Tony Anthony (wrestler)

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"Dirty White Boy" Tony Anthony
NomeDarrell W. "Tony" Anthony
Ring nameAmerican Eagle II
Dirty White Boy
Grappler #2
The Invader
Mighty Yankee
T.L. Hopper
Tony Anthony
Uncle Cletus
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
NascitaKnoxville
12 aprile 1960
Altezza175 cm
AllenatoreSteve Keirn
Ron Wright
Debutto1980
Ritiro2006
Progetto Wrestling

Darrell W. Anthony (Knoxville, 12 aprile 1960) è un ex wrestler statunitense, maggiormente conosciuto con il ring name "Dirty White Boy" Tony Anthony. Lottò principalmente in federazioni facenti parte del circuito indipendente del sud degli Stati Uniti negli anni ottanta e novanta.

I periodi di maggior successo furono quelli trascorsi nella United States Wrestling Association (USWA) e nella Smoky Mountain Wrestling (SMW). Anthony ebbe anche un breve stint nella World Wrestling Federation (WWF) come T.L. Hopper e poi Uncle Cletus.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Circuito indipendente (1980–1988)[modifica | modifica wikitesto]

Allenato da Steve Keirn e Ron Wright, tra il 1981 e il 1982 Anthony iniziò la carriera nel wrestling come jobber nella Mid-Atlantic Championship Wrestling. Egli vinse il primo titolo importante in coppia con Len Denton nel tag team "The Grapplers" nella American Wrestling Association. L'8 agosto 1983, i due sconfissero i The Fabulous Ones (Keirn & Stan Lane) aggiudicandosi l'AWA Southern Tag Team Championship. Dopo aver perso i titoli, i Grapplers vinsero ancora due titoli NWA Central States Tag Team Championship nel 1984.

Quando la coppia si sciolse, Anthony continuò a lottare nel circuito indipendente, alternando l'attività come lottatore singolo e tag team. Lottò in coppia con Jerry Stubbs nella Southeast Championship Wrestling dove vinse l'NWA Southeast Tag Team Championship in quattro occasioni prima che la federazione chiudesse. Passò quindi alla Continental Wrestling Federation, dove Anthony & Stubbs vinsero altri due titoli tag team. Come wrestler singolo, Anthony si aggiudicò l'NWA Alabama Heavyweight Championship per quattro volte. Egli sconfisse due volte Wendell Cooley, Brad Armstrong, e Tom Prichard. L'ultimo regno da campione di Anthony terminò quando il titolo venne ritirato nel 1988.[1]

United States Wrestling Association (1989–1991)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, Anthony sconfisse Dustin Rhodes in finale nel torneo indetto dalla United States Wrestling Association (USWA) per incoronare il primo campione USWA Southern Heavyweight.[2] L'anno seguente, egli vinse l'USWA Tag Team Championship in tre occasioni, una volta insieme a Tom Burton e due con Doug Gilbert.[3]

Smoky Mountain Wrestling (1992–1995)[modifica | modifica wikitesto]

Nella Smoky Mountain Wrestling (SMW) Anthony lottò principalmente come wrestler singolo. Venne subito promosso al rango di "main eventer", e l'8 agosto 1992 conquistò l'SMW Heavyweight Championship sconfiggendo Brian Lee.[4] Dopo aver ceduto il titolo a Tracy Smothers nell'aprile seguente, Anthony (con la gimmick del lottatore mascherato Mighty Yankee) vinse l'SMW Beat the Champ Television Championship nel giugno 1993. Mentre deteneva il titolo, egli sconfisse Brian Lee e riconquistò il titolo Heavyweight Championship. In seguito fu coinvolto in un angle nel quale era stato costretto (kayfabe) a rendere vacante la cintura di Television Championship dopo un certo numero di difese. La regola indicava che ogni wrestler che avesse difeso con successo il titolo per cinque volte di fila avrebbe vinto 5000 dollari, ma sarebbe stato costretto a rendererlo vacante. Il 13 settembre Anthony riconquistò la cintura battendo Robert Gibson. Il 5 luglio 1994 conquistò l'ultimo dei suoi SMW Heavyweight Championship, sconfiggendo Jake Roberts. Restò campione per più di sei mesi prima di cedere la cintura a Jerry Lawler il 28 gennaio 1995. Le performance sul ring di Anthony nel 1994 gli fecero guadagnare la 25ª posizione nella classifica di Pro Wrestling Illustrated sui migliori 500 talenti dell'anno.[5] Anthony vinse il suo ultimo titolo nella Smoky Mountain Wrestling il 6 luglio 1995, quando in coppia con Tracy Smothers sconfisse The Dynamic Duo (Al Snow & Unabomb) conquistando l'SMW Tag Team Championship.

World Wrestling Federation (1996–1997)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996, Anthony debuttò nella World Wrestling Federation (WWF) con la gimmick dell'idraulico T.L. Hopper. Dopo una serie di scenette che mostravano Hopper al lavoro, debuttò sul ring portandosi dietro il suo sturalavandini preferito (di nome "Betsy") con il quale infieriva sul volto degli avversari sconfitti.[6]

Anche se non partecipò mai a nessun pay-per-view WWF, egli fece un'apparizione durante il segmento "Bikini Beach Blast-Off" dello show Free For All immediatamente precedente a SummerSlam 1996.

Dopo una breve pausa, nel settembre 1997 Anthony tornò in WWF con il ring name Uncle Cletus e con una nuova identità. Questa volta sbucò fuori dal pubblico per andare ad aiutare i The Godwinns (Henry & Phineas Godwinn) nel loro match contro gli Headbangers. Cletus colpì Mosh in testa con un ferro di cavallo, permettendo a Phineas di effettuare lo schienamento vincente.[7] Venne quindi presentato come lo zio dei Godwinns, e divenne il manager della coppia. A Badd Blood 1997, i Godwinns vinsero i titoli WWF Tag Team Championship.[8] Il 7 ottobre, Cletus interferì in un altro match, ma questa volta la sua intromissione causò la vittoria dei Legion of Doom e la perdita delle cinture di coppia per i Godwinns. A conseguenza di ciò, Henry & Phineas attaccarono Cletus, ed egli non fu mai più rivisto nella WWF.[9]

Circuito indipendente (1997–2006)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver lasciato la WWF, Anthony tornò nel Tennessee (dove era ancora molto popolare) e lottò in varie federazioni locali facenti parte del Circuito indipendente prima di ritirarsi dai combattimenti nel 2006.

Nel wrestling[modifica | modifica wikitesto]

Titoli e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 25º classificato nella lista dei migliori 500 wrestler singoli nei "PWI 500" del 1994[12]
  • 299º classificato nella lista dei migliori 500 wrestler singoli durante i "PWI Years" del 2003[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ NWA Alabama Heavyweight Title History, su Wrestling Information Archive. URL consultato il 18 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2007).
  2. ^ USWA Heavyweight Title History, su Wrestling Information Archive. URL consultato il 18 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
  3. ^ USWA World Tag Team Title History, su Wrestling Information Archive. URL consultato il 18 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
  4. ^ Smoky Mountain Wrestling Heavyweight Title History, su 100megsfree4.com. URL consultato il 18 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
  5. ^ Pro Wrestling Illustrated Top 500 - 1994, su Wrestling Information Archive. URL consultato il 19 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2011).
  6. ^ Mark Bernardo, Rope Dopes: WWE's Lamest Bad Guys, su stuffmagazine.com. URL consultato il 18 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2007).
  7. ^ Dave Meltzer, Wrestling Observer: September 3 – 9th, 1997, su wrestlingobserver.com. URL consultato il 18 settembre 2007.
  8. ^ Uncle Cletus Godwinn [collegamento interrotto], su wwearchive.com. URL consultato il 18 settembre 2007.
  9. ^ Mark Canterbury, su geocities.com. URL consultato il 18 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2008).
  10. ^ Desjardins, Curtis, The Official RSP-W Finishing Moves List, rec.sport.pro-wrestling, 3 febbraio 1999. URL consultato il 15 settembre 2012.
  11. ^ a b c Royal Duncan & Gary Will, Wrestling Title Histories, 4th, Archeus Communications, 2000, ISBN 0-9698161-5-4.
  12. ^ Pro Wrestling Illustrated Top 500 - 1994, su Wrestling Information Archive. URL consultato il 19 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2011).
  13. ^ Pro Wrestling Illustrated's Top 500 Wrestlers of the PWI Years, su Wrestling Information Archive. URL consultato il 18 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2008).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN67684231 · ISNI (EN0000 0000 5521 8147 · GND (DE135534771 · BNF (FRcb15067724q (data)