d'Italia, Tossignano entrò a far parte della provincia di Ravenna, inserito nel Mandamento di Casola Valsenio.[5]
Nel 1884 passò, insieme agli altri Comuni della Vallata del Santerno, dalla Provincia di Ravenna a quella di Bologna, di cui fa parte tuttora.

Durante la seconda guerra mondiale fu sede delle ultime linee di difesa tedesche. Gli eserciti alleati lo colpirono massicciamente con cannonate e bombardamenti aerei. Il sito fu quasi totalmente distrutto, tanto da attribuirgli il triste appellativo di "Cassino romagnola".

Dopo il conflitto il paese fu interamente ricostruito, ma nel frattempo la sede comunale era stata trasferita nella frazione Borgo. Il trasferimento divenne definitivo nel 1954; da allora Tossignano è una frazione di Borgo Tossignano.

Oggi Tossignano si caratterizza come meta di turismo e villeggiatura, soprattutto nei mesi estivi, anche per l'attrazione esercitata dalle molte iniziative ricreative promosse dagli abitanti e dalle associazioni del paese e del comune (ProLoco Tossignano, ProLoco Borgo Tossignano, Associazione Polentari di Tossignano, ...).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Ruderi della Rocca di Tossignano - Eretta in posizione strategica da cui si domina tutta la vallata terminò la sua funzione difensiva ai primi del Cinquecento. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata dai tedeschi, che ne fecero un caposaldo. Per questo fu pesantemente bombardata dagli alleati, fino a distruggerla completamente. Oggi rimangono visibili il fossato e il plinto del ponte levatoio.
  • Chiesa di S. Michele - Riedificata nel 1962 sul luogo della precedente, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata inaugurata nel 1963. Al suo interno è custodita l'immagine della Madonna della Spiga, la patrona del paese. Si tratta di una tavola di scuola toscana del XV secolo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Religione[modifica | modifica sorgente]

A Tossignano è presente una parrocchia della Diocesi di Imola. Vi ha sede il «Centro di Spiritualità "Villa Santa Maria"».

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Tossignano[modifica | modifica sorgente]

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • «Festa della Polenta». Manifestazione plurisecolare, la festa si tiene ininterrottamente da quasi quattro secoli. Fu istituita il 1º febbraio 1622 dal governatore pontificio;
  • «Madonna della Spiga», Patrona di Tossignano. La tradizionale immagine è legata al lavoro dei campi: in giugno maturavano le coltivazioni ed i contadini si preparavano alla mietitura delle spighe.
  • Festa del Villeggiante (1-15 agosto), concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, cena in piazza, eventi gastronomici ed eventi ludici per adulti e bambini organizzati dalla Pro Loco di Tossignano, che per due settimane ininterrottamente anima tutte le serate di Tossignano, a beneficio sia dei villeggianti che dei residenti.
  • Festa dell'Assunta (15 agosto, giorno dell'Assunzione di Maria); il momento più importante è la fiaccolata. La processione parte dalla piazza del paese e termina davanti alla nicchia della Madonna di Lourdes (edificata nel 1930);
  • «Falò di San Nicolò» (6 dicembre).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal 1911 Fontanelice.
  2. ^ Borgo Tossignano assumerà tuttavia importanza insediativa solo a partire dal XIX secolo.
  3. ^ Oggi diremmo "Comuni". Si tratta dei castelli delle valli del Senio e del Santerno. Esistette anche il contado subtus Stratam, a capo del quale venne posta Lugo.
  4. ^ Papa Giulio II, con numerosi cardinali, si fermò a Tossignano in casa della famiglia Orsolini nella notte tra 19 e 20 ottobre 1506.
  5. ^ Decreto 27 dicembre 1859, n. 79

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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