Torta Sacher

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Torta Sacher
Sachertorte DSC03027.JPG
Origini
Altri nomiSachertorte
Luogo d'origineAustria Austria
Dettagli
Categoriadolce
Ingredienti principalicioccolato
 

La torta Sacher (ted. Sachertorte) è una torta al cioccolato inventata dall'allora sedicenne Franz Sacher per il principe Klemens von Metternich il 9 luglio 1832 a Vienna, in Austria.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'invenzione della Sachertorte risale al periodo della Restaurazione, quando alle dipendenze del re austriaco Klemens von Metternich vi era l'apprendista cuoco pasticciere Franz Sacher, che amava particolarmente il cioccolato e a causa dell’improvvisa malattia del capo cuoco, il giovane la realizzò come dessert di un pranzo ufficiale.

Il dolce[modifica | modifica wikitesto]

La torta consiste in due strati di pan di spagna al cioccolato leggero con al centro un sottile strato di confettura di albicocche. Il tutto risulta ricoperto di uno strato di glassa di cioccolato fondente. La ricetta originale prevedeva 18 albumi e 14 tuorli[2].

La torta Sacher viene servita a una temperatura di 16-18 gradi, tradizionalmente accompagnata con panna montata non dolce e una tazza di caffè o (molti viennesi, infatti, considerano la Sachertorte troppo "secca" per essere mangiata senza). Ci sono due ricette ufficiali. Perciò per due volte è sorta una causa legale tra i negozi viennesi di paste Sacher e Demel per stabilire a chi dei due è permesso vendere la Sachertorte "originale".

Ancor oggi i segreti della torta Sacher sono gelosamente custoditi dalla pasticceria dell'Hotel Sacher di Vienna, che ne produce artigianalmente oltre 270.000 pezzi all'anno. La Sachertorte originale è protetta da un marchio di fabbrica e, ad oggi, non esistono al mondo licenze per la rivendita di questo prodotto. Esistono invece centinaia, forse migliaia di imitazioni. Oltre all'Hotel Sacher di Vienna, la torta Sacher originale si può trovare anche all'Hotel Sacher di Salisburgo, presso le filiali Cafè Sacher di Innsbruck e Graz, presso la zona duty-free dell'aeroporto di Vienna e nell'on-line shop nel sito ufficiale dell'Hotel Sacher[3][4]. Fuori dall'Austria invece l'unico posto dove la si può trovare è nel Sacher Shop di Bolzano[5].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

In letteratura, la Sacher è menzionata nell'opera di Ernst Lothar Der Engel mit der Posante; Gérard de Villiers ne parla nel suo romanzo Embargo; Jack Kerouac e Marjane Satrapi sono anche loro autori di citazioni letterarie della torta. Stefan Zweig, poi, ne parla all'inizio di L'impazienza del cuore.

«Cioè, lei praticamente non ha mai assaggiato la Sachertorte?»
«No.»
«Va be'. Continuiamo così. Facciamoci del male!»

(Nanni Moretti, Bianca)

La torta Sacher è protagonista di una scena del film Bianca di Nanni Moretti; il protagonista, interpretato da Moretti stesso, si sorprende visibilmente del fatto che uno dei suoi commensali non conosca la Sachertorte, e sottolinea la gravità della "lacuna" con la frase: «Continuiamo così. Facciamoci del male!»[6]. La scena divenne in breve tempo paradigmatica del cinema di Moretti, tanto che questi, quando nel 1987 fondò insieme ad Angelo Barbagallo la propria casa di distribuzione cinematografica, la chiamò Sacher Film[7], e nel 1989 istituì un riconoscimento per il migliore film dell'anno, il Premio Sacher[8]; nel 1991, poi, acquisita la gestione del Nuovo Cinema, una vecchia sala di proiezione dei Monopoli di Stato a Roma nel rione di Trastevere, lo ribattezzò Nuovo Sacher[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bethany Bell, Happy Birthday, cake, BBC News, Vienna, 31 maggio 2007. URL consultato il 24 ottobre 2010.
  2. ^ Crewe, 2005, p. 138.
  3. ^ https://www.sacher.com/original-sacher-torte/sacher-cafe/
  4. ^ http://www.viaggiandonelmondo.it/torta-sacher/
  5. ^ http://www.sachershop.it/
  6. ^ Profumo di leggenda: l'incredibile storia della Sacher-Torte, su Slow Food. URL consultato il 14 Novembre 2017.
  7. ^ Paolo D'Agostini, Autore, credi in te stesso, in la Repubblica, 27 maggio 1987. URL consultato il 18 giugno 2011.
  8. ^ a b Aldo Lastella, Le torte di Nanni, in la Repubblica, 29 ottobre 1991. URL consultato il 18 giugno 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Quentin Crewe, Mangia etnico. Guida alle specialità di tutto il mondo, Morellini Editore, 2005, ISBN 978-88-89550-04-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]