Torre d'avorio (metafora)

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La locuzione "torre d'avorio" (o torre eburnea, frutto del latinismo turris eburnea) si trova per la prima volta nel Cantico di Salomone (7,4), e fu successivamente usato come epiteto per la vergine Maria.

Dal XIX secolo è usata per indicare un mondo o un'atmosfera dove gli intellettuali si rinchiudono in attività slegate dagli affari pratici della vita di ogni giorno. Come tale, la locuzione ha solitamente la connotazione peggiorativa di una disconnessione volontaria dal mondo; una ricerca esoterica, troppo dettagliata, o anche inutile; un elitarismo accademico, se non aperto sussiego.

Origine[modifica | modifica sorgente]

L'avorio come simbolo di allontanamento dalla realtà e di finzione viene probabilmente dalla cultura greco-romana. Nell'Odissea (XIX.560) Omero, facendo parlare Penelope, distingue due tipi di sogni provenienti dal regno di Morfeo attraverso due porte: i sogni veri passano dalle porte di corno, i sogni fallaci dalle porte d'avorio:

«Ospite, sono vani i sogni e alcun fondamento non hanno; così non tutto si avvera agli uomini poi. Due sono le porte dei sogni inconsistenti: una è di corno, l'altra d'avorio; i sogni che passano attraverso l'avorio segnato sono fallaci, portando vane parole; invece quelli che vengono fuori attraverso la porta di lucido corno presentano cose vere, ogni volta che uno li abbia sognati».[1]

Anche Virgilio inserisce quest'immagine nell'Eneide (VI, 893-896):

"Sono due le porte del Sonno, di cui una si dice fatta di corno, da cui è data una facile uscita alle vere ombre: la seconda, brillante, fatta di splendente avorio, ma gli spiriti mandano al cielo falsi sogni."

Una versione alternativa vede legato il simbolismo dell'avorio alla Bibbia, in 1 Re 22 verso 39. Il re Ahab ha costruito una casa d'avorio. Questo vorrebbe significare che la locuzione torre d'avorio non ha un significato simbolico, ma è effettivamente usato nella bibbia in senso letterale.

Uso religioso[modifica | modifica sorgente]

Nella tradizione giudaico-cristiana, la torre d'avorio è simbolo di nobile purezza. Si trova nel Cantico di Salomone ("Il tuo collo è come una torre d'avorio") ed era inclusa nel XVI secolo fra gli epiteti di Maria nelle Litanie lauretane (nella locuzione latina turris eburnea), sebbene l'immagine fosse in uso molto prima, almeno sin dalla rinascita mariana del XII secolo. Appare occasionalmente nelle arti figurative, specialmente nelle rappresentazioni della Madonna nell'hortus conclusus.

L'immagine è biblica, e nonostante la locuzione sia utilizzata raramente in senso religioso al giorno d'oggi, essa sembra aver ispirato il significato moderno. Oggi infatti la torre d'avorio descrive uno spazio metafisico di solitudine e santità disconnesso dalla realtà quotidiana, dove risiedono gli scrittori idealistici e dove sono considerati risiedere anche alcuni scienziati.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Omero, "Iliade e Odissea", Newton Compton, 1997, traduzione di Mario Giammarico

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]