Tito Erminio Aquilino

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Tito Erminio Aquilino
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica Romana
Nome originale Titus Herminius Aquilinus
Morte 496 a.C.
Lago Regillo
Gens Herminii
Consolato 506 a.C.

Tito Erminio Aquilino (in latino: Titus Herminius Aquilinus; ... – 496 a.C.) è stato un politico e militare romano del VI secolo a.C. Era uno dei generali che comandavano le truppe di Tarquinio il Superbo quando questi fu cacciato.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione del Pons Sublicius secondo Luigi Canina.

Insieme al collega console Spurio Larcio, aiutò Orazio Coclite a difendere il ponte Sublicio e ad arrestare l'avanzata degli Etruschi guidati da Porsenna, mentre i compagni lo demolivano per impedire che i nemici passassero il Tevere.

Si coprì di gloria anche nel proseguimento della guerra contro i re di Chiusi, guidando contingenti di soldati romani contro gli etruschi assedianti.

« ....Publio Valerio ordina allora a Tito Erminio di appostarsi con un modesto contingente sulla via Gabinia a due miglia da Roma; a Spurio Larcio, invece, di andare alla porta Collina con un corpo di giovani fanti armati alla leggera e di attendere il passaggio dei nemici per poi tagliare loro la via della ritirata facendo da diaframma tra essi e il fiume. Dei due consoli, Tito Lucrezio uscì dalla porta Nevia con alcuni manipoli, mentre Valerio guidò personalmente sul monte Celio delle truppe scelte che per prime sarebbero state viste dal nemico. Appena Erminio capì che lo scontro era iniziato, uscì dal suo nascondiglio e piombò sulle retrovie degli Etruschi che invece erano rivolti nella direzione di Lucrezio. A sinistra, dalla porta Collina, e a destra, da quella Nevia, gli rispose un coro di voci: i predatori furono circondati e fatti a pezzi, inferiori com'erano di numero ai Romani e oltretutto tagliati fuori da ogni possibile ritirata. Questo episodio segnò la fine delle scorribande etrusche. »
(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, lib. II, par. 11)

Nel 506 a.C. fu eletto console, collega dello stesso Spurio Larcio con cui aveva difeso il ponte Sublicio, e 10 anni dopo partecipò come legato alla battaglia del Lago Regillo (496 a.C.), che per alcuni decenni segnò la supremazia dei romani sui Latini. Durante la battaglia riusci ad uccidere Ottavio Mamilio, uno dei due comandanti dello schieramento nemico, rimanendo lui stesso ucciso, per le ferite riportate nello scontro.

Critica storica[modifica | modifica sorgente]

Lo storico tedesco Barthold Georg Niebuhr suggerì che il consolato di Tito Erminio Aquilino e Spurio Larcio del 506 a.C., per il quale gli annali non registrano alcun avvenimento significativo, fosse stato inserito a posteriori, per coprire il periodo di dominazione degli etruschi di Porsenna su Roma[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Barthold Georg Niebuhr, Storia di Roma, vol. i, p. 536.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Fonti secondarie[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Fasti consulares Successore Consul et lictores.png
Publio Valerio Publicola III
e
Marco Orazio Pulvillo II
(506 a.C.)
con Spurio Larcio I
Marco Valerio Voluso Massimo
e
Publio Postumio Tuberto I