Tommaso Geraci

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Tommaso Geraci (Sclafani Bagni, 29 giugno 1931) è uno scultore italiano.

Geraci si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Rotterdam in belle arti e scultura. Un anno dei suoi studi l'ha trascorso però a Milano, nell'Accademia di Belle Arti di Brera.

Attualmente vive e lavora nella città siciliana di Cefalù.

Geraci fu insignito nel 1974 del titolo di Cavaliere dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal suo diploma, Geraci è diventato noto per le sue sculture, eseguite perlopiù in bronzo. Molte delle sue opere sono simboliche e si ispirano a vicende mitologiche o alla promozione di valori di umanità. Spesso realizza rosoni o medaglioni, di grandezza variabile.

Tra le sue opere figurano il celebre rosone di bronzo, di 1,9 metri di diametro, realizzato per l'Aeroporto di Palermo-Punta Raisi in memoria dei giudici dell'antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (oggi conservato davanti al Commissariato di Polizia di Cefalù[1]), il Monumento alla pace universale di Geraci Siculo, il Monumento all'era spaziale realizzato a Leersum (in seguito al lancio dello Sputnik 1)[2] ed una statua di 9 metri di altezza raffigurante Padre Pio da Pietrelcina collocata a Poggio Maria, Cefalù. Oltre a ciò si possono oggi vedere l'opera dedicata a Epifanio Li Puma in località Petralia Sottana ed il Monumento-faro al Partigiano presso Trois-Villes di Quart.[3]

I suoi lavori sono disseminati tra Danimarca, Paesi Bassi, Italia e Città del Vaticano.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della stella della solidarietà italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
— 21 aprile 1974[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Laura Anello, L'altra storia, Sperling & Kupfer editori, 2012, p. 101.
  2. ^ Foto del Monumento all'era spaziale a Leersum
  3. ^ Luciano Galmozzi, Monumenti alla libertà: antifascismo, resistenza e pace nei monumenti italiani dal 1945 al 1985, La Pietra, 1986, p. 48.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.