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Togo (cane)

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Leonhard Seppala con i suoi cani da slitta del suo canile. Ad estrema sinistra Togo; a seguire verso destra: Karinsky, Jafet, Pete, Zeus, Fritz.

Togo (Nome, 17 ottobre 1913 - Poland, 5 dicembre 1929) è stato il principale cane da slitta e capo squadra del musher norvegese Leonhard Seppala, nonché uno dei protagonisti della corsa del siero del 1925, dove percorse una tratta dell'Alaska centro-occidentale in direzione di Nome.

Nonostante con il suo team avesse percorso la distanza più lunga e più pericolosa rispetto alle altre di cani incaricate nel trasporto del siero, in particolar modo attraversando il fragile strato ghiacciato della baia Norton Sound, il suo ruolo fu inspiegabilmente escluso dalle notizie dell'epoca in favore di un altro capo muta che per ultimo percorse la staffetta, Balto (guidato dal musher Gunnar Kaasen), anch'esso di proprietà di Seppala.

Nascita e gli inizi

Togo nacque nel canile del musher norvegese Leonhard Seppala, il 17 ottobre del 1913, figlio di Suggen e di Dolly. Inizialmente chiamato "Cugu", che significa "cucciolo" nella lingua sami settentrionale, fu presto rinominato Togo, in onore del celebre ammiraglio giapponese Tōgō Heihachirō. Inizialmente Togo non sembrava avere il potenziale per diventare un cane da slitta. Da cucciolo si ammalò gravemente e richiese cure intensive da parte di Seppala e di sua moglie. Era vivace, dispettoso e turbolento, tanto da essere considerato un cane difficile e piantagrane. Questo comportamento fu attribuito al fatto che fosse stato eccessivamente viziato durante il periodo della malattia. Poiché non sembrava adatto a diventare un cane da slitta, Seppala lo cedette come cane da compagnia all'età di sei mesi. Tuttavia, dopo sole poche settimane come animale domestico, Togo scappò e corse diversi chilometri per tornare dal suo padrone originario. Questo gesto impressionò Seppala, che decise di non separarsene più.

Quando Togo ebbe otto mesi, dimostrò il suo valore come cane da slitta. Seppala era stato incaricato di trasportare rapidamente una consegna, che avrebbe comportato un viaggio di un giorno. Il musher partì, lasciando Togo legato all'interno del canile. Ma poco dopo che Seppala andò via, Togo si liberò, saltò la recinzione e partì per seguire le tracce della squadra. Li seguì fino al calar della notte e dormì, inosservato, vicino alla capanna dove Seppala stava dormendo. Il giorno dopo, Seppala lo vide da lontano e gli mise un'imbracatura per controllarlo e rimase sorpreso da come il cane si fosse sistemato all'istante. Togo percorse 75 miglia (120 km) nel suo primo giorno con l'imbracatura, cosa inaudita per un giovane cane da slitta inesperto, soprattutto un cucciolone. Seppala lo definì un "bambino prodigio" e in seguito aggiunse: "Avevo trovato un leader nato, qualcosa che avevo cercato di allevare per anni".

Togo iniziò il suo addestramento e, dopo alcuni anni, divenne stabilmente il cane guida della muta. Negli anni seguenti si affermò un leader naturale, dimostrando straordinaria dedizione, resistenza e intelligenza, qualità che gli permisero di salvare la vita del suo musher e della squadra in più di un’occasione. Una di queste avvenne durante l’attraversamento del Norton Sound, in mezzo a una bufera di neve. Seppala aveva appena ordinato a Togo di virare per evitare una crepa che si stava aprendo nel ghiaccio, quando il cane si fermò bruscamente, senza che gli fosse stato impartito alcun comando. Quando Seppala si avvicinò per rimproverarlo, scoprì che Togo non aveva disobbedito, ma aveva evitato un canale d’acqua aperto e in espansione, situato a meno di due metri dalla slitta e invisibile dall’altezza del musher. Quel gesto istintivo salvò l’intera squadra dall’annegamento nelle acque gelide.

Da adulto Togo arrivò a pesare 22 kg e aveva un mantello nero, marrone e grigio che lo faceva sembrare sporco. Divenne uno dei cani più amati da Seppala, con il quale instaurò un legame profondo, destinato a durare per tutta la vita. Al momento della storica corsa del siero, Togo aveva dodici anni ed era stato capo muta per sette.

La corsa del siero

Nel 1925, in risposta a un'epidemia di difterite scoppiata nella città di Nome e data l'impossibilità di trasportare le 300.000 unità di siero tramite aereo o treno direttamente in città, il lotto fu consegnato in treno da Anchorage a Nenana, dove fu prelevato dal primo di venti musher e più di 100 cani, per un totale di 18 mute, che trasportarono il siero per un totale di 674 miglia (1.085 km) fino a Nome.

Togo e Seppala percorsero 170 miglia (270 km) in direzione est da Nome fino alle porte di Shaktoolik, dove il 31 gennaio incontrarono la staffetta che trasportava il siero proveniente dalla direzione opposta. Per il viaggio di ritorno, la squadra di Seppala e Togo attraversò il fragile ghiaccio del Norton Sound. Il buio pesto della notte e una violenta bufera di neve impedirono a Seppala di vedere il percorso, ma Togo riuscì a raggiungere la stazione di servizio entro sera, evitando morte certa alla sua squadra. Dopo aver percorso 91 miglia (145 km) in un giorno, la squadra dormì per sei ore prima di ripartire alle 2 del mattino. Continuarono arrivando alla stazione di servizio di Golovin, dopo aver percorso complessivamente oltre 260 miglia (420 km) in tre giorni tra andata e ritorno, attraverso alcune delle parti più pericolose e insidiose del percorso, con una temperatura stimata intorno ai 34 gradi sotto lo zero. A Golovin, Seppala passò il siero alla squadra di Charlie Olsen, che a sua volta lo passò a Gunnar Kaasen e al suo capo muta, Balto, altro cane di proprietà di Seppala. Kaasen, guidato da Balto e dalla sua squadra, furono gli ultimi della staffetta, in quanto arrivarono a Nome il 2 febbraio portando il siero intatto in città, dopo avere percorso le restanti 53 miglia (85 km).

Dopo la corsa

Nonostante l'acclamazione e la fama di Balto, che si era preso tutto il merito della corsa del siero, nell'ottobre del 1926, Seppala, insieme a Togo e la sua muta di cani, decise di intraprendere lo stesso tour che era stato intrapreso da Kunner e Balto, passando da Seattle fino alla California, attirando grandi folle negli stadi e nei grandi magazzini. A New York, Seppala guidò la sua muta dai gradini del municipio lungo la Quinta Strada e Central Park. La muta apparve più volte al Madison Square Garden, gestito da Tom Rickard, ex residente di Nome, dove il 30 dicembre Togo ricevette una medaglia d'oro da Roald Amundsen.

Nel New England, Seppala e Togo parteciparono a diverse gare di slitte contro i locali del posto, vincendo con un ampio margine. Il successo delle gare di Seppala e la celebrità ottenuta grazie alla corsa del siero, permisero a Seppala di avviare un allevamento di cani siberiani e una collaborazione con la musher Elizabeth Ricker a Poland Spring, nel Maine. Togo trascorse la sua pensione presso l’allevamento Ricker Kennel, dove visse serenamente dopo il ritiro dal lavoro con le slitte. In quegli anni fu impiegato come cane da riproduzione, contribuendo a gettare le basi delle moderne razze di cani da slitta, note come Seppala Siberian Sleddog e Siberian husky.

Dopo diversi anni di pensionamento, Togo fu soppresso sotto lo sguardo commosso di Seppala il 5 dicembre 1929, all'età di 16 anni, a causa di dolori articolari e cecità parziale. Nel 1960 Seppala scriverà: “Non ho mai avuto un cane migliore di Togo. La sua resistenza, lealtà e intelligenza erano insuperabili. Togo è stato il miglior cane che abbia mai percorso la pista dell'Alaska”.

Dopo la sua morte, su richiesta di Seppala, Togo venne imbalsamato ed esposto all'Iditarod Trail Headquarters Museum di Wasilla, in Alaska, dove tutt'oggi è visitabile. Nel 1997 ottenne per la prima volta una statua, sebbene affiancata a quella di Balto, allo zoo Cleveland Metroparks. Nel 2001 ottenne finalmente una statua individuale, inizialmente di dimensioni ridotte, nel Lower East Side di Manhattan e successivamente trasferita al Seward Park. Un'altra statua è eretta presso il Poland Spring Preservation Society di Poland, Maine, ricordando Togo nella sua eroica impresa.

Influenza culturale

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Sulle sue vicende è stato realizzato, nel 2019, il film Togo - Una grande amicizia diretto da Ericson Core e prodotto dalla Walt Disney Pictures; nel 2020 venne realizzato il film Balto e Togo - La leggenda diretto da Brian Presley.

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