Torre delle Acque

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Torre delle Acque
Torre acque .jpg
La torre vista da sud-ovest
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàColorno
Indirizzostrada Provinciale per Golese
Coordinate44°55′52.83″N 10°22′15.69″E / 44.931342°N 10.371025°E44.931342; 10.371025Coordinate: 44°55′52.83″N 10°22′15.69″E / 44.931342°N 10.371025°E44.931342; 10.371025
Informazioni generali
Condizioniabbandonato
Costruzione1718 - 1719
Stilerinascimentale
Realizzazione
IngegnereJean Baillieul
Proprietariofamiglia Guiducci
CommittenteFrancesco Farnese

La Torre delle Acque è un antico manufatto idraulico situato lungo la strada provinciale per Golese a Colorno, in provincia di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo manufatto idraulico in corrispondenza della confluenza fra i canali Galasso e Lorno e il torrente Parma fu costruito intorno alla metà del XV secolo, probabilmente ad opera dell'ingegnere bolognese Aristotele Fioravanti. La zona costituiva già all'epoca un luogo strategico dal punto di vista idraulico, tanto che nei secoli successivi vi furono innalzati anche altri edifici legati allo sfruttamento dell'acqua: le cinquecentesche Case dei Pescatori, l'ottocentesco Mulino della Corona e la novecentesca Fabbrica dell'Ossigeno.[1]

Agli inizi del XVIII secolo lo sviluppo del grande parco del vicino Palazzo Ducale richiese la realizzazione di un nuovo impianto di sollevamento delle acque, che fosse in grado di alimentare le numerose fontane che arricchivano il giardino, tra cui quelle del Trianon e di Proserpina; il duca Francesco Farnese per questo incaricò della progettazione della torre l'ingegnere Jean Baillieul, che già stava lavorando alle opere idrauliche del parco.[2]

Con l'estinzione della dinastia dei Farnese nel 1731, tuttavia, il manufatto perse la sua originaria funzione di raccolta e convogliamento delle acque e cadde in disuso;[1] fu quindi trasformato in edificio residenziale[3] e nel XIX secolo furono addossati alle facciate sud-ovest e sud-est due nuovi corpi, contenenti rispettivamente un torchio da olio ed un pollaio, nelle condizioni odierne quasi completamente distrutto.[1]

Oggi la torre si presenta in stato di abbandono, ma un accordo firmato nel 2015 fra la famiglia Guiducci, proprietaria dell'edificio, e l'associazione Agrithermae ne prevede la risistemazione e messa in sicurezza, con lo scopo di realizzarvi un impianto per la produzione di energia idroelettrica; un progetto ulteriore sviluppato in collaborazione dell'Università degli Studi di Parma contempla anche la trasformazione degli spazi interni in sede di un museo delle acque.[4]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Lato nord-est

L'edificio è costituito prevalentemente da due corpi addossati di pianta rettangolare, delle dimensioni rispettivamente di 6 x 11 m e 6 x 10 m; la porzione più antica a nord-est, occupata dalla torre, è alta oltre 18 m, in quanto concepita originariamente per garantire una quota piezometrica sufficiente ad alimentare in pressione le fontane del parco.[3]

I prospetti, oggi rivestiti in laterizio, in origine erano ricoperti da intonaco, le cui tracce sono ancora parzialmente visibili sulla facciata sud-est. Ai quattro livelli interni della torre corrispondono altrettanti ordini di finestre, aperte in varie epoche; in particolare in sommità è presente un'elegante loggia ad archi sui quattro lati, realizzata fin dall'origine ma in seguito parzialmente murata internamente; due fasce marcapiano arricchiscono ulteriormente i prospetti, coronati da un ampio cornicione a sostegno del tetto a quattro falde di copertura.[3]

All'interno il piano terreno, con accesso a nord-ovest, è composto da due stanze rettangolari, corrispondenti alle due porzioni principali dell'edificio; l'ambiente sotto la torre è ricoperto da un solaio in ferro e laterizio che si conclude con un arco ribassato, mentre sulla stanza del corpo ottocentesco è presente un tetto a falda unica inclinata, oggi in parte crollato.[3]

I due livelli superiori della torre furono aggiunti in occasione della trasformazione in edificio residenziale, mentre all'ultimo piano, sostenuto da un'ampia e massiccia volta ogivale, era originariamente collocata la vasca di raccolta. All'epoca della costruzione, infatti, l'acqua del canale Galasso veniva captata da una ruota idraulica posizionata al di sotto della volta a botte a tutto sesto, mascherata all'esterno da un arco ogivale, a scavalco del ruscello e quindi veniva pompata, per mezzo di uno stantuffo, fino al bacino; quest'ultimo era poi collegato, attraverso una rete di tubazioni in piombo, in parte sviluppate in quota ed in parte interrate in base alla topografia del sito, con le fontane del parco.[1] Oggi degli antichi impianti di sollevamento rimangono solo le tracce degli incastri nei muri.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d An integrated conservation process between history and hydraulics. The case of the ancient masonry "Tower of waters" in Colorno, Parma (PDF), su www.bh2013.polimi.it. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  2. ^ Torre delle Acque, su www.turismo.comune.colorno.pr.it. URL consultato l'8 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2016).
  3. ^ a b c d Torre delle Acque, su iluoghidelcuore.it. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  4. ^ Torre delle Acque firmato l'accordo per il recupero (PDF), su www.dicatea.unipr.it. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  5. ^ Torre-Museo delle Acque a Colorno - 2013, su www.behance.net. URL consultato l'8 febbraio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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