Tito Livio De Sanctis

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Tito Livio De Sanctis (San Martino sulla Marrucina, 10 luglio 1817Napoli, 8 febbraio 1883) è stato un medico e insegnante italiano.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e primi studi[modifica | modifica wikitesto]

Tito Livio De Sanctis nacque a San Martino sulla Marrucina, in una famiglia di modeste condizioni, da Francesco Saverio e da Colomba De Sanctis. Egli eseguì i suo primi studi nel collegio di Chieti mostrando immediatamente una certa propensione per lo studio e maturando nel tempo un'ottima cultura umanistica .[1]

Prime esperienze[modifica | modifica wikitesto]

Le prime esperienze in campo medico furono affrontate a l'Aquila grazie all'aiuto di uno zio prete.[2] Qui infatti vi era la possibilità, come anche a Bari, Salerno e Catanzaro, di seguire diversi corsi di studio quali Diritto, Anatomia, Fisiologia e chirurgia, configurando tale sede come un reale Liceo. Una volta terminato il percorso di studi si sosteneva la laurea presso l'Università di Napoli da cui tali licei dipendevano. Recatosi a Napoli il De Sanctis portò avanti parallelamente due passioni: da un lato approfondì i suoi studi in campo medico e la sua formazione scientifica, grazie soprattutto a corsi di docenti privati molto in voga al tempo nella città; dall'altro continuò ad occuparsi delle belle arti e portò avanti la pratica della pittura.[1] La carriera medica del De Sanctis dunque prese forma proprio in questa città dove, dalla prima metà del XIX secolo, la scuola chirurgica aveva ripreso un certo vigore. Tuttavia, nel giro di pochi anni, la qualità di tale università decadde pericolosamente poiché non se ne seppe mantenere alto lo statuto.[1] Fu allievo di Salvatore Tommasi, anch'egli nato in Abruzzo e laureatosi in medicina presso l'Università di Napoli nel 1845. Quest'ultimo riconobbe immediatamente l'ingegno del De Sanctis affidandogli ben presto grandi incarichi come quello di redattore della rivista Il Sarcone, fondata da Tommasi stesso nel 1844.[1] Il Sarcone era una rivista medica in cui venivano affrontate e divulgate varie novità in campo scientifico. Immediatamente il medico diede ottima dimostrazione di se, riuscendo a far confluire in quel lavoro le sue conoscenze in campo artistico, la passione per la lingua italiana e la preparazione scientifica.[1]

Nuovi incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1846 concorse vittoriosamente alla cattedra di Lingua e Letteratura nel collegio di Marina e, nonostante gli innumerevoli impegni che la carriera chirurgica comportava, mantenne per sempre l'incarico.[1] La carriera medica del De Sanctis continuava ad avanzare brillantemente, tanto che ottenne un posto come chirurgo aggiunto nell'ospedale dei Pellegrini e nell'ospedale degli Incurabili, due tra i migliori ospedali della città.[1] Questi erano stati fondati negli anni in cui Napoli era Capitale d'Italia. In modo particolare per l'ospedale degli Incurabili, così chiamato perché i pazienti che sostavano lì non potevano essere curati nel proprio domicilio ma erano costretti al ricovero, passarono tutti i migliori chirurghi napoletani.[3]. Nel 1850 anche il De Sanctis procedette con l'apertura di uno studio privato di Patologia chirurgica che, godendo di un'ottima qualità, fu tra i più frequentati della città. All'interno di tale studio anche la preparazione degli allievi era impeccabile, permettendo al medico di acquisire un'eccezionale esperienza clinica e didattica.[1] Nel 1860 la situazione universitaria napoletana migliorò grazie ad un nuovo ordinamento degli studi. Anche sul piano chirurgico si ebbero grandi progressi come l'introduzione della narcosi e del trattamento antisettico.[1] Il De Sanctis seguì gli esiti di quella trasformazione, praticando una chirurgia legata a tali progressi scientifici.[1] Nel frattempo i rapporti con il Tommasi rimasero integri, tanto che collaborarono alla fondazione del periodico medico Il Morgagni, sul quale il De Sanctis stesso pubblicò vari lavori, e del quale curava la parte chirurgica. L'anno dopo, nel 1861, vinse il concorso per la cattedra di patologia chirurgica e iniziò il suo insegnamento presso l'università di Napoli.[1] Medico umanista, brillante oratore, le sue lezioni riscuotevano un grandissimo successo per il rigore, la chiarezza e l'eleganza delle linee espositive. Fu ricordato come uno dei più stimati docenti dell'Università napoletana di quell'epoca.[1] Fu uno scrittore prolifico. Tra le sue opere più importanti si ricordano Corso generale di Patologia Chirurgica, un testo adottato per anni dalla scuola chirurgica napoletana, Ulceri e piaghe: saggio di clinica chirurgica, Chirurgia italiana e la Patologia Cellulare e una serie di poesie in gran parte inedite.[4] Si occupò, nel suo piccolo, anche di storia della medicina, realizzando una biografia di Michele Sarcone, medico napoletano vissuto nel 700, intitolata proprio Biografia di Michele Sarcone, scritto che fece scalpore negli ambienti culturali.[5]

«I napoletani hanno due gravissimi obblighi verso la memoria di Michele Sarcone: uno di riconoscenza per la gloria che ha conquistato alla patria, l'altro di risarcimento per l'ingiusto oblio in cui fu tenuto vivente. La nascita di quest'uomo illustre è cinta di un mistero che i contemporanei hanno voluto rispettare ma che la Storia ha l'obbligo di rivelare perché non riguarda nè la scienza nè la moralità del medico...[6]»

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante gli impegni di chirurgo e di insegnante Il De Sanctis riuscì tutta la vita ad assecondare la sua passione per la pittura e la letteratura.[1] Morì a Napoli l'8 Febbraio 1883.[1]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La Corporazione sancti martini, associazione onlus di studi storici e culturali di San Martino sulla Marrucina, intende creare un largo dedicato al De Sanctis. Il luogo sarà ricavato nello spazio creatosi dopo la demolizione avvenuta qualche anno fa di un fatiscente edificio. Tale largo intende diventare uno spazio per manifestazioni come letture pubbliche o musica dal vivo; ha anche il compito di creare una nuova area verde attrezzata per i martinesi ed i visitatori della cittadina in cui sarà presente un busto del De Sanctis.[7].

Scritti principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Ulceri e piaghe: saggio di clinica chirurgica, Napoli, 1861.
  • Corso generale di patologia chirurgica, Napoli, 1867.
  • La chirurgia italiana e la patologia cellulare, Napoli, 1871-1872.
  • La scuola, Napoli, 1881-1882.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Armocida, Dizionario Biografico degli Italiani, 1991 op.cit.
  2. ^ Garosi, Medici Letterati Abruzzesi nella storia della medicina, 2014, p.203.
  3. ^ Si veda Chirurghi epocali di Napoli Capitale Archiviato il 2 febbraio 2017 in Internet Archive.
  4. ^ Garosi, Medici Letterati Abruzzesi nella storia della medicina, 2014, p.204.
  5. ^ Garosi, Medici Letterati Abruzzesi nella storia della medicina, 2014, p.205.
  6. ^ Michele Sarcone.
  7. ^ Si veda Corporazione sancti martini Archiviato il 7 febbraio 2017 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Angrisani, Il Cardarelli, 1963, volume 5.
  • Giuseppe Armocida, Dizionario biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Volume 39, 1991.
  • Gianfranco Garosi, Medici-Letterati Abruzzesi nella Storia della Medicina, Giacinti Damiani Editore, Teramo, 2014, pp. 203-207.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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