Palazzo dell'Arte della Lana

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Coordinate: 43°46′14.66″N 11°15′16.83″E / 43.770739°N 11.254675°E43.770739; 11.254675

Palazzo dell'Arte della Lana

Il Palazzo dell'Arte della Lana, già torre dei Compiobbesi, si trova a Firenze, di fronte alla chiesa di Orsanmichele, in un isolato tra via Calimala, via Orsanmichele e via dell'Arte della Lana. Oggi è di proprietà della Società Dantesca Italiana.

Oggi è tra le meglio conservate torri antiche di Firenze. Comunica con Orsanmichele grazie ad un cavalcavia, costruito nel 1569.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'originaria torre della famiglia Compiobbesi è molto antica (XIII secolo). La famiglia dei Compiobbesi era originaria di Compiobbi, dove ebbe numerose proprietà, come l'antico castello di Compiobbi e la chiesa di San Michele a Compiobbi. Essendo una famiglia ghibellina, dopo la battaglia di Benevento vide incendiate o confiscate molte delle sue proprietà.

Dal 1308 il palagio (nome che a Firenze indica le vie di mezzo tra le case-torri e i palazzi) fu sede dell'Arte della Lana, come fa menzione una lapide sull'edificio. L'Arte della Lana, che ha come stemma l'Agnus Dei, nel XIII secolo era una delle più ricche fra le Arti maggiori ed aveva molte botteghe ed operai.

Nel Cinquecento Cosimo I destinò il secondo piano del palazzo a Archivio notarile. Nel 1569 Bernardo Buontalenti realizzò il portale d'ingresso sul retro e l'archetto che conduce al primo piano della prospiciente chiesa di Orsanmichele, oggi usato come camminamento per entrare nel Museo di Orsanmichele.

Nell'Ottocento, nel periodo del cosiddetto "Risanamento" (1865-1871), in seguito alla demolizione del Mercato Vecchio venne qui ricollocato il Tabernacolo di Santa Maria della Tromba.

Dal 1905 l'edificio è di proprietà della Società Dantesca Italiana, che vi tiene i propri uffici e una biblioteca. In quell'anno l'edificio venne completamente restaurato da Enrico Lusini, privilegiando l'aspetto medievale. Risale a quel periodo la decorazione ad affresco con stemmi del vano scale e di altri ambienti ai piani superiori, così come la targa policroma con Dante che mostra la Divina Commedia posta sull'esterno dell'edificio e derivata dalla celebre tavola di Domenico di Michelino in Santa Maria del Fiore.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Affreschi della sala delle Udienze

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, nella parte più antica, oggi presenta all'esterno il rivestimento a filaretto di pietra, con cornici marcapiano e finestre piuttosto ampie ai piani. Il coronamento è composto da merli guelfi appoggiati su beccatelli poco sporgenti. La parte cinquecentesca, riconoscibile per un'iscrizione dedicatoria a Cosimo I, è quella sud, dove si apre un loggiato oggi tamponato da vetrate.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo è ricco di affreschi trecenteschi, soprattutto nella sala delle Udienze: vi si trovano nella volta Virtù ed Evangelisti, tra le finestre una Madonna in trono tra angeli e alla parete sinistra San Martino, san Pancrazio, san Pietro e san Felice (o sant'Agostino), opere attribuite da alcuni a Lippo di Benivieni o ai seguaci del Maestro del Crocifisso Corsi e databili al 1310-1320. Alla parete destra si trova invece un'Allegoria del corretto esercizio della Giustizia del 1340 circa, nello stile di Ambrogio Lorenzetti.

Nel vano oggi occupato da un negozio, in via Calimala 16-18 rosso, si trovano altri affreschi che rappresentano le Fasi della lavorazione della lana, stemmi e altri soggetti entro quadrilobi, attribuiti sempre a Lippo di Benivieni o a un pittore della cerchia del Maestro della Madonna delle Grazie, ascrivibili al primo o al secondo decennio del Trecento. Nel negozio al numero 20 rosso si trova invece un tabernacolo con l'affresco della Madonna col Bambino tra i santi Stefano e Filippo, attribuito al Maestro del Bargello (1365-1370).

Si accede al primo piano dal retro, tramite una scala cinquecentesca che venne ricostruita nel XIX secolo: il vano, in stile neomedievale, è coperto da capriate dipinte e reca in alto una teoria di stemmi legati alla città di Firenze: le Arti, i gonfaloni, i quartieri, ecc. Questa parte del palazzo è la sede della Società Dantesca Italiana, che qui ha la propria biblioteca. Qui si trova anche una lunetta con la Madonna in trono fra angeli.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le torri di Firenze e del suo territorio, Lara Mercanti e Giovanni Straffi, Alinea Editrice, Firenze 2003.
  • Guida d'Italia, Firenze e Provincia, Edizioni Touring Club Italiano, Milano 2007
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

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