Tomás Maldonado

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Tomás Maldonado a Milano nel 2014

Tomás Maldonado (Buenos Aires, 25 aprile 1922Milano, 26 novembre 2018) è stato un pittore, designer e filosofo argentino.

In Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Buenos Aires, Maldonado si formò artisticamente alla Scuola Nazionale di Belle Arti Prilidiano Pueyrredón. Già durante questa tappa iniziale dei suoi studi fu coinvolto nell'attività dell'avanguardia argentina. Nel 1935 creò l'associazione Arte Concreta-Invenzione insieme a Lidy Praty, Alfredo Hlito, Manuel Espinosa, Raúl Lozza, Enio Iommi e Oscar Nuñez. Un anno più tardi l'associazione organizzò la prima esposizione e pubblicò un manifesto «invenzionista». Dopo un breve viaggio in Europa, nel quale vennero presi contatti con Max Bill, il gruppo invenzionista si dissolse e Maldonado decise di fondare un nuovo gruppo di arte concreta, volto all'insegnamento dell'arte. Maldonado dal 1944 collaborò alla rivista Arturo, sulle pagine della quale si riflettevano le tendenze di questo gruppo di artisti. L'arte concreta propugnava un'arte non imitativa, non rappresentativa, né espressiva, ma basata sulla pura invenzione. Nel 1945 Maldonado fondò con Lidi Prati ed Edgard Bayley l'associazione Arte Concreto Invencìon, che procedeva indipendentemente, ma parallelamente al movimento Madì[1]

In Germania[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954, Maldonado si trasferì nella Repubblica Federale Tedesca per insegnare alla Hochschule für Gestaltung a Ulm. Dal 1955 fu membro del Senato Accademico, suo presidente tra il 1956 ed il 1960, eletto vicerettore nel 1962 e tra il 1964 e il 1966 sarà rettore di questa istituzione che orientò verso un estremo razionalismo e scientismo. Pubblicò le sue teorie nel saggio intitolato Ulma, scienza e proiezione. Durante i suoi trascorsi come docente di Comunicazione Visiva della scuola di Ulma, Maldonado introdusse cambiamenti significativi al programma di studio, come l'insegnamento della semiotica, di materie in relazione con la fisica e con l'architettura, cercando una rigorosità scientifica nello studio e perseguendo l'idea di una fusione fra arte e industria che trovava le sue radici soprattutto nelle idee del Bauhaus.

Il trasferimento in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1964 e il 1967, in collaborazione col suo collega tedesco Gui Bonsiepe, sviluppò un sistema di icone per un progetto di design per la Olivetti e curò l'immagine e il design per La Rinascente e Upim. Nel 1976 si trasferì a Milano, continuando il suo lavoro di docente in Italia, presso la facoltà di Lettere all'Università di Bologna, focalizzandosi sulla filosofia e sulla critica di influenza semiotica. In uno dei suoi ultimi saggi (L'Eterodosso) sostenne il recupero del ruolo dell'intellettuale come guida della coscienza collettiva.

Carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1955 e il 1967 Maldonado insegnò alla scuola di design di Ulm, nota anche come «Il nuovo Bauhaus», ricoprendo anche il ruolo di direttore dell'istituto. Tra il 1967 e il 1970 insegnò alla scuola di architettura dell'università di Princeton. Tra il 1976 e il 1984 insegnò come titolare di cattedra di Design Ambientale presso l'Università di Bologna. Dal 1985 fu docente di Progettazione Ambientale presso il Politecnico di Milano fino al 1994 , assistente Danilo Solari [1],quando per lui venne creata la cattedra di Disegno industriale: Maldonado vi rimase fino al suo collocamento a riposo con la qualifica di professore emerito.[2]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Che cos'è un intellettuale? Avventure e disavventure di un ruolo, 1995, "Elementi", Feltrinelli, Milano ISBN 88-07-47000-4
  • Critica della ragione informatica, 1997, "Campi del sapere" n. 221, Feltrinelli ISBN 88-07-10221-8
  • Cultura, democrazia, ambiente. Saggi sul mutamento, 2 ed., 1991, "Idee" n. 24, Feltrinelli ISBN 88-07-09024-4
  • Disegno industriale: un riesame, 1991, "Campi del sapere" n. 142, Feltrinelli (ISBN 88-07-10142-4)
  • Il futuro della modernità, 7 ed., 1990, "Campi del sapere" n. 69, Feltrinelli ISBN 88-07-10069-X
  • Reale e virtuale, 6 ed., 1994, "Saggi" n. 110, Feltrinelli ISBN 88-07-08110-5
  • La speranza progettuale. Ambiente e società (1970), 4 ed.,1981, "Nuovo Politecnico" n. 35, Einaudi, Torino ISBN 88-06-28886-5

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 29 febbraio 2012[3]

Le seguenti università gli hanno conferito la Laurea Honoris Causa:

  • Politecnico di Milano
  • Università di Cordoba
  • Università di Buenos Aires

Nel 1998 il Presidente della Repubblica Italiana gli conferisce la "Medaglia d'oro e il diploma di prima classe, distinzione riservata ai benemeriti della scienza e della cultura"[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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