Tiziano Tessitori

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Tiziano Tessitori
TizianoTessitori.jpg

Ministro per la riforma della pubblica amministrazione
Durata mandato 24 giugno 1968 –
19 novembre 1968
Presidente Leone II
Predecessore Virginio Bertinelli
Successore Eugenio Gatto

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature I, II, III, IV, V
Gruppo
parlamentare
DC
Collegio Udine
Sito istituzionale

Deputato dell'Assemblea Costituente
Collegio XI Udine
Incarichi parlamentari
  • 1a Giunta delle elezioni
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato

Tiziano Tessitori (Sedegliano, 13 gennaio 1895Udine, 19 aprile 1973) è stato un politico italiano, ministro e sottosegretario di vari governi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Terzo figlio di una modesta famiglia friulana, figlio di Domenico, piccolo proprietario terriero, nel 1909 entra nel Seminario Arcivescovile di Udine ed entra in contatto con le idee moderniste.

Arruolato nell'esercito, Tessitori partecipa alla prima guerra mondiale ed è testimone della ritirata di Caporetto, scrivendo anche alcune lettere dal fronte che saranno pubblicate dal giornale L'Avvenire d'Italia.

Il 15 agosto 1919 aderisce al Partito popolare su invito dell'avvocato Agostino Candolini. I due diventeranno leader delle leghe bianche contadine, e il 13 luglio del 1920 otterranno la riforma dei patti agrari.

Il 19 marzo del 1921 sposa Lucia Gori, figlia del pittore preraffaellita Tita Gori. Avranno quattro figli: Agostino, Giustina, Anna e Luisa.

Nel maggio del 1921 è eletto nelle file del Partito popolare: è il più giovane deputato d'Italia (decadrà nel maggio del '22 perché la sanatoria per gli eletti con meno di trent'anni non passa).

Il 6 ottobre del 1921 lancia dalle colonne de L'Avvenire d'Italia l'appello alla collaborazione tra popolari e socialisti per fermare l'avanzata del fascismo.

Durante gli anni della dittatura si ritira dalla vita politica ed esercità l'attività forense. Collabora con la rivista letteraria Il frontespizio di Giovanni Papini.

Il 12 luglio del 1945 sul quotidiano del Cln Libertà enuncia in tre articoli il suo “manifesto per l'autonomia friulana”: è l'avvio di una lunga battaglia che porterà alla nascita del Friuli-Venezia Giulia affrancato dal Veneto e che gli varrà l'appellativo di “padre” della Regione.

Il 29 luglio del 1945 fonda l'Associazione per l'autonomia friulana. In ottobre accetta l'invito a iscriversi alla Dc per la quale è eletto deputato alla Costituente. Il presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi gli affida l'incarico di illustrare per primo, alla Camera, la posizione regionalista della Dc nella stesura della Costituzione.

L'11 gennaio 1947 nasce il Comitato per l'autonomia regionale. Il 19, all'assemblea del Movimento popolare friulano per l'autonomia regionale, appena fondato da Gianfranco D'Aronco, Chino Ermacora e Pier Paolo Pasolini, che si tiene al cinema Puccini di Udine, Tessitori tiene il suo comizio più noto sulla Regione friulana.

Il 27 giugno del 1947, con l'emendamento Tessitori, la Costituente approva lo statuto speciale per la regione Friuli-Venezia Giulia. Tutte le forze politiche friulane sono contrarie: temono che la specialità esponga al pericolo di rivendicazioni slave. Con Tessitori si schiera soltanto il Movimento di D'Aronco.

22 luglio 1947: attentato a Tessitori. Un ordigno è installato all'ingresso di casa, per fortuna senza conseguenze. La Costituente approva la X norma transitoria che si tradurrà in un rinvio dello statuto di quindici anni.

Dal ‘50 al '53 Tessitori è sottosegretario al Tesoro nei governi De Gasperi. È anche nominato alto commissario alla Sanità. Luglio 1960 è ministro della Riforma burocratica (il primo ministro del Friuli repubblicano). Una curiosità: è Tessitori a legalizzare l'uso della penna a sfera nella firma di contratti e atti pubblici.

25 giugno 1962: in senato presenta quattro emendamenti: istituzione della provincia di Pordenone, Udine capoluogo amministrativo per ragioni geopolitiche, Trieste città speciale nella specialità della Regione, con ampia potestà di autogoverno. La Dc lo sconfessa. Il 24 luglio lo statuto speciale è approvato. Nasce dai progetti di Lorenzo Biasutti, Armani, Schiratti, Toros, Pelizzo, e di Tessitori. Per quasi l'intero decennio è presidente della Filologica friulana, dell'Ente Friuli nel mondo e della Deputazione di storia patria per la quale pubblica una serie di saggi (il più noto è: Albori del socialismo in Friuli). Scrive: Cristo. Processo, condanna, resurrezione. Nel '64 dà alle stampe la Storia del movimento cattolico in Friuli dal 1858 al 1917. Scrive di lui il medievalista Carlo Guido Mor: “Tessitori è uno storico che cerca dietro il documento un'idea (…) Cercare le idee altrui, ecco un problema contemporaneo”.

1966. Pubblica Friuli 1866. Uomini e problemi, e una raccolta dei suoi Discorsi parlamentari. Nel maggio del '68 è rieletto senatore. Pochi mesi dopo è di nuovo ministro della Riforma burocratica. Nel '69 pubblica San Paolo, un saggio-romanzo sulle origini della predicazione cristiana. Nel '72 dà alle stampe una Storia del Partito popolare in Friuli 1919-1925.

Si spegne a Udine a 78 anni, il 19 aprile 1973.[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Meloni, Tiziano Tessitori, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, 1993
  • Roberto Meroi, Intervista immaginaria a Tiziano Tessitori, Udine, Edizioni Designgraf, 2017
Controllo di autorità VIAF: (EN79421532 · SBN: IT\ICCU\CFIV\114949 · GND: (DE11937854X