Tomba dei giganti di Pascaredda

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Tomba dei giganti di Pascaredda
Calangianus - Tomba dei giganti di Pascaredda (16).JPG
CiviltàPrenuragica
UtilizzoArea funeraria
EpocaEtà del bronzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneCalangianus-Stemma.png Calangianus
Altitudine442 m s.l.m.
Amministrazione
EnteSoprintendenza per i beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro
VisitabileSi
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°54′29″N 9°10′27″E / 40.908056°N 9.174167°E40.908056; 9.174167

La tomba dei giganti di Pascaredda (IPA: [pasca'rɛdda]) è un monumento archeologico situato in Gallura, Sardegna nord-orientale, in territorio di Calangianus da cui dista circa tre chilometri. Ubicata alle falde del monte di Deu e in prossimità del rio Badu Mela, è raggiungibile tramite un sentiero che parte dalla strada statale 127 per Tempio Pausania.

La tomba, ascrivibile al Bronzo medio-Bronzo recente (1700-1400 a.C.) è realizzata in stile dolmenico-ortostatico, secondo il classico modello architettonico che caratterizza questo tipo di monumenti funerari; è edificata con la pietra del posto, il granito, e si trova in buone condizioni di conservazione.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'esedra, lo spazio presumibilmente adibito allo svolgimento di riti funerari, misura alla corda 18,40 metri ed è delimitata da due ali di muro curvilinee, ciascuna formata da dieci grandi lastroni di altezza decrescente dal centro verso l'esterno, affiancati tra loro e conficcati a coltello nel terreno. Benché mutilata risalta al centro la stele, originariamente bilitica, della quale è presente in situ soltanto la parte inferiore.

Tomba dei giganti di Pascaredda

Il monolito, un lastrone finemente lavorato a martellina dell'altezza di circa due metri e 10, è ornato dal classico listello orizzontale e dalla cornice a rilievo piatto che, verso il basso, va a sfumare sino a fondendosi con la parte inferiore della stele. Alla base si apre il portellino, particolarmente arrotondato, che dà verso l'interno della camera funeraria.

Dietro la stele, pressoché intatto, vi è il sepolcro vero e proprio ancora protetto dal tumulo di terra che, degradando, si estende intorno per qualche decine di metri. Il vano interno, rettangolare e absidato, misura m 12,50 in lunghezza e circa 0,90 sia in larghezza che in altezza. Le pareti del corridoio, nella parte superiore leggermente inclinate verso l'interno, sono formate da blocchi di granito lavorati e ben assestati, e sostengono la copertura della tomba che è composta da dodici lastroni irregolari (originariamente tredici) sistemati a piattabanda. Come anche in altre tombe dello stesso genere, nell'abside del vano tombale si trova una sorta di mensola, forse utilizzata per deporre le offerte funerarie.

Alcuni interventi di scavo e restauro sono stati eseguiti nel 1998 dall'archeologa Angela Antona.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Editta Castaldi, Tombe di giganti nel Sassarese, in Origini, III, Roma, 1969, pp. 105 nota 175, 133;
  • Alberto Moravetti, La tomba e l'ideologia funeraria, in La civiltà nuragica, Milano, Electa, 1985 (1990), p. 121;
  • Alberto Moravetti, Gli insediamenti antichi, in Montagne di Sardegna, a cura di Ignazio Camarda, Sassari, Carlo Delfino editore, 1993, p. 164, fig. 83 n. 1;
  • Angela Antona, L'età nuragica, in Tempio e il suo volto, a cura di Manlio Brigaglia-M. Fresi, Sassari, Carlo Delfino, 1995, p. 46;
  • Susanna Bafico, Calangianus. Tomba di giganti di Pascareddha, in Archeologia del territorio. Territorio dell'Archeologia: un sistema informativo territoriale orientato sull'archeologia della regione ambientale Gallura, a cura di R. Caprara-A. Luciano-G. Maciocco, Sassari, Carlo Delfino editore, 1996, pp. 264–265;
  • Sara Puggioni, Dalla Preistoria all'età romana, in Almanacco Gallurese, 2002-03, p. 60.

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