Tootsie
Tootsie è un film del 1982 diretto da Sydney Pollack. Narra la storia di un attore talentuoso ma disoccupato, interpretato da Dustin Hoffman, costretto ad adottare una nuova identità di donna per ottenere la parte in una soap opera.
Nel 1998 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al sessantaduesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[2] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al sessantanovesimo posto.[3] Nel 2000 l'American Film Institute lo ha inserito al secondo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.[4]
Trama
[modifica | modifica wikitesto]New York. Michael Dorsey è un valido e preparato attore di teatro, ma a causa del suo ostico carattere e dei suoi maniacali perfezionismi interpretativi, entra spesso in conflitto con registi e produttori tanto che, nonostante continui a cercare lavoro, a ogni audizione non gli viene mai assegnata una parte e quindi per mantenersi è costretto a lavorare come cameriere in un ristorante, occupazione che condivide con Jeff Slater, suo compagno di appartamento e aspirante drammaturgo, che però non ha il denaro necessario per produrre una commedia da lui scritta, dal titolo "Ritorno a Love Canal".
Oltre a Jeff, Michael intende aiutare anche Sandy, un'aspirante attrice con problemi caratteriali e di depressione, adusa a crollare ogni volta che deve provare una parte, con la quale ha una relazione affettiva. Prima di un'audizione per una serie televisiva, alla quale la accompagna, Michael scopre casualmente che un altro attore è stato ingaggiato per la parte del protagonista nella commedia "Il servo di scena", parte che gli era stata promessa dal suo manager George Fields; appresa la notizia Michael si reca immediatamente nell'ufficio di George per chiedere spiegazioni e l'agente è costretto a rivelargli che, a causa del suo carattere, nessuno, da Broadway a Hollywood, gli darà più lavoro ed inoltre che non ha intenzione di finanziare la commedia scritta da Jeff.
Ricevuta l'ennesima delusione Michael, sapendo che il ruolo femminile per il quale Sandy ha sostenuto vanamente l'audizione è quello della direttrice di un ospedale con caratteristiche di donna attempata e dal temperamento autoritario, si presenta travestito da donna con il nome di Dorothy Michaels e, con un atteggiamento "mascolino" e polemico, riesce a impressionare la produttrice Rita Marshall e il regista Ron Carlisle tanto da ottenere la parte. Felice Michael informa subito il suo agente George che, incredulo, manda il contratto alla produzione della serie, mentre l'amico Jeff, dopo essersi ripreso dalla sorpresa, è grato della possibilità di investire insieme i guadagni.
L'avventura inizia e Michael/Dorothy ottiene un grande riscontro: la serie aumenta vertiginosamente gli ascolti, Dorothy appare sulle copertine delle riviste più prestigiose e arriva il denaro per finanziare la commedia di Jeff. Tutto sembra andare per il meglio ma, accanto al successo, affiorano anche i problemi che derivano dalla sua acrobatica doppia vita: a causa di un equivoco egli è costretto a interrompere la relazione con Sandy, adducendo come scusa quella di essere omosessuale. Parallelamente si innamora di Julie Nichols, un'attrice con cui condivide il set, amante del facoltoso regista della serie. Julie ovviamente lo conosce come Dorothy, lo crede una donna, e lo invita a trascorrere un weekend nella sua casa in campagna. Qui gli presenta suo padre Les, che si innamora di Dorothy tanto da chiedergli di sposarlo. La situazione sembra diventare sempre più critica e ingestibile tra i continui travestimenti e cambi di ruolo, così Michael, dopo aver saputo che la produzione gli ha rinnovato il contratto per un altro anno, peraltro a condizioni vantaggiosissime, chiede a George un sistema per tirarsi fuori da quel ginepraio. L'agente gli risponde che non esistono scappatoie, dal momento che Dorothy è ormai una beniamina del pubblico.
L'amore per Julie, le bugie che è costretto a raccontarle, la costrizione in un ruolo che recita anche fuori dalla scena, la fatica di una doppia identità maschile e femminile, inducono Michael a una soluzione disperata. Rivela improvvisamente la propria identità maschile durante una puntata in diretta, togliendosi il trucco e la parrucca da Dorothy, mentre recita magistralmente un copione inventato per giustificare il colpo di scena. L' intero Paese e tutte le persone coinvolte nella sua vita privata rimangono scioccate. Julie sembra la più colpita, proprio perché deve apprendere che la sua cara amica Dorothy in realtà non è mai esistita. Grazie a questo trauma però Julie si scopre diversa, più coraggiosa e matura, tanto da lasciare definitivamente l'amante regista fanfarone. Dopo qualche tempo, finalmente libera, Julie riconosce a Michael il merito di averla sostenuta e aiutata a cambiare, anche se "in abiti diversi", quindi gli perdona l'inganno e i due cominciano ex novo una relazione tenera e sincera.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Le riprese del film furono effettuate interamente nella città di New York tra il 1º aprile e il 28 agosto 1982.[5]
Andy Warhol, figura predominante del movimento della Pop art americana, appare in un cameo con Dustin Hoffman.
Citazioni
[modifica | modifica wikitesto]La serie animata I Griffin ha realizzato una parodia del film nel quindicesimo episodio della settima stagione (intitolato "Come Tootsie") in cui il piccolo protagonista Stewie Griffin si trova a vivere una situazione analoga a quella di Dustin Hoffman per poter avere un ruolo nel suo programma per bambini preferito. Nell'episodio viene inoltre ripresa dal film la canzone "Tootsie" di Stephen Bishop.[6]
Nel film del 2017 Chiamami col tuo nome, diretto da Luca Guadagnino e ambientato negli anni ottanta, si può trovare, insieme a quello del film dello stesso anno La cosa, un poster italiano del film.[7]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]Realizzato con un budget di 21 milioni di dollari, il film incassò solo in Nord America oltre 177 milioni di dollari.[8] Fu il secondo più alto incasso dell'anno dopo E.T. l'extra-terrestre.[9]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]Il film venne accolto con ottime critiche. Su Metacritic ha un punteggio di 87 su 100,[10] mentre su Rotten Tomatoes registra una valutazione pari allo 89% delle recensioni professionali favorevoli.[11]
Roger Ebert scrisse che la pellicola non ha "paura di mescolare l'assurdità con la serietà, la critica sociale con la farsa, e un po' di sincera tenerezza in mezzo alle risate".[12]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1983 – Premio Oscar
- Miglior attrice non protagonista a Jessica Lange
- Candidatura al miglior film a Sydney Pollack e Dick Richards
- Candidatura al miglior regista a Sydney Pollack
- Candidatura al miglior attore a Dustin Hoffman
- Candidatura alla miglior attrice non protagonista a Teri Garr
- Candidatura alla miglior sceneggiatura originale a Larry Gelbart, Murray Schisgal e Don McGuire
- Candidatura alla miglior fotografia ad Owen Roizman
- Candidatura al miglior montaggio a Fredric Steinkamp e William Steinkamp
- Candidatura al miglior sonoro ad Arthur Piantadosi, Les Fresholtz, Rick Alexander e Les Lazarowitz
- Candidatura alla miglior canzone (It Might Be You) a Dave Grusin, Alan Bergman e Marilyn Bergman
- 1983 – Golden Globe
- Miglior film commedia o musicale
- Miglior attore in un film commedia o musicale a Dustin Hoffman
- Miglior attrice non protagonista a Jessica Lange
- Candidatura alla miglior regista a Sydney Pollack
- Candidatura alla miglior sceneggiatura a Larry Gelbart e Murray Schisgal
- 1984 – Premio BAFTA
- Miglior attore protagonista a Dustin Hoffman
- Miglior trucco a Dorothy J. Pearl, George Masters, C. Romania Ford e Allen Weisinger
- Candidatura al miglior film a Sydney Pollack e Dick Richards
- Candidatura al miglior regista a Sydney Pollack
- Candidatura alla miglior attrice protagonista a Jessica Lange
- Candidatura alla miglior attrice non protagonista a Teri Garr
- Candidatura alla miglior sceneggiatura originale a Larry Gelbart e Murray Schisgal
- Candidatura ai migliori costumi a Ruth Morley
- Candidatura alla miglior canzone (Tootsie) a Dave Grusin, Alan Bergman e Marilyn Bergman
- 1984 – Premio César
- Candidatura al miglior film straniero a Sydney Pollack
- 1983 – Kansas City Film Critics Circle Award
- Miglior attrice non protagonista a Jessica Lange
- 1983 – Boston Society of Film Critics Award
- Miglior attore a Dustin Hoffman
- Miglior attrice non protagonista a Jessica Lange
- 1982 – Los Angeles Film Critics Association Award
- Miglior sceneggiatura a Larry Gelbart e Murray Schisgal
- 1982 – New York Film Critics Circle Awards
- Miglior regista a Sydney Pollack
- Miglior attrice non protagonista a Jessica Lange
- Migliore sceneggiatura a Larry Gelbart e Murray Schisgal
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films To National Film Registry, su loc.gov, Library of Congress, 16 novembre 1998. URL consultato il 6 gennaio 2012.
- ↑ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, su afi.com, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
- ↑ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, su afi.com, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
- ↑ (EN) AFI's 100 Years... 100 Laughs, su afi.com, American Film Institute. URL consultato il 27 dicembre 2014.
- ↑ Tootsie - Film 1982, in Movieplayer.it. URL consultato il 30 settembre 2017.
- ↑ アンドレア™, Stewie diventa Karina Smirnoff, 26 ottobre 2022. URL consultato il 20 agosto 2025.
- ↑ Call Me by Your Name (2017). URL consultato il 6 maggio 2018.
- ↑ (EN) Tootsie, su Box Office Mojo, IMDb.com. URL consultato il 29 agosto 2018.
- ↑ (EN) 1982 Domestic Grosses, su boxofficemojo.com. URL consultato il 29 agosto 2018.
- ↑ (EN) Tootsie, su metacritic.com, Metacritic. URL consultato il 29 agosto 2018.
- ↑ (EN) Tootsie, su rottentomatoes.com, Rotten Tomatoes. URL consultato il 29 agosto 2018.
- ↑ (EN) Tootsie Movie Review, su rogerebert.com, 17 dicembre 1982. URL consultato il 29 agosto 2018.
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Tootsie
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tootsie
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Tootsie, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Tootsie, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Tootsie, su Il mondo dei doppiatori.
- (EN) Tootsie, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Tootsie, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Tootsie, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) Tootsie, su FilmAffinity.
- (EN) Tootsie, su Metacritic, Red Ventures.
- (EN) Tootsie, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Tootsie, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
- (EN) Tootsie, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 316751611 · LCCN (EN) n83064297 · GND (DE) 1027597742 · BNF (FR) cb16459382w (data) |
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