Toilette di bordo

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Una toilette di bordo di business class su un Air Canada Boeing 777-200LR

La toilette di bordo è la zona di un aeromobile adibita alla sede di apparecchi igienici, tipicamente vaso sanitario e lavabo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un membro dell'equipaggio a bordo di un bombardiere Vickers Wellington. Il contenitore alla sua destra è la toilette chimica "Elsan" (1939-1941)

Uno dei primi aeromobili equipaggiati con una toilette fu, nel 1921, il prototipo di idrovolante da trasporto passeggeri Caproni Ca.60,[1] Non entrò comunque mai in servizio perché andò distrutto al suo secondo volo. L'aereo da trasporto Handley Page H.P.42, progettato nel 1928, prevedeva delle toilette nella zona centrale del velivolo.[2]

L'idrovolante Supermarine Stranraer, che volò per la prima volta nel 1934, era dotato di un wc con scarico libero in aria. In volo, sollevando il coperchio del water, si generava un flusso d'aria che produceva un caratteristico rumore aerodinamico che fece guadagnare all'aereo il nomignolo di "Whistling Shithouse".[3] L'idrovolante Short Sunderland, in uso tra il 1938 ed il 1967, era relativamente meglio equipaggiato, con un vaso sanitario in porcellana e scarico d'acqua.

Durante la seconda Guerra Mondiale, i grandi bombardieri quali il Boeing B-17 Flying Fortress e l'Avro Lancaster, erano equipaggiati con bagni chimici; nel Regno Unito erano chiamati "Elsans" dal nome della casa costruttrice.[4]

Nei moderni aerei da trasporto passeggeri, la toilette di bordo è di norma composta da un impianto idrico riempito di acqua potabile che alimenta il lavabo e un sistema di recupero delle acque reflue. I piccoli aerei da trasporto regionali destinati alle tratte più corte possono anche essere del tutto sprovvisti di toilette di bordo.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Un modulo contenente una toilette di bordo di un aereo da trasporto passeggeri A 320.

Il numero e l'allestimento delle toilette di bordo possono variare considerevolmente da una compagnia aerea all'altra e da aeromobile ad aeromobile. Compagnie low-cost tendono ad installare un numero minimo di toilette (dell'ordine di una ogni 50 passeggeri) in modo da massimizzare i posti disponibili. Viceversa, gli allestimenti di cabine di prima classe o business prevedono una densità maggiore (una ogni 12 passeggeri) e, in alcuni casi, anche la presenza di docce.

Le moderne toilette non prevedono più il ricircolo dell'acqua di raccolta tipica del bagno chimico, ma si basano sulla tecnologia dello scarico a vuoto (introdotta nel 1975) dove una piccola quantità di acqua pulita è fatta scorrere per sciacquare sommariamente il vaso mentre un sistema di aspirazione rimuove i residui solidi e liquidi imagazzinandoli in un serbatoio che sarà svuotato una volta a terra.[5]

Accessori[modifica | modifica wikitesto]

Lavabo in porcellana in una toilette di un jet privato.

Nelle toilette possono essere presenti altri scomparti di servizio con materiali di scorta ma sono generalmente chiusi a chiave. I lavabi possono essere in resina o acciaio (come il vaso sanitario).

Nonostante il fumo a bordo sia proibito in quasi tutto il mondo, è un requisito normativo comune che il portacenere continui ad essere installato sulle porte dei bagni di bordo per evitare che, in caso un passeggero comunque contravvenga al divieto, possa gettare il mozzicone nel cestino dei rifiuti della toilette innescando un incendio.[6]

Il cestino della spazzatura è dotato di un estintore automatico ad Halon e portelli di chiusura a molla; tutti i bagni di bordo sono dotati di rivelatori di fumo.

Rifornimento[modifica | modifica wikitesto]

Rifornimento di una toilette di un McDonnell Douglas MD-80

Ogni aeromobile dotato di un bagno di bordo deve poter scaricare le acque reflue raccolte. Durante la sosta, l'impianto viene scaricato mediante il trasbordo su autocisterne e rifornito dell'acqua potabile e degli agenti chimici contenuti nel serbatoio di raccolta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianni Caproni, Gli Aeroplani Caproni – Studi, progetti, realizzazioni dal 1908 al 1935, Museo Caproni, 1937, p. 144.
  2. ^ Robert Bluffield, Over Empires and Oceans: Pioneers, Aviators and Adventurers - Forging the International Air Routes 1918-1939, Tattered Flag, 19 novembre 2014, p. 142–, ISBN 978-0-9543115-6-8.
  3. ^ (EN) Supermarine Stranraer Military Aircraft, military-aircraft.org.uk.
  4. ^ (EN) Ken Wright, And When Nature Calls, Bomber Command Museum of Canada, 2010. URL consultato il 23 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2019).
  5. ^ Kemper; James M., Recirculating toilet system for use in aircraft or the like, United States Patent Office, .
  6. ^ Gary E. Davis, MMEL Policy Letter 85, Revision 2 – Lavatory Door Ashtray Policy, Federal Aviation Administration, 20 gennaio 2010. URL consultato il 7 maggio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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