Toro di Stanford

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Un'illustrazione artistica dell'interno di un Toro di Stanford
Visuale esterna di un Toro di Stanford, con alcuni specchi "chevron" anti-radiazione rimossi per mostrare lo spazio all'interno.

Un Toro di Stanford è un progetto di habitat spaziale proposto nel 1975 da uno studio della NASA presso la Stanford University, capace di ospitare approssimativamente 10 000 residenti permanenti. Ha la forma di un toro (o di una ciambella) del diametro di un miglio, in rotazione su sé stesso alla velocità di un giro al minuto per provvedere, attraverso la forza centrifuga, alla simulazione di una gravità simile a quella terrestre.

Nella fantascienza[modifica | modifica wikitesto]

  • Col nome di mondo libero, una struttura di questo tipo è descritta nel saggio scientifico Civiltà extraterrestri di Isaac Asimov del 1979, con la quale sarebbe possibile viaggiare per lunghissimi periodi nello spazio ed eventualmente raggiungere e colonizzare pianeti extrasolari.
  • Il Toro di Stanford è il tipo di colonia spaziale più diffuso nell'universo dell'anime/manga Gundam After Colony
  • La stazione spaziale Cittadella è una struttura di questo tipo abitata dagli umani e varie altre razze aliene che compare nella serie videoludica Mass Effect.
  • Gea (Gaea), nella trilogia di Titano di John Varley, è un toro di Stanford del diametro di 650 kilometri in orbita attorno a Titano. Ospita un'area abitabile di 100 000 km² nell'anello, popolato da un ricco ecosistema creato da Gea stessa, considerata un dio dai suoi abitanti. Gea è infatti senziente ed è una esponente di un'antica razza di mega strutture viventi e capaci di costruire altri simili, una specie di origine misteriosa diffusa in tutta la Via Lattea e forse anche oltre. La superficie interna ai raggi, lunghi 400 km, è popolata da una foresta verticale e la superficie interna al tronco centrale (non nota ma calcolabile) ospita l'avatar di Gea e il suo "paradiso", con una collezione di copie di monumenti terrestri e, più in genere, di prodotti della sua ossessione per la cultura di massa televisiva umana.
  • La stazione spaziale rappresentata in Elysium è ispirata al toro di Stanford. La parete interna della stazione ( "tetto") è mancante, il che significa che le navicelle spaziali possono atterrare direttamente all'interno della colonia, e l'atmosfera viene tenuta in posizione presumibilmente dalla forza centrifuga. In realtà, questo non sarebbe sufficiente a garantire un'adeguata pressione dell'aria e l'atmosfera fuoriuscirebbe quindi nello spazio.

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