Tootsie

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Tootsie
Tootsie.jpg
Dustin Hoffman in una scena del film
Titolo originaleTootsie
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1982
Durata119 min
Rapporto2.35 : 1
Generecommedia
RegiaSydney Pollack
SoggettoDon McGuire,
Larry Gelbart
SceneggiaturaLarry Gelbart,
Murray Schisgal
ProduttoreSydney Pollack,
Dick Richards
Produttore esecutivoCharles Evans
Casa di produzioneMirage/Punch
FotografiaOwen Roizman
MontaggioFredric Steinkamp,
William Steinkamp
MusicheDave Grusin
ScenografiaTom Tonery
CostumiRuth Morley
TruccoDorothy Pearl,
C. Romaina Ford,
George Master
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Tootsie è un film del 1982 diretto da Sydney Pollack. Narra la storia di un attore talentuoso ma volubile, interpretato da Dustin Hoffman, costretto ad adottare una nuova identità di donna per ottenere la parte in un film.

Nel 1998 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al sessantaduesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[2] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al sessantanovesimo posto.[3] Nel 2000 l'American Film Institute lo ha inserito al secondo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.[4]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York. Michael Dorsey è un valido e preparato attore di teatro, ma a causa del suo ostico carattere e dei suoi maniacali perfezionismi interpretativi, entra spesso in conflitto con registi e produttori tanto che, nonostante continui a cercare lavoro, ad ogni audizione non gli viene mai assegnata una parte e quindi per mantenersi è costretto a lavorare come cameriere in un ristorante, occupazione che condivide con Jeff Slater, suo compagno di appartamento e aspirante drammaturgo, che però non ha il denaro necessario per produrre una commedia da lui scritta, dal titolo "Ritorno a Love Canal".

Oltre a Jeff, Michael intende aiutare anche l'amica Sandy, un'aspirante attrice con problemi caratteriali e di depressione, adusa a crollare ogni volta che deve provare una parte. Prima di un'audizione per una serie televisiva, alla quale la accompagna, Michael scopre casualmente che un altro attore è stato ingaggiato per la parte del protagonista nella commedia "Il servo di scena", parte che gli era stato promessa dal suo manager George Fields; appresa la notizia Michael si reca immediatamente nell'ufficio di George per chiedere spiegazioni e l'agente è costretto a rivelargli che, a causa del suo carattere, nessuno, da Broadway a Hollywood, gli darà più lavoro ed inoltre che non ha intenzione di finanziare la commedia scritta da Jeff.

Ricevuta l'ennesima delusione, Michael, sapendo che il ruolo femminile per il quale Sandy ha sostenuto infruttuosamente l'audizione, è quello della direttrice di ospedale con caratteristiche di donna attempata e dal temperamento autoritario, si presenta travestito da donna con il nome di Dorothy Michaels e, con un atteggiamento decisamente "mascolino" e polemico, riesce ad impressionare la produttrice Rita Marshall ed il regista Ron Carlisle tanto da ottenere la parte. Egli ne informa subito George che, incredulo, manda il contratto alla produzione della serie, mentre Jeff, superata l'iniziale sorpresa, è contento della possibilità che Michael gli offre.

L'avventura inizia e Michael/Dorothy ottiene un grande successo, la serie aumenta gli ascolti, Dorothy appare sulle copertine delle riviste più prestigiose ed arriva il denaro per finanziare la commedia di Jeff; tutto sembra andare bene ma, accanto al successo, affiorano tutte le problematiche che derivano dalla sua doppia vita: a causa di un equivoco egli è "costretto" ad iniziare una relazione con Sandy, successivamente si innamora di Julie Nichols, un'attrice della serie ma amante delusa del regista che, inoltre, gli presenta suo padre Les che si innamora di Dorothy tanto da chiedergli di sposarlo. La situazione sembra diventare critica e Michael, dopo avere saputo che la produzione gli ha rinnovato il contratto per un altro anno, chiede a George un sistema per uscire da quel ginepraio ma l'agente è costretto a rispondergli che non esistono scappatoie.

L'amore per Julie è però sempre più forte e questo induce Michael a rivelare la sua identità durante una puntata andata in onda in diretta a causa di un incidente di montaggio e, tra lo sconcerto generale, tutto il paese e tutte le persone coinvolte nella sua vicenda privata vengono improvvisamente a scoprire il grande "inganno" che si è svolto per tutto quel periodo. Julie sembra la più colpita e, dopo avere troncato con il suo amante, non intende comunque più vedere Michael ma il suo amore la porterà a rivedere la sua posizione ed a decidere di vivere un nuovo rapporto con lui.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film furono effettuate interamente nella città di New York tra il 1º aprile e il 28 agosto 1982.[5]

Andy Warhol, figura predominante del movimento della Pop art americana, appare in un cameo con Dustin Hoffman.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel film del 2017 Chiamami col tuo nome, diretto da Luca Guadagnino e ambientato negli anni ottanta, si può trovare, insieme a quello del film dello stesso anno La cosa, un poster italiano del film.[6]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Realizzato con un budget di 21 milioni di dollari, il film incassò solo in Nord America oltre 177 milioni di dollari.[7] Fu il secondo più alto incasso dell'anno dopo E.T. l'extra-terrestre.[8]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne accolto con ottime critiche. Su Metacritic ha un punteggio di 87 su 100,[9] mentre su Rotten Tomatoes registra una valutazione pari allo 89% delle recensioni professionali favorevoli.[10]

Roger Ebert scrisse che la pellicola non ha "paura di mescolare l'assurdità con la serietà, la critica sociale con la farsa, e un po' di sincera tenerezza in mezzo alle risate".[11]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films To National Film Registry, Library of Congress, 16 novembre 1998. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  3. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  4. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Laughs, American Film Institute. URL consultato il 27 dicembre 2014.
  5. ^ Tootsie - Film 1982, in Movieplayer.it. URL consultato il 30 settembre 2017.
  6. ^ Call Me by Your Name (2017). URL consultato il 6 maggio 2018.
  7. ^ (EN) Tootsie, su Box Office Mojo. URL consultato il 29 agosto 2018. Modifica su Wikidata
  8. ^ (EN) 1982 Domestic Grosses, su boxofficemojo.com. URL consultato il 29 agosto 2018.
  9. ^ (EN) Tootsie, Metacritic. URL consultato il 29 agosto 2018.
  10. ^ (EN) Tootsie, Rotten Tomatoes. URL consultato il 29 agosto 2018.
  11. ^ (EN) Tootsie Movie Review, su rogerebert.com, 17 dicembre 1982. URL consultato il 29 agosto 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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