RMS Titanic

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RMS Titanic
RMS Titanic 3.jpg
Il Titanic alla partenza da Southampton, 10 aprile 1912
Descrizione generale
Government Ensign of the United Kingdom.svg
TipoTransatlantico
ClasseOlympic
ProprietàWhite Star flag NEW.svg White Star Line
Porto di registrazioneLiverpool
Identificazione131428
Ordine1907
CostruttoriHarland and Wolff
CantiereBelfast, Irlanda del Nord
Impostazione31 marzo 1909
Varo31 maggio 1911
Completamento31 marzo 1912
Entrata in servizio10 aprile 1912
Destino finaleNaufragato il 15 aprile 1912 per collisione con un iceberg al largo di Terranova
Caratteristiche generali
Stazza lorda46.328 tsl
Lunghezza269,9 m
Larghezza28 m
Altezza53,3 m
Pescaggio10,5 m
Propulsione29 caldaie, 2 motrici a cilindri contrapposti, 1 turbina a bassa pressione; tre alberi motore con elica.
Velocità24 nodi (44 km/h)
Equipaggio898 membri
Passeggeri1 308 persone
  • Terza classe: 709
  • Seconda classe: 277
  • Prima classe: 322
Note
Soprannome"L'Inaffondabile"

Fonti citate nel corpo del testo

voci di navi passeggeri presenti su Wikipedia

L'RMS Titanic è stato un transatlantico britannico della classe Olympic naufragato nelle prime ore del 15 aprile 1912, durante il suo viaggio inaugurale, a causa della collisione con un iceberg avvenuta nella notte.

Secondo di un trio di transatlantici, il Titanic, assieme ai suoi due gemelli RMS Olympic e HMHS Britannic, era stato progettato per offrire un collegamento settimanale di linea con l'America e garantire il dominio delle rotte oceaniche alla White Star Line. Costruito presso i cantieri Harland and Wolff di Belfast, il Titanic rappresentava la massima espressione della tecnologia navale del tempo ed era il più grande e lussuoso transatlantico del mondo. Durante il suo viaggio inaugurale (da Southampton a New York, via Cherbourg e Queenstown), entrò in collisione con un iceberg alle 23:40 (ora della nave) di domenica 14 aprile 1912.

L'impatto con l'iceberg provocò l'apertura di alcune falle sotto la linea di galleggiamento, allagando i primi 5 compartimenti stagni del transatlantico, che 2 ore e 40 minuti più tardi provocarono l'inabissamento della nave (alle 2:20 del 15 aprile), facendola spezzare in due tronconi. Nel naufragio persero la vita tra le 1490 e le 1523 persone, compresi i membri dell'equipaggio; solo 706 persone riuscirono a sopravvivere, 6 delle quali furono salvate fra la gente finita in acqua. L'evento suscitò enorme sconcerto nell'opinione pubblica e portò alla convocazione della prima conferenza sulla sicurezza della vita umana in mare.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Titanic cutaway diagram.png Titanic side plan 1911.png
Titanic plans.jpg Titanic Starboard View 1912.gif
Planimetrie e modellino del Titanic

Il Titanic era stato progettato per competere con l'RMS Lusitania e l'RMS Mauretania, transatlantici della compagnia rivale Cunard Line, che erano all'epoca le navi più lussuose, veloci e imponenti impegnate sulle rotte transatlantiche.[1] Poiché svolgeva anche il servizio postale, le fu assegnato il prefisso RMS (Royal Mail Ship) oltre a SS (Steam ship, piroscafo). La nave era stata progettata da William Pirrie, presidente della Harland and Wolff, dall'architetto navale Thomas Andrews, che era il capo progettista, e da Alexander Carlisle. La costruzione fu finanziata dall'armatore statunitense John Pierpont Morgan con la sua società, la International Mercantile Marine Co.[1]

Il Titanic in costruzione senza le sovrastrutture
Il Titanic quasi completato

Il progetto era decisamente ambizioso ed era nato da un accordo nel 1907 tra Joseph Bruce Ismay, presidente della compagnia White Star Lines e William Pirrie, presidente dei cantieri Harland and Wolff: lo scafo aveva una lunghezza di 268,83 metri, una larghezza di 28,4 metri e un'altezza di 53,3 m,[2][3] con un pescaggio di 18 m.

Il cantiere della nave fu avviato il 31 marzo 1909. Lo scafo del Titanic fu varato il 31 maggio 1911 e le sovrastrutture furono completate il 31 marzo dell'anno seguente.[1]

Il lavoro di costruzione delle navi era difficile e pericoloso. Per i 15.000 uomini che all'epoca lavoravano presso la Harland and Wolff, le precauzioni di sicurezza[4] erano molto rudimentali; gran parte del lavoro venne svolto senza attrezzature di sicurezza, come elmetti o guanti. Di conseguenza, durante la costruzione del Titanic, sono stati registrati 246 feriti, 28 dei quali "gravi", come braccia amputate da macchine o gambe schiacciate sotto la caduta di pezzi di acciaio. Sei persone sono morte sulla nave stessa mentre veniva costruita e allestita, e altre due sono morte nelle officine e nei capannoni del cantiere navale.[5] Poco prima del varo, un operaio venne ucciso da un pezzo di legno che gli cadde addosso.[6]

Le prove in mare si svolsero il 2 aprile 1912.[7] Per seguire tali prove, a bordo c'erano 78 tra piloti e fuochisti e 41 membri dell'equipaggio, mentre nessun membro del personale domestico sembra fosse a bordo.[8] Per tutta la giornata, la nave venne sottoposta a test di velocità e manovrabilità (come arresti di emergenza durante, misurazioni delle qualità di manovra a velocità diverse). Durante questi test, la nave mostrò di potersi fermare solo in una distanza di tre volte la sua lunghezza. Francis Carruthers, ispettore del Board of Trade, avendo il nuovo transatlantico soddisfatto tutti i requisiti imposti dal governo britannico, firmò il certificato di navigabilità n. 131428, valido per un periodo di un anno. Fu inserito nel registro navale del porto di Liverpool col numero ufficiale di vascello 131428 e sigla telegrafica "MGY".

Il Titanic mentre lascia Belfast il 2 aprile 1912

Il nome deriva dai "Titani", figure della mitologia greca.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Scafo[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio delle eliche della nave, durante la costruzione. Queste rappresentate in foto, in realtà, appartengono all'Olympic: non esistono foto di quelle del Titanic, ma erano praticamente identiche.

Il Titanic, come i gemelli, doveva essere un transatlantico lussuosissimo, con ogni comodità all'interno e ogni sfarzo possibile; ciò valeva anche per la terza classe, che era molto più abitabile di qualsiasi pari classe delle altre compagnie navali. Contava 46 328 tonnellate di stazza lorda (contro le 45324 dell'RMS Olympic, in quel momento la nave più grande del mondo[9]). Tutte e tre le navi della classe Olympic avevano dieci ponti (escludendo la parte superiore degli alloggi degli ufficiali), otto dei quali erano destinati ai passeggeri. Sebbene avesse la stessa lunghezza del gemello Olympic, aveva un tonnellaggio lordo maggiore per via del maggiore spazio interno, dovuto principalmente alla chiusura di parte della passeggiata sul ponte "A" con finestre parzialmente apribili.[10]

La nave aveva una capacità utile di 3547 persone tra passeggeri ed equipaggio. L'allestimento di bordo comprendeva una piscina coperta di 9 × 4 m nel ponte F su modello dell'Olympic, una palestra, un bagno turco e un campo di squash.[11] Le cabine di prima classe erano rifinite con la massima sfarzosità. Vi erano 34 suite, ognuna delle quali dotata di soggiorno, sala di lettura e sala da fumo; ognuna era arredata in stile diverso. Erano disponibili tre ascensori per la prima classe e, come novità, un ascensore anche per la seconda classe. La chiglia della nave aveva un doppio fondo cellulare[12] e lo scafo era suddiviso in 16 compartimenti stagni, le cui porte a ghigliottina si potevano chiudere automaticamente dal ponte di comando; in mancanza di energia elettrica si potevano chiudere sfruttando la forza di gravità. Questi comparti, però, non attraversavano tutta l'altezza dello scafo, ma si fermavano al ponte "E". Il Titanic avrebbe potuto galleggiare anche con due dei compartimenti intermedi allagati oppure con tutti i primi quattro compartimenti di prua allagati. La collisione con l'iceberg causò però l'allagamento dei primi cinque compartimenti stagni e il conseguente inabissamento avvenne nella notte del 15 aprile 1912.[13]

Le macchine[modifica | modifica wikitesto]

La propulsione era a vapore.[2] Era un piroscafo, a differenza delle tipologie successive, definite motonavi, dotate di motori diesel. Il vapore azionava due motrici alternative invertibili a triplice espansione, ciascuna costituita da quattro cilindri in linea (un cilindro ad alta pressione, un cilindro a pressione intermedia e due cilindri a bassa pressione), che imprimevano la rotazione alle due eliche esterne mediante un albero di trasmissione. L'elica centrale era invece direttamente azionata da una turbina Parson a bassa pressione non invertibile.[14] In merito alla non invertibilità del motore a turbina, da più parti si è sostenuto che questa fu una probabile causa dell'inerzia con cui il Titanic rispose alla manovra di scampo per evitare la collisione con l'Iceberg.[15]

Le macchine alternative del Titanic e dell'Olympic restano le più grandi mai costruite[15], occupando quattro ponti in altezza, sviluppando quasi 38 megawatt (52 000 CV) di potenza[15] e muovevano le due eliche laterali.[15]

Ricostruzione della sala radio del Titanic
L'unica fotografia nella sala radio del Titanic, Harold Bride è seduto da dietro

Le 29 caldaie, aventi un diametro di 5 metri ciascuna, erano in grado di bruciare circa 728 tonnellate di carbone al giorno. La velocità di crociera era di 21 nodi (39 km/h) e la velocità massima era di 26 nodi (48 km/h).[14] Solamente tre dei quattro fumaioli erano funzionanti, infatti il quarto aveva solo la funzione di presa d'aria e fu aggiunto per rendere la figura della nave più imponente[16]; erano dipinti in ocra e nero, come voleva la tradizione della White Star, mentre il rosso era il colore della Cunard Line.[10] Il Titanic era un gioiello di tecnologia ed era ritenuto «praticamente inaffondabile».[13]

La sala radio[modifica | modifica wikitesto]

La sala radio del Titanic era considerata, insieme a quella dell'Olympic, la più moderna e potente mai installata su un bastimento: la portata raggiungeva una distanza di circa 400 miglia (640 km).[17] Le antenne erano collocate sui due alberi maestri a un'altezza di 60 metri e ad una distanza tra loro di 180 metri. In caso di emergenza, il generatore elettrico poteva essere sostituito da un generatore diesel.[15]

I radiotelegrafisti, Jack Phillips e Harold Bride, non erano dipendenti della White Star Line, bensì della Marconi International Marine Communication Company. Il servizio era attivo 24 ore su 24; principalmente venivano inviati messaggi privati dei passeggeri, ma venivano gestiti anche messaggi di navigazione, inclusi bollettini meteorologici e avvisi di ghiaccio.[17]

Le lance di salvataggio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lance di salvataggio del RMS Titanic.
Schema delle lance di salvataggio, con orario di calo in mare e numero di passeggeri a bordo di ognuna

Il Titanic aveva 16 gru del tipo "Welin", ciascuna in grado di sostenere quattro scialuppe di salvataggio, come aveva originariamente pianificato l'architetto Carlisle. Ciò dava al Titanic la capacità di trasportare fino a 64 lance in legno, che sarebbero state sufficienti per 4.000 persone, molto più della sua capacità effettiva. Tuttavia, la White Star Line decise che sarebbero state trasportate solo 16 scialuppe e quattro lance pieghevoli, che potevano ospitare appena 1.178 persone, solo un terzo della capacità totale della nave. Infatti, a quel tempo, i regolamenti del Board of Trade richiedevano che le navi britanniche di oltre 10.000 tonnellate trasportassero solo 16 scialuppe, con una capacità di 990 occupanti.[18]

Gli interni[modifica | modifica wikitesto]

Prima classe[modifica | modifica wikitesto]

Lo scalone di prima classe. Questo rappresentato in foto, in realtà, appartiene all'Olympic: non esistono foto di quello del Titanic, ma erano praticamente identici. La maggior parte delle foto credute del Titanic in realtà appartengono alla nave gemella e, al tempo, più famosa. Nel Titanic erano principalmente fotografate (in modo professionale e di qualità) solo le nuove parti, differenti da quelle dell'Olympic.

Il Titanic era stato costruito seguendo uno stile molto simile a quello degli hotel di alta classe dell'epoca; il Ritz Hotel di Londra era stato preso come punto di riferimento. L'obiettivo era quello di trasmettere l'impressione che i passeggeri fossero in un hotel galleggiante piuttosto che in una nave. Le cabine di prima classe erano le più eleganti di qualsiasi altro transatlantico. Erano arredate in vari stili[19] (Regency, Olandese moderno, Olandese Antico, Impero, Luigi XV, Luigi XVI, Regina Anna, Georgiano e Rinascimento italiano). Per i passeggeri più abbienti erano disponibili le suite; tra queste erano presenti 2 presidential suites e 2 royal suites, ancora più sfarzose. Le royal suites (B54 e B56) erano decorate in stile Luigi XVI e comprendevano un soggiorno, tre camere da letto (due singole e una matrimoniale), due bagni privati, due guardaroba e un ponte di passeggiata privata.[20]

I lussi della prima classe[modifica | modifica wikitesto]

  • Il salone era stato ideato per i passeggeri che desiderassero trascorrere il tempo leggendo, giocando a carte, bevendo il tè o ascoltando la musica dell'orchestra. La sala era decorata con grandi pannelli in quercia in stile Luigi XV, i cui motivi ornamentali erano stati tratti dal palazzo di Versailles. Su un lato della sala era situato un piccolo camino in marmo, sul quale poggiava una statuetta di Artemide. Al centro della sala un grande lampadario illuminava l'ambiente.[21]
  • La sala di scrittura e di lettura era frequentata perlopiù da signore che si potevano riunire a ogni ora del giorno.[22] La sala era arredata in stile georgiano ed era disposta in due ambienti separati da un grande arco sostenuto da colonne con capitelli corinzi.[21]
  • La sala-fumatori era situata tra il terzo e il quarto fumaiolo. Gli uomini potevano raggiungere la sala durante tutta la giornata, ma era frequentata soprattutto dopo cena. Era arredata in stile georgiano (Settecento inglese), con grandi pannelli in mogano scuro e intarsi di madreperla. A decorare la sala vi erano anche grandi vetrate colorate illuminate artificialmente. Le finestre che davano sul ponte di passeggiata erano decorate con scene di porti di tutto il mondo.[21]
La cabina di prima classe B-58
  • Le due piccole salette del Verandah Café, due ristoranti ai quali si poteva accedere dal ponte di passeggiata o da una porta girevole dalla sala-fumatori. Erano presenti grandi finestre affacciate sull'oceano che davano l'impressione di stare all'aria aperta.[23]
  • Il Café Parisien, dove si poteva gustare lo stesso menù del ristorante À la Carte adiacente. L'ambiente era ideato per assomigliare a una tipica passeggiata parigina, completa di piante rampicanti e mobili in vimini.[24]
  • La sala di reception, situata sul ponte D, decorata in stile giacobiano, con grandi pannelli laccati bianchi e finestre impreziosite da decorazioni in ferro battuto. Poltrone, sedie, divani e tavolini erano in vimini con rivestimenti bordeaux e verdi. In un angolo della sala era collocato un grande pianoforte a coda. Prima di cenare i passeggeri potevano prendere un aperitivo e ascoltare la musica dell'orchestra.[21]
  • La grande sala da pranzo, dove i passeggeri si recavano per cena. Era l'area più spaziosa riservata alla prima classe, lunga 35 metri e larga 28, poteva ospitare 532 persone. Era arredata come la sala di reception, in stile giacobiano, ma, al posto dei pannelli scuri in quercia tipici delle residenze inglesi, le pareti e il soffitto erano laccati di bianco. L'ambiente era illuminato grazie a moltissime plafoniere. Le sedie del salone erano rivestite in pelle verde e, insieme ai mobili in rovere, dovevano contribuire a sostenere il tono complessivo della sala: il pavimento era decorato con piastrelle in linoleum blu scuro con fantasia rossa e gialla.[23]
La palestra
Il Café Parisien
La piscina del Titanic
  • Il bagno turco del Titanic, arredato in perfetto stile arabeggiante, era uno degli indicatori dell'esotismo che permeavano il periodo. Venne progettato in stile moresco seicentesco, con piastrelle verdi e azzurre.[25]
  • L'allestimento di bordo comprendeva tra l'altro una piscina coperta di 9 × 4 m nel ponte F su modello dell'Olympic, una palestra, un bagno turco e un campo da squash.[11]
  • L'ufficio postale, che era situato a dritta della nave e da cui deriva il prefisso RMS, sigla di Royal Mail Ship che significa "regia nave postale".[26]

Il ristorante À la Carte[modifica | modifica wikitesto]

Gestito da Luigi Gatti, il ristorante À la Carte era accessibile ai passeggeri di prima classe. A differenza del salone per le cene, questo ristorante permetteva di consumare i pasti tra le 20 e le 23, e non proponeva un menù fisso. Inoltre, il personale che gestiva questo ristorante non faceva ufficialmente parte dei membri dell'equipaggio della White Star Line.

Il Ristorante era arredato in stile Luigi XVI ed era illuminato da ampie vetrate. Il pavimento era decorato con tappeti Axminster ed erano presenti tavolini da due a otto posti, sebbene quelli da due fossero la maggioranza. Ogni tavolo era dotato di una lampada in porcellana e cristallo.

Il grande scalone[modifica | modifica wikitesto]

Il grande scalone di prima classe collegava tutti i ponti riservati alla prima classe, dal ponte aperto al ponte E. In realtà la doppia rampa incominciava sul ponte di coperta e finiva al ponte D. Lo scalone doveva essere arredato in stile William and Mary[27], ma francesizzato alla Luigi XIV, con balaustre in ferro battuto, alleggerite da fiori e foglie in bronzo; era sormontato al ponte di coperta da una grande cupola in vetro e ferro battuto che illuminava l'intero ambiente.[21]

Il corrimano del pianerottolo del ponte A era decorato da una grande lampada bronzea raffigurante un cherubino. Sul pianerottolo superiore era incassato un orologio fra due bronzi femminili, personificazione di Onore e Gloria che incoronano il Tempo. Sui pannelli dei pianerottoli di mezzo ponte erano situati grandi quadri. La grande scala sfociava al ponte D nella sala di reception, con un grande candeliere di 21 lampade. Sul retro della scala erano situati tre ascensori. Un ambiente identico ma rivestito di pannelli di legno chiaro collegava i ponti A, B e C, ed era utilizzato come sala di reception per i ristoranti del ponte B.[21]

La scalinata di prua era situata fra il primo e il secondo fumaiolo e la scalinata di poppa fra il terzo e il quarto. Sebbene lo scalone a poppavia fosse praticamente identico a quello di proravia, alcuni particolari erano diversi, quali l'orologio e la cupola. Infatti questa era situata più in basso rispetto a quella di proravia, in quanto si trovava sul ponte A.[21]

Ristorante À la carte

L'orchestra di bordo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Orchestra del RMS Titanic.

L'orchestra del Titanic era composta da otto musicisti, diretti da Wallace Hartley, che ne aveva supervisionato la formazione. Era composta da Theodore Brailey, John Hume, Percy Taylor, Frederick Clarke, John Woodward, Roger Bricoux e George Krins. I componenti erano tutti britannici tranne gli ultimi due (rispettivamente francese e belga) e avevano suonato per orchestre prestigiose. Vennero ingaggiati dalla Black Talent Agency, che deteneva, nonostante le critiche al riguardo, il monopolio delle orchestre dei transatlantici.[28]

Durante la traversata del Titanic, l'orchestra era formata da un quintetto e da un trio, nonostante non siano conosciute con precisione né la composizione precisa degli elementi, né i luoghi delle esibizioni e il repertorio. La loro presenza era particolarmente apprezzata dai passeggeri. I musicisti non facevano parte dell'equipaggio della nave, e viaggiavano come passeggeri di seconda classe. L'orchestra meritò le sue lettres de noblesse nella notte tra il 14 e il 15 aprile: i musicisti suonarono fino all'ultimo momento per contenere il panico. L'eroismo dell'orchestra è entrato nella leggenda, così come l'ultimo brano suonato, riguardo al quale le testimonianze non corrispondono, ma che si ritiene fosse Più presso a te, Signor. Ciononostante, alcuni storici sostengono che la presenza dell'orchestra abbia potuto creare una sensazione di sicurezza che ha impedito alle persone di abbandonare la nave rapidamente.[28]

Seconda e terza classe[modifica | modifica wikitesto]

Gli ambienti della seconda classe offrivano ai loro passeggeri un comfort superiore a quelli delle altre navi. Le cabine si trovavano sui ponti D, E, F e G, specialmente alle estremità del transatlantico, e avevano da 2 a 4 letti o cuccette. Avevano anche divani letto e stufe elettriche, che si rivelarono in parte difettose. Un biglietto di seconda classe costava circa £ 12.

Gli ambienti di di terza classe occupavano le porzioni di prua e di poppa della nave e la loro sala da pranzo si trova al centro del ponte F. La legge statunitense obbligava che i passeggeri di terza classe fossero separati dagli altri attraverso ringhiere, in modo da evitare il diffondersi di eventuali malattie. A differenza di altre navi dell'epoca, il Titanic non aveva enormi dormitori (ne era presente solo uno, situato sul ponte G). I passeggeri erano separati in base al sesso: le donne occuparono le cabine a poppa mentre gli uomini quelle a prua. Le cabine potevano ospitare da due a dieci persone e si trovano tra i ponti D e G.

Le famiglie potevano soggiornare nelle stesse cabine, situate al centro della nave. Alcune delle cabine erano dotate anche di un lavandino. Erano presenti solo due vasche da bagno per tutti i passeggeri di terza classe a bordo della nave. Il prezzo di un biglietto di terza classe variava da $ 15 a $ 40[costava più di quello di seconda, che costava 12 sterline?].

Il menù dell'ultimo pranzo a bordo

I costi[modifica | modifica wikitesto]

Il transatlantico Titanic costò circa 7,3 milioni di dollari (174 milioni di dollari del 2010).[29] Un biglietto di sola andata per New York, in suite di prima classe, costava 3100 $, circa 40000  del 2012[30]; in appartamento di prima classe costava 4350 $ (o 870 sterline del 1912 pari a 83200 dollari del 2007, circa 64100 €); in cabina di prima classe 150 $ (o 30 sterline dell'epoca, pari a 2975 $ del 2007 o 2300 €[31]). In cabina di seconda classe 60 $ (o 12 sterline dell'epoca pari a 1200 dollari del 2007, ovvero circa 930 €); mentre un biglietto di terza classe solo 32-40 $ (6-8 sterline dell'epoca, circa 595-793 dollari del 2007, fra i 458 e i 610 €)[32]. Tuttavia il prezzo variava in base alla stagione e al luogo di partenza.[33] Inviare un telegramma privato di 10 parole dal servizio telegrafico di bordo costava 3,12 dollari (12 scellini e 6 pence di allora, l'equivalente di 62 dollari del 2007, 48 euro) e 9 pence per ogni parola aggiuntiva.[34] Una partita a squash costava 50 centesimi ed una seduta al bagno turco 1 dollaro (rispettivamente 9 e 18 dollari odierni).[11]

Il viaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il Titanic attraccato al molo nel porto di Southampton prima della partenza

L'equipaggio[modifica | modifica wikitesto]

Filmato con immagini originali (1912)

Il Titanic contava circa 892 membri dell'equipaggio per il suo viaggio inaugurale.[35] Come altre navi del suo tempo, non aveva un equipaggio permanente e la stragrande maggioranza di essi erano lavoratori occasionali ingaggiati poche ore prima che salpasse da Southampton. Il processo di assunzione e reclutamento era iniziato il 23 marzo e alcuni erano stati inviati a Belfast, dove servirono da equipaggio ridotto durante le prove in mare del Titanic e il viaggio verso l'Inghilterra all'inizio di aprile.[36]

Agli ordini del Titanic c'era il comandante Edward Smith, al suo ultimo comando dopo una carriera durata oltre 40 anni. In una sua celebre dichiarazione aveva affermato di non riuscire a immaginare alcun tipo d'infortunio che potesse accadere a questi nuovi transatlantici, poiché la tecnica di costruzione era andata ben oltre gli incidenti che si potessero allora immaginare. Egli volle al suo fianco un comandante in seconda più esperto di quello che gli era stato assegnato: all'ultimo momento chiese quindi alla Compagnia di trasbordare Henry Tingle Wilde sul Titanic almeno per il viaggio inaugurale. Wilde, che prima si trovava sull'Olympic, subentrò così a William McMaster Murdoch, il quale retrocesse alla funzione di 1º ufficiale; il 1º ufficiale Charles Lightoller diventò il 2°, mentre il 2°, di nome Blair, fu trasferito. Quest'ultimo andandosene portò con sé gli unici binocoli presenti a bordo, che erano suoi personali, ignorando che sulla nave non ce ne fossero altri poiché, per via di una dimenticanza, non furono imbarcati quelli ad essa esclusivamente assegnati. Sembra che Wilde non fosse entusiasta per l'improvviso cambiamento e prima dello scalo a Queenstown scrisse alla sorella: «Questa nave continua a non piacermi, mi dà una strana sensazione».[37]

Il comandante Edward Smith

La grande maggioranza dell'equipaggio non era quindi di formazione prettamente marinaresca, ma era un insieme di macchinisti, pompieri, fuochisti, responsabili della manutenzione dei motori, personale di camera, delle cambuse e responsabili dei passeggeri.[38] Di questi, oltre il 97% erano uomini; solo 23 membri dell'equipaggio erano donne, principalmente assistenti di bordo.[39] Il resto rappresentava ad una grande varietà di mansioni: panettieri, cuochi, macellai, pesciaioli, lavapiatti, camerieri, istruttori ginnici, lavandai, cabinisti, addetti alle pulizie e persino un tipografo, che stampava il quotidiano di bordo destinato ai passeggeri chiamato Atlantic Daily Bulletin, contenente le ultime notizie ricevute dagli operatori telegrafici della nave.[40]

La maggior parte dell'equipaggio si imbarcò a Southampton il 6 aprile.[41] In tutto, 699 membri dell'equipaggio provenivano da tale città.[39] Alcuni specialisti erano lavoratori autonomi o erano subappaltatori. Tra questi vi erano i cinque impiegati postali, che lavoravano per la Royal Mail britannica e il Dipartimento delle Poste degli Stati Uniti, lo staff del ristorante della prima classe À la carte e il Café Parisien, gli operatori radiofonici, impiegati da Guglielmo Marconi, e gli otto musicisti, che erano impiegati di un'agenzia e viaggiavano come passeggeri di seconda classe.

Lo stipendio dell'equipaggio[modifica | modifica wikitesto]

La paga dell'equipaggio variava considerevolmente, dalle 105 £ del capitano Smith al mese (equivalenti a 10.200 £ oggi) alle 3,10 £ (£ 340 oggi) destinate alle hostess. Il personale addetto alle consegne meno retribuito avrebbe potuto tuttavia integrare lo stipendio in modo sostanziale grazie alle mance dei passeggeri.[42]

I passeggeri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Passeggeri del RMS Titanic.
John Jacob Astor era il passeggero più facoltoso sul Titanic

I passeggeri del Titanic erano circa 1 317: 324 in prima classe, 284 in seconda e 709 in terza; 869 (66%) erano maschi e 447 (34%) femmine. C'erano 107 bambini a bordo, il maggior numero dei quali erano in terza classe.[43] Durante il suo viaggio inaugurale la nave era notevolmente sotto utilizzata, poiché poteva ospitare 2.453 passeggeri: 833 di prima classe, 614 di seconda e 1.006 di terza.[33]

Molti passeggeri della seconda classe, precedentemente prenotati su altre navi, vennero dirottati sul Titanic a causa di uno sciopero nelle forniture di carbone. Tra loro viaggiava il ceto medio della popolazione, come impiegati, insegnanti e commercianti. La terza classe era affollata di emigranti provenienti da tutte le parti del mondo, che erano coadiuvati dall'interprete di bordo. In prima classe erano imbarcati alcuni degli uomini più facoltosi dell'epoca. Tra questi vi era il milionario John Jacob Astor IV, possessore di 150 milioni di dollari[37] e proprietario di alcuni preziosi immobili, tra cui il noto Waldorf-Astoria Hotel di New York.[44]

Vi erano inoltre l'industriale Benjamin Guggenheim (il cui fratello Solomon era titolare dell'omonima fondazione d'arte),[45] Isidor Straus (proprietario del centro commerciale Macy's) e la moglie Ida[46], Washington Roebling (figlio del costruttore del ponte di Brooklyn, John Augustus Roebling), il consigliere presidenziale statunitense Archibald Butt (che tornava in America dopo una missione diplomatica a Città del Vaticano insieme al compagno, il pittore Francis Davis Millet), Arthur Ryerson (il magnate americano dell'acciaio), il giornalista William Thomas Stead, Noël Leslie contessa di Rothes, la scrittrice Helen Churchill Candee, lo scrittore Jacques Futrelle[47], i produttori di Broadway Henry e Irene Harris, l'attrice cinematografica Dorothy Gibson, la milionaria Margaret Brown[48], Sir Cosmo Duff-Gordon e sua moglie, la contessa Lady Duff Gordon, George Dunton Widener (figlio del magnate dell'industria tranviaria statunitense) con la moglie Eleanor e il figlio Harry Elkins, John Borland Thayer e molti altri.[49]

Avevano invece rinunciato al viaggio Lord Pirrie e l'ambasciatore americano a Parigi. In prima classe viaggiava anche l'amministratore delegato della White Star, Joseph Bruce Ismay, colui che ebbe l'idea di costruire la nave e ne scelse il nome. Era pure presente il principale progettista, Thomas Andrews, che voleva constatare di persona gli eventuali problemi del primo viaggio.[50] Andrews perse la vita nel naufragio, mentre Ismay s'imbarcò sull'ultima lancia disponibile, un battello pieghevole del tipo "Engelhardt".[51]

Il numero esatto di persone a bordo non è noto, in quanto non tutti quelli che avevano prenotato i biglietti si sono effettivamente imbarcati sulla nave: circa 50 persone annullarono il viaggio per vari motivi[52] e non tutti quelli che si erano imbarcati rimasero a bordo per l'intero viaggio.[32]

La traversata[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte lance

Dopo la sua ultimazione, il 31 marzo 1912, la nave partì da Belfast il 2 aprile per giungere a Southampton due giorni dopo.[7]

La nave salpò il 10 aprile 1912 dall'Ormeggio 44 di Southampton (Regno Unito) alle ore 12:00, con destinazione New York.[53] La durata del viaggio inaugurale del grande transatlantico era prevista in sette giorni, con arrivo previsto al molo 59[54] di New York la mattina del 17 aprile.[55]

Un incidente venne scongiurato solo pochi minuti dopo, infatti, a causa del risucchio causato dalla partenza del Titanic, la piccola nave New York, ormeggiata nelle vicinanze, ruppe gli ormeggi e si avvicinò pericolosamente al gigante.[56] Il mancato incidente causò un ritardo di un'ora. Dopo avere attraversato la Manica, il Titanic arrivò in serata a Cherbourg, in Francia, dove sostò con tutte le luci accese, per poi partire qualche ora dopo alla volta di Queenstown (oggi Cobh), in Irlanda[54], dove scesero 7 passeggeri e si imbarcarono numerosi emigranti irlandesi.

Ripartì da Queenstown alle 13:30 dell'11 aprile, seguendo la costa irlandese fino a Fastnet rock,[57]. L'ultima fotografia del Titanic in navigazione verso New York venne scattata poco prima che doppiasse lo scoglio di Fastnet Rock. Da quel momento la nave percorse 1 620 miglia nautiche (3 000 km) attraverso il Nord Atlantico per raggiungere un punto nell'oceano noto come "l'angolo" sud-est di Terranova, dove i piroscafi diretti a ovest effettuavano un cambio di rotta. Il Titanic navigò solo poche ore dopo l'angolo su una linea lossodromica di 1 023 miglia nautiche (1 895 km) quando ebbe il fatale contatto con l'iceberg. La tappa finale del viaggio sarebbe stata di 193 miglia nautiche (357 km) fino al faro di Ambrose e infine al porto di New York.[58]

Il Titanic al momento della partenza

Dall'11 aprile a mezzogiorno del giorno successivo, il Titanic coprì 484 miglia nautiche (896 km); il giorno seguente, 519 miglia nautiche (961 km) e, a mezzogiorno dell'ultimo giorno del suo viaggio, 546 miglia nautiche (1 011 km). Da allora fino al momento del suo affondamento viaggiò per altre 258 miglia nautiche (478 km), con una media di circa 21 nodi (39 km/h).[59] Presso le coste dell'Irlanda il cielo era nuvoloso ed era presente vento contrario, ma entrando nell'Atlantico le nuvole si diradarono. Le temperature rimasero piuttosto miti sabato 13 aprile, ma il giorno successivo il Titanic attraversò un fronte freddo con venti forti e onde fino a 2,4 metri. Queste si abbassarono mentre il giorno progrediva fino a quando, la sera di domenica 14 aprile, il tempo divenne sereno, con mare calmo e temperatura molto fredda.[60]

Già la sera dell'11 aprile, quando il Titanic si trovava al largo dalle coste irlandesi, arrivò un marconigramma con segnalazioni di iceberg nei pressi di Terranova, ma il messaggio non fu mai recapitato al capitano. Tra il 12 e il 13 aprile arrivarono molti altri avvertimenti di pericolo, ma nessuno di questi fu mai recapitato a Smith.[61]

Le ultime ore[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Naufragio del RMS Titanic.
L'iceberg che probabilmente fece naufragare il Titanic: sopra la foto scattata dal marinaio boemo Štěpán Řehořek di Dolní Štěpanice[62], imbarcato sulla Bremen; sotto quella dell'ufficiale Prinz Adalbert della RMS Carpathia, scattata nella mattina del 15 aprile 1912[63]

Il 14 aprile, dopo quattro giorni di navigazione, verso le 13:30, il comandante consegnò a Bruce Ismay un messaggio appena ricevuto dal vapore Baltic, che segnalava la presenza di ghiaccio a 400 km sulla rotta del Titanic; tuttavia il comandante non diminuì la velocità. Il direttore della White Star non diede eccessivo peso alla cosa e giudicò sufficiente spostare la rotta del transatlantico sulla rotta esterna meridionale (Outward Southern Track), un corridoio di navigazione concordato per le navi di linea. I due uomini discussero anche della velocità, decidendo di portarla al massimo possibile.[15] Nelle ultime 24 ore, infatti, erano state percorse ben 546 miglia nautiche e c'era la possibilità di arrivare a New York con un giorno di anticipo. Non è mai stato chiarito di chi fu la responsabilità finale della decisione.[37]

In giornata arrivarono svariate segnalazioni di iceberg, ma nessuna di queste arrivò mai in plancia di comando: alle 13:45 giunse un messaggio di segnalazione dal piroscafo Amerika; nel pomeriggio fu ricevuto un altro avviso dal Mesaba. I marconisti erano impegnati nell'invio dei numerosi messaggi privati dei passeggeri che, fin dal giorno prima, si erano accumulati a causa di un guasto momentaneo all'apparecchiatura radio.[37]

Verso le 21:00 la temperatura era scesa a un grado sopra zero. L'ufficiale di turno – Lightoller – aveva avvertito il comandante delle condizioni eccezionalmente calme del mare. Prima di ritirarsi in cabina, Smith ordinò di chiamarlo se fosse accaduto qualcosa di strano e di diminuire la velocità in caso di foschia. L'abbassamento della temperatura indicava probabilmente che si stavano avvicinando a un banco di iceberg[64] e Lightoller disse alle vedette di prestare attenzione ai ghiacci galleggianti, soprattutto a quelli di ridotte dimensioni, detti growlers.[61]

Alle 23:00 un importantissimo marconigramma giunse infine dal mercantile Californian, che sostava bloccato nella banchisa a 17 miglia a nord-ovest dal Titanic: nel messaggio veniva segnalata la presenza di un enorme campo di iceberg proprio sulla rotta del transatlantico, ma anche questo messaggio non venne recapitato in plancia. Anzi, il marconista Phillips rimproverò l'operatore del Californian per aver interrotto il suo lavoro con la stazione telegrafica di Capo Race, a Terranova. Analizzando nel complesso l'atteggiamento di tutto l'equipaggio del Titanic si avverte una diffusa leggerezza ed eccessiva sicurezza.[61]

La collisione[modifica | modifica wikitesto]

Un disegno immaginario della collisione, di Sir James Henry Potts (1914)

Alle 23:40 (ora locale della nave, UTC-3), le vedette Frederick Fleet e Reginald Lee[65] videro un iceberg di fronte alla nave. L'avvistamento avvenne "a occhio nudo", a causa della mancanza dei binocoli, e quindi in ritardo: si disse che la portata visiva della vedetta fosse di almeno un miglio in distanza, ma stando a recenti simulazioni computerizzate, che tengono conto di tutte le condizioni climatiche e del mare, la portata visiva non poteva superare i 450–550 m in distanza, troppo pochi per evitare la collisione alla velocità di 22,5 nodi (41,7 km/h) a cui filava il bastimento.[66] Per evitare l'urto fatale, la velocità della nave non avrebbe dovuto superare i 9 nodi (17 km/h), il che avrebbe ritardato di tre giorni l'arrivo a New York.[67]

Dopo l'avvistamento, Fleet suonò tre volte la campana e telefonò alla plancia di comando dicendo «Iceberg right ahead! Iceberg right ahead!» (tradotto dall'inglese, «Iceberg dritto a prua! Iceberg dritto a prua!»).[68] Il comandante Smith era sceso nella sua cabina da mezz'ora e al comando della nave era in quel momento il primo ufficiale, Murdoch, che comandò di accostare immediatamente a sinistra, ordinando anche di mettere le macchine "indietro tutta". Tuttavia la nave viaggiava alla velocità di circa 22,5 nodi (41,7 km/h) (velocità calcolata subito dopo dal 4º ufficiale Boxhall) e non riuscì a rallentare nel tempo necessario a evitare l'impatto. La nave sfiorò a dritta (sul lato di destra) l'iceberg nella sua porzione emersa, ma la porzione immersa della montagna di ghiaccio tagliò letteralmente i pannelli d'acciaio della murata, facendoli schiodare.[69]

Dalle testimonianze dei superstiti, l'impatto non fu avvertito in prima classe, se non per un tintinnio dei lampadari di cristallo e per alcuni oggetti che caddero dai comodini[70]; mentre venne descritto dai passeggeri di seconda classe come "una vibrazione ovattata, strana e breve"; come "un botto sordo" dai passeggeri di terza classe[71]; come un rumore "assordante di ferraglia" dai fuochisti, i primi che si resero conto dello sventramento dello scafo.[72] Uno di essi diede la seguente testimonianza: «All'improvviso la murata di dritta parve rovinarci addosso. Si sentì come uno scoppio di arma da fuoco e l'acqua cominciò a scorrere intorno; ci gorgogliò tra le gambe e noi ci precipitammo con un balzo nel compartimento successivo chiudendoci alle spalle la porta stagna. Non pensai, e nessuno lo pensò in quel momento, che il "Titanic" sarebbe potuto affondare». Lightoller, che in quel momento si trovava lecitamente a letto nella sua cabina, testimoniò di aver avvertito soltanto « [...] un'interruzione nella monotonia del movimento».[69]

Prime fasi dopo l'impatto[modifica | modifica wikitesto]

La posizione registrata del Titanic al momento dell'impatto fu 41°46′N 50°14′W / 41.766667°N 50.233333°W41.766667; -50.233333. Il relitto fu trovato al 41°43′N 49°56′W / 41.716667°N 49.933333°W41.716667; -49.933333.

Mentre l'acqua cominciava a invadere i compartimenti, furono immediatamente chiuse le porte stagne e il comandante Smith ordinò di scandagliare la nave.[73] Secondo gli studi compiuti durante la progettazione, la nave sarebbe potuta rimanere a galla anche con quattro compartimenti allagati in successione, ma non con cinque (le sei falle aperte dall'iceberg interessarono infatti i primi cinque compartimenti prodieri). La situazione apparve sin da subito drammatica.[69]

Sebbene le paratie fossero state chiuse prontamente, l'attivazione delle pompe idrauliche non facilitò l'evacuazione dei compartimenti caldaie in cui si registrarono le prime vittime. Dopo i primi 15 minuti tutti i locali caldaie furono evacuati. Nello stesso tempo, alle sale macchine e alle zone turbine fu ordinato di arrestare completamente la propulsione, ma non fu detto loro di abbandonare i posti e, di conseguenza, tutti i banchi elettrici degli alternatori rimasero in funzione sino alle ultime fasi del naufragio.[64]

L'allagamento delle sale macchine, e in particolare della sala delle turbine elettriche, procedette per gradi e fu notevolmente ritardato dalla chiusura delle porte stagne e dalle pompe: ciò permise di continuare a fornire energia elettrica per il funzionamento delle apparecchiature e per l'illuminazione necessarie alle operazioni di evacuazione della nave.[74]

I calcoli effettuati da Thomas Andrews rivelarono che il transatlantico si sarebbe inabissato entro un'ora e mezza o due ore al massimo. Fu dato quindi l'ordine di abbandonare la nave.[75]

Il Titanic era dotato di 3560 salvagenti individuali, ma di sole 16 lance di salvataggio (più 4 pieghevoli), per una capacità totale di 1178 posti, insufficienti per tutti i passeggeri e l'equipaggio. Le operazioni d'imbarco sulle scialuppe si svolsero rispettando l'ordine del comandante, che suggeriva di far salire "prima le donne e i bambini".[76] L'equipaggio equivocò tale ordine, impedendo agli uomini di salire sulle lance; in realtà il comandante intendeva dire che gli uomini sarebbero potuti salire in seguito se fosse rimasto spazio libero.[77] La prima lancia fu calata in mare alle 00:40 dal lato di dritta con sole 28 persone a bordo; poco dopo ne fu calata una con solo 12 persone, sebbene le loro capacità fossero di 65 passeggeri. Molte delle lance vennero dunque calate in mare mezze vuote.[76]

I componenti dell'orchestra suonarono durante il naufragio
(EN)

«Having been told that there was no danger, and believing such to be the fact from the general conduct of the passengers & such officers as I saw I insisted that my family remain in bed and await developments. Once more returning to the companion way I asked our steward who was standing in there was he had heard. He replied the order has just come down for all passengers to put on life preservers.[78]»

(IT)

«Ci era stato detto che non vi era alcun pericolo e, credendo che ciò fosse vero dal comportamento generale dei passeggeri e degli ufficiali che ho visto, ho insistito sul fatto che la mia famiglia rimanesse a letto e aspettasse sviluppi. Dopo essere andato ancora una volta da un amico chiesi al nostro steward che stava lì cosa avesse sentito. Rispose che era appena stato ordinato a tutti i passeggeri di indossare i salvagenti.»

(Testimonianza di Washington Dodge)

I passeggeri di prima e seconda classe ebbero facile accesso al ponte lance tramite le scale che conducevano al ponte d'imbarco, mentre i passeggeri di terza ebbero notevoli difficoltà a trovare il percorso. Di tutti i passeggeri di terza classe se ne salvò soltanto un terzo. Ciò diede origine alla “leggenda”, supportata anche da alcune testimonianze, secondo la quale vennero intenzionalmente trascurati.[79]

Intanto, poco dopo mezzanotte, il 4º ufficiale Boxhall scorse le luci di una nave a circa 17 miglia di distanza: si trattava del Californian. Boxhall fu quindi autorizzato da Smith a sparare gli otto razzi di segnalazione, uno ogni cinque minuti, ma non ottenne alcun risultato.[80] Più o meno allo stesso momento, il comandante si recò personalmente in sala radio a consegnare una richiesta di aiuto ai due marconisti i quali a partire dalle 00:45 cominciarono a inviare l'SOS.[81] Diversi bastimenti risposero, tra cui l'Olympic, ma erano tutti troppo distanti per intervenire in tempo.[82]

Il primo uomo in Europa a captare la richiesta di soccorso fu Arthur Moore, un radioamatore.[83] La nave più vicina ad aver risposto era l'RMS Carpathia, distante 58 miglia nautiche. Il marconista del Carpathia, chiamato Cottam, restò allibito quando ricevette un messaggio di soccorso dal celebre transatlantico e svegliò di corsa il comandante Arthur Rostron per comunicare la notizia.[84] Subito fu dato ordine di invertire la rotta e mettere le macchine avanti tutta, ma il Carpathia sarebbe giunto sul posto in non meno di quattro ore.[84]

Due ore dopo l'impatto con l'iceberg, il Titanic aveva imbarcato almeno 25 milioni di litri d'acqua[64] (pari a circa 25000 tonnellate) e la situazione cominciò ad assumere aspetti drammatici. L'orchestra di bordo continuò a suonare fino all'1:40 circa. L'ultimo brano suonato fu un inno cristiano, forse Autunno o più probabilmente Nearer, My God, to Thee (Più presso a te, Signor). Tutti i musicisti morirono nel naufragio.[28]

Fasi finali dell'inabissamento[modifica | modifica wikitesto]

Una GIF animata del naufragio, a colori e con l'orario indicato per ogni fase dell'affondamento

Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, e tramite le ricostruzioni effettuate grazie al relitto, si è stabilito che verso l'1:30 la prua della nave fosse completamente sommersa, con la poppa fuori dall'acqua.[13]

La scialuppa pieghevole D venne calata in mare con 44 persone a bordo (la capacità era di 47) dopo che Lightoller e i suoi marinai l'avevano difesa dall'assalto degli altri passeggeri. Queste erano le ultime lance rimaste a disposizione.[51] Circa un centinaio di persone si radunarono intorno a due sacerdoti e cominciarono a recitare il rosario.[80] Con loro arrivarono anche tutti i macchinisti, che avevano lavorato alle pompe, ritardando il più possibile l'inabissamento e assicurando energia elettrica fino quasi alla fine: i macchinisti morirono tutti così come tutto il personale non marittimo.[51]

Il naufragio in un dipinto d'epoca di Willy Stöwer

Verso le ore 2:10 la poppa si era sollevata al punto da formare un angolo di 30° con la superficie del mare, stagliandosi contro il cielo stellato. La forza terrificante generata dall'emergere dello scafo provocò il lento schiacciamento della chiglia e la dilatazione delle sovrastrutture, che portarono lo scafo al punto di rottura. Stante ai calcoli effettuati dagli scienziati della spedizione del 1997, sul Titanic agì in quel momento una pressione di tre tonnellate per centimetro quadrato. Il fumaiolo di proravia si staccò, mentre l'acqua ruppe i vetri della cupola e inondò lo scalone, riversandosi nella nave.[64]

Il testimone oculare Jack Thayer rese questa testimonianza[85][86]:

(EN)

«Her deck was turned slightly toward us. We could see groups of the almost fifteen hundred people aboard, clinging in clusters or bunches, like swarming bees; only to fall in masses, pairs or singly, as the great part of the ship, two hundred and fifty feet of it, rose into the sky, till it reached a sixty-five or seventy degree angle. Here it seemed to pause, and just hung, for what felt like minutes. Gradually she turned her deck away from us, as though to hide from our sight the awful spectacle.»

(IT)

«Il ponte era leggermente girato verso di noi. Si vedevano mucchi dei quasi 1500 passeggeri rimasti a bordo che si affastellavano come sciami d'api, ma solo per ricadere a gruppi, a coppie, da soli, mentre circa 80 metri di scafo si alzavano formando con la superficie un angolo di circa 70°. Poi la nave, e con essa il tempo stesso, sembrarono fermarsi. Infine, gradualmente, il ponte si girò, come a voler nascondere l'orrendo spettacolo alla nostra vista.»

(Testimonianza di Jack Thayer)

L'acqua penetrò all'interno della crepa prodotta dallo spezzamento della nave in due tronconi; conseguentemente velocizzando l'inabissamento del troncone di prua (nonostante non si fosse ancora completamente staccato dal troncone di poppa), consentendo alla poppa di rialzarsi perpendicolarmente. In quel momento la prua si staccò completamente e si inabissò, lasciando galleggiare la poppa per qualche minuto.[64]

Alle 2:20 anche la parte poppiera si inabissò, portando a termine la breve vita del Titanic.[13]

Le operazioni di salvataggio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Passeggeri del RMS Titanic e Lance di salvataggio del RMS Titanic.
Le navi più vicine al Titanic la notte del naufragio

La quasi totalità dei 706 superstiti risultò consistere nelle persone che avevano preso posto sulle lance, mentre pochissimi furono i sopravvissuti tra quanti si trovavano a bordo del Titanic nella fase finale del naufragio. La temperatura era di circa 0 °C e tutti coloro che erano in mare avrebbero potuto resistere al massimo 10 minuti prima di assiderarsi. Infatti, gran parte dei naufraghi morì appunto per ipotermia e non per annegamento, dato che quasi tutti indossavano il giubbotto salvagente.[87]

Otto membri dell'equipaggio, due dei quali morirono per ipotermia dopo il salvataggio, furono recuperati dalla lancia numero 4, la penultima a lasciare la nave che, al comando del timoniere Walter Perkis, si era trattenuta nei pressi del transatlantico allo scopo di imbarcare altri passeggeri dai portelloni laterali (che però furono trovati chiusi) e di recuperare quelli che potevano raggiungerla a nuoto.[88]

Due lance di salvataggio del Titanic fotografate da bordo del Carpathia; la lancia sulla dritta è la n. 14, sulla quale si trovava il 5º ufficiale Harold Lowe
La lancia numero 12 in prossimità del Carpathia

Altri quattro naufraghi, uno dei quali deceduto dopo il recupero, vennero tratti in salvo dalla lancia n. 14 che, al comando del quinto ufficiale Harold Godfrey Lowe, fu l'unica imbarcazione a tornare verso il gruppo dei naufraghi in cerca di superstiti.[88]

Venti o trenta naufraghi riuscirono a raggiungere la pieghevole «A», rimasta alla deriva semiallagata (all'interno vi erano 30-35 centimetri d'acqua, tanto che i superstiti dovettero trascorrere ore con l'acqua alle ginocchia) e con i fianchi di tela abbassati. Molti di essi morirono di ipotermia nel corso della notte; mentre i sopravvissuti, il cui numero non è mai stato del tutto accertato (si pensa tra le 14 e le 20 persone), vennero recuperati, la mattina seguente, dalla lancia numero 14.[51]

Tra i superstiti della pieghevole «A» vi fu anche Rhoda Mary Abbott, l'unica donna sopravvissuta a non essere salita su una lancia prima del definitivo inabissamento. Alcune decine di superstiti si arrampicarono invece sui resti della pieghevole «B», che si era capovolta, ma alcuni di essi, tra cui il primo radiotelegrafista John George Phillips, morirono d'ipotermia nel corso della notte. I naufraghi sopravvissuti invece vennero presi a bordo, la mattina successiva, dalle lance 4 e 12.[51] Tra i superstiti della pieghevole «B» vi furono il secondo ufficiale Charles Herbert Lightoller, il secondo radiotelegrafista Harold Sidney Bride e i passeggeri di prima classe Jack Thayer e Archibald Gracie, che furono tra i principali testimoni oculari delle fasi finali dell'inabissamento del Titanic.[85]

L'unica altra lancia a recuperare dei superstiti dall'acqua fu la pieghevole «D», i cui occupanti trassero in salvo il passeggero di prima classe Frederick Maxfield Hoyt, che era riuscito a raggiungere a nuoto l'imbarcazione, una delle più vicine al Titanic, saltando in mare dopo avervi fatto salire la moglie.[88] Verso le 4 della mattina giunse sul posto il Carpathia, che recuperò i naufraghi sopravvissuti sulle lance. Le salme di quattro vittime decedute a bordo delle lance furono sepolte in mare dal piroscafo: si trattava, probabilmente di David Livshin/Abraham Harmer (pieghevole B), William Fisher Hoyt (lancia 14), Sidney Conrad Siebert e Willam Henry Lyons (lancia 4), tutte persone recuperate dal mare. A bordo fu poi tenuta una cerimonia religiosa per i dispersi e alle 8:50 la nave partì per New York, dove arrivò il 18 aprile con 706 superstiti.[76]

Le inchieste sul naufragio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Inchieste sul naufragio del RMS Titanic.
Una scheda dei danni subiti dal Titanic durante il naufragio

Subito dopo il naufragio del Titanic, transatlantico britannico affondato nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 a causa di una collisione con un iceberg, furono aperte due inchieste, una da parte del governo americano e una dal governo britannico.

L'inchiesta americana fu avviata il 19 aprile 1912; la commissione era composta da 6 senatori, di varie appartenenze politiche, presieduti da William Alden Smith.[89] Questa decisione fu assunta dal Congresso.[89]

La inchiesta britannica ebbe invece luogo dal 2 maggio al 3 luglio 1912, principalmente presso il London Scottish Drill Hall. Il luogo era stato scelto per le sue grandi dimensioni, poiché era previsto un pubblico considerevole.[90] Le inchieste giunsero alle conclusioni che la mancanza di preparativi per le emergenze aveva fatto sì che i passeggeri e l'equipaggio del Titanic fossero colti alla sprovvista; l'equipaggiamento non era stato adeguatamente addestrato; il capitano Edward Smith aveva sottovalutato i messaggi radio che informavano della presenza di ghiaccio; il Board of Trade si doveva occupare con maggiore attenzione del numero delle scialuppe; il capitano del SS Californian Stanley Lord aveva trascurato le richieste di aiuto della nave in difficoltà.[91]

Le raccomandazioni dei rapporti delle due inchieste portarono a molti cambiamenti delle leggi sulla sicurezza navale.

Il relitto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Relitto del RMS Titanic.
Rusticles sul relitto del Titanic, che sono delle formazioni sedimentarie di ossidi di ferro e batteri, causati principalmente dall'Halomonas titanicae, batterio scoperto nel 2010

Il relitto del Titanic venne scoperto il 1º settembre 1985 dal ricercatore Robert Ballard. Lui e il suo team calcolarono la posizione del relitto grazie ad alcuni rilievi effettuati in spedizioni, fallimentari, precedenti e, con un sommergibile chiamato Argo, cominciarono ad esplorare il fondale marino cercando di individuare la nave. Dopo una settimana di ricerche, comparve sui loro monitor l'immagine di una caldaia, che sembrava essere proprio del tipo installato sul transatlantico. Il giorno seguente, individuarono la sezione di prua della nave.

Bagno del capitano Smith

La scoperta più interessante fu che la nave si era spaccata in due tronconi, con la sezione di poppa situata a 600 metri di distanza dalla prua e rivolta in direzione opposta.[92] C'erano testimonianze discordanti sul fatto che la nave si fosse spezzata e le inchieste del 1912 conclusero che la nave si fosse inabissata intatta. Per esempio, il 2º ufficiale Lightoller e il colonnello Gracie affermarono sempre che lo scafo naufragò intatto e così pure Lawrence Beesley nel suo libro The Loss of the Titanic. Secondo i disegni riportati nel libro di Ballard, è probabile che la rottura si sia verificata poco sotto il livello dell'acqua, facendo così intuire (non vedere) l'avvenuta rottura. Ciò che i testimoni videro fu infatti l'improvvisa discesa del ponte di poppa sulla superficie, per poi rialzarsi in posizione verticale.[92]

La punta della prua, fotografata nel giugno 2004

Diversi scienziati, tra cui Robert Ballard, ritengono che le visite turistiche al relitto stiano accelerando il processo di degrado.[93] L'Halomonas titanicae sta progressivamente consumando il ferro del Titanic fin dal momento del naufragio, ma a causa del danno aggiunto dai visitatori la National Oceanic and Atmospheric Administration americana stima che « [...] lo scafo e la struttura della nave potrebbe collassare sul fondale oceanico entro i prossimi 50 anni»[94] (entro 80-100 anni secondo altre stime).[94] Alternativamente, vi è la concreta possibilità che la fine del relitto non sia quella di esser ridotto in ruggine, bensì di esser sepolto. Nel 2012 una spedizione organizzata dalla National Geographic Society ha rilevato un imponente sistema di dune sabbiose, più elevate del relitto stesso, che stanno muovendosi lungo il fondale in direzione nord-ovest verso sud-ovest e che nel giro di un trentennio potrebbero ricoprire totalmente il relitto, creando un ambiente anaerobico, che preserverebbe lo scafo dalla corrosione batterica, ma che impedirebbe qualsiasi altra missione scientifica.[95]

Come si doveva presentare il cherubino della grande scalinata di prima classe

Furono recuperati circa 5000 manufatti, una parte dei quali vennero portati in Francia, dove un'associazione di artigiani, ognuno specializzato in un campo diverso, li restaurò pazientemente. Per esempio, furono rimessi a nuovo alcuni trombini – ossia le sirene a vapore dei fumaioli – , la base in legno di una bussola, una statuetta di ceramica, la griglia metallica di una panchina, una valigia da uomo contenente indumenti, perfino materiale cartaceo, come spartiti musicali, lettere, ricevute bancarie, ecc. Alcuni restauratori sono però contrari al completo restauro dei reperti, in quanto essi sono più significativi se mantengono traccia del trauma che hanno subìto.[96]

Alcuni piatti esposti in una mostra a Las Vegas

Il 7 giugno 1994 furono assegnati alla RMS Titanic Inc. i diritti di proprietà e di recupero sul relitto da parte della Corte Distrettuale americana per il Distretto orientale della Virginia (U.S. District Court for the Eastern District of Virginia) di Richmond. RMS Titanic Inc., società affiliata della Premier Exhibitions Inc., e i suoi predecessori avevano condotto sette spedizioni al relitto tra il 1987 e il 2004 ed erano stati recuperati circa 5500 oggetti. L'artefatto più grande, recuperato nel 1998, fu una sezione dello scafo di 17 tonnellate.[93][97]

Molti di questi artefatti sono parte di esposizioni itineranti, organizzate dalla RMS Titanic Inc. in musei in tutto il mondo.[97]

Il Titanic nell'immaginario collettivo[modifica | modifica wikitesto]

È opinione largamente condivisa che questa tragedia non fu soltanto un grave incidente marittimo:

«L'affondamento del Titanic rappresentò la fine di un'epoca, il sogno infranto della Belle Époque. Come per la caduta dell'Impero babilonese, l'affondamento del Titanic ha rappresentato il simbolo dello sgretolamento di orgogliosi imperi, con una simile mescolanza di ricchi, borghesi e poveri tutti destinati insieme all'abisso. Era la fine di una leggenda che sposava la tecnologia alla ricchezza, il materialismo al romanticismo, l'illusione alla fantasia.[98]»

Secondo lo scrittore documentarista Walter Lord, il richiamo del Titanic deve avere componenti più universali. «È un perfetto esempio di crescendo tragico, si passa da un iniziale 'non crederci' al disagio che via via aumenta fino alla completa consapevolezza. Nella storia della nave è facile seguire tale sequenza, quasi come in un film proiettato al rallentatore. Emotivamente coinvolti, ci chiediamo che cosa avremmo fatto noi.»[99]
Questa sensazione è ben descritta dal testimone Lawrence Beesley:[100]

(EN)

«Sunndenly a rush of light from the forward deck [...] and a rocket leapt upwards [...]. Up it went, higher and higher, with a sea of faces upturned to watch it [...]. And with a gasping sigh one word escaped the lips of the crowd: "Rockets!" Anybody knows what a rockets at sea means. [...] It is no use denying the dramatic intensity of the scene: saparate if you can from all the terrible events that followed, and picture the calmness of the night [...]. Every one knew without being told that we were calling for help from any one who was near enough to see.[101]»

(IT)

«D'improvviso un fiotto di luce dal castello di prua e un razzo s'innalzò sibilando verso il cielo [...]. Salì sempre più in alto, mentre un mare di volti lo seguiva con lo sguardo [...]. E con un sospiro affannoso una parola sfuggì dalle labbra della folla: «Razzi!». Tutti sanno cosa significa un razzo in mare. [...] È inutile negare l'intensità drammatica della scena; separatela da tutti i terribili eventi che seguirono e immaginatevi la calma della notte [...]. Ognuno seppe senza il bisogno di parole che chiedevamo aiuto a chiunque fosse abbastanza vicino da vederci.»

(Lawrence Beesley, The Loss of the S.S. Titanic)

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Poster pubblicitario del film Saved from the Titanic (1912)

La storia del Titanic è stata oggetto di numerosi film e fiction. Il primo è Salvata dal Titanic (Saved from the Titanic), un film americano di Etienne Arnaud con Dorothy Gibson, sopravvissuta al naufragio. Pubblicato nel 1912, non ne rimane traccia a seguito dell'incendio negli studi in cui era conservato. Nello stesso anno è uscito In Nacht und Eis, un film muto tedesco.[102]

Nel 1943, Joseph Goebbels voleva che venisse creato un film destinato alla propaganda nazista, così fu registrato La tragedia del Titanic, diretto da Werner Klingler e Herbert Selpin con Sybille Schmitz e Hans Nielsen. Non venne distribuito nelle sale cinematografiche tedesche per non impressionare ulteriormente la popolazione già provata dai bombardamenti aerei. Dopo la guerra ebbe un notevole successo nell'Unione Sovietica grazie alla sua connotazione anti-capitalistica.[102]

Nel 1953 viene registrato a Hollywood il film Titanic, diretto da Jean Negulesco con Barbara Stanwyck e Clifton Webb. L'anno 1958 vide l'arrivo sugli schermi del film Titanic, latitudine 41 nord (A Night to Remember), un film britannico di Roy Ward Baker con Kenneth More e Ronald Allen. Adattato dal libro Titanic: la vera storia dello storico Walter Lord, è stato prodotto con l'aiuto di alcuni sopravvissuti. Fu uno dei film più vicini alla realtà.[102]

Nel 1979 esce S.O.S. Titanic, telefilm anglo-americano diretto da William Hale. L'anno seguente esce Blitz nell'oceano (Raise the Titanic), un film americano di Jerry Jameson adattato dal romanzo di Clive Cussler.[103]

Nel 1996 viene pubblicata la miniserie Il Titanic di Robert Lieberman, con Peter Gallagher, Eva Marie Saint e Catherine Zeta-Jones. Viene riprodotta la storia della nave in due parti di un'ora e venti ciascuna. Nonostante ci siano delle reinterpretazioni inventate, la trama racconta alcuni aneddoti reali, come la storia della famiglia Allison.[102]

Il più famoso è sicuramente il film di James Cameron, Titanic, uscito nel 1997. I protagonisti sono Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. Il film ha vinto 11 Oscar e guadagnato 2,2 miliardi di dollari in tutto il mondo. Divenne così, per l'epoca, il film che ha raccolse i più grandi incassi della storia. Questo film ha fatto rinascere l'interesse per il Titanic, con conseguente pubblicazione (e talvolta la riedizione) di numerosi libri e mostre. Cameron ha anche prodotto, nel 2003, il documentario Ghosts of the Abyss riguardante il relitto della nave.[102]

Nel 2000 viene rilasciato Titanic - La leggenda continua, film di animazione scritto e diretto da Camillo Teti, ispiratosi al film del 1997 di Cameron.[102]

Nel 2010 esce Titanic II, che si svolge in gran parte a bordo di una nave chiamata SS Titanic II, che affronterà una sorte molto simile a quella del Titanic.[102]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

in italiano
in inglese

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Titanic è una storia a fumetti di Attilio Micheluzzi, pubblicata per la prima volta a puntate nel 1988 sulla rivista Comic art.[105]
  • Il Titanic è presente nel racconto a fumetti Titanic 2000 di Rat-Man, tutto incentrato su una copia del Titanic (il sesto tentativo) che farà la sua stessa fine.[106]
  • Dylan Dog numero 90 (Titanic) e numero 120 (Abyss) ruotano entrambi intorno alla storia del Titanic.[107]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Il compositore svizzero Stephan Jaeggi (1903-1957) compose un brano per orchestra sinfonica di fiati all'età di 18 anni. Nella sua fantasia titanica, descrive il fatidico viaggio inaugurale del Titanic e la tragedia ad esso associata;
  • Il compositore britannico Gavin Bryars compose The Sinking of the Titanic nel 1969, un lavoro orchestrale sul disastro navale che fu presentato nel 1972 alla Queen Elizabeth Hall di Londra. L'opera è basata su alcuni brani che, secondo i resoconti dei testimoni, erano stati eseguiti dall'orchestra di bordo nella notte dell'affondamento;
  • L'opera Der Untergang der Titanic di Wilhelm Dieter Siebert è stata presentata per la prima volta il 6 settembre 1979 alla Deutsche Oper di Berlino;
  • Nel 1984 Peter Schilling ebbe successo con la sua canzone Terra Titanic;[108]
  • Nel 1991, il cantante Howard Carpendale pubblicò la canzone Willkommen auf der Titanic;
  • Il musicista jazz Steve Cameron scrisse un concept album sul Titanic negli anni '90 intitolato The Titanic Suite;
  • Nel 1992 il cantante austriaco Falco pubblicò la sua canzone Titanic sull'album Nachtflug;
  • Nel 2002 la band rock'n'roll Candyman pubblicò la canzone Titanic, che tratta dell'affondamento del transatlantico;
  • Nel 2011 la band svedese power metal ReinXeed pubblicò il concept album 1912, che tratta del naufragio della nave;
  • Nel 2012 la Royal Philharmonic Orchestra ha presentato in anteprima il requiem di un'ora The Titanic Requiem, che è stato scritto da Robin Gibb e suo figlio Robin-John, a Londra, in occasione del centenario;
  • Titanic è il titolo di una canzone di Francesco De Gregori (contenuta nell'omonimo album Titanic), il quale ne ha composte altre tre sempre in relazione al tragico evento: L'abbigliamento di un fuochista, I muscoli del Capitano e Tutti salvi (quest'ultima in chiave ironica);
  • La storia del naufragio del Titanic è inoltre narrata nella ballata di 15 minuti del 2012 di Bob Dylan, intitolata Tempest (omonimo titolo dell'album), in cui, fra l'altro, viene citato il protagonista Leonardo DiCaprio del film Titanic di James Cameron.[109]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

I più rilevanti videogiochi incentrati sul Titanic[110]:

Leggende e misteri[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo-profezia del 1898[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Il naufragio del Titan.

Quattordici anni prima della tragedia, nel 1898, venne pubblicato un romanzo dal titolo Futility, or the Wreck of the Titan. L'autore, Morgan Robertson, narrò le vicende di un transatlantico chiamato Titan, nel romanzo il più grande mai costruito e considerato inaffondabile, che nel mese di aprile ebbe una collisione con un iceberg nel Nord Atlantico naufragando in poche ore.[111]

Molti dettagli appaiono incredibilmente simili alla tragedia del Titanic, come per esempio la stazza di 46000 tonnellate, la lunghezza di 243 metri, la velocità di collisione specificata in 25 nodi (ossia 47,5 km/h) e l'ora (intorno a mezzanotte), il numero dei compartimenti stagni (19) e lo scarso numero di lance di salvataggio.[111]

Una mummia a bordo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo questa leggenda, John Jacob Astor IV riportò, dalla sua luna di miele in Egitto, una mummia, che aveva caricato a bordo del Titanic, scatenando così l'ira degli dei. Una variante della stessa leggenda narra che una mummia maledetta sia stata, dopo essere stata nascosta in una soffitta, venduta a un ricco americano che l'avrebbe portata sulla nave, provocando l'avverarsi della maledizione. Tuttavia, nessuna mummia è menzionata nella lista degli oggetti caricati sulla nave: gli storici quindi concordano sul fatto che si tratti solo di una leggenda, senza il minimo fondamento reale.

Commemorazioni e centenario dell'affondamento[modifica | modifica wikitesto]

Cerimonia del lancio della corona sul luogo dell'affondamento nel 1920

Dal 1914, il 15 aprile di ogni anno, la Guardia costiera degli Stati Uniti e la Pattuglia internazionale del ghiaccio (International Ice Patrol) che monitora lo spostamento degli iceberg in nord Atlantico e nel Mar Glaciale Artico, depongono una corona di fiori da una nave o da un aereo nel luogo del disastro del Titanic. Alla cerimonia solenne partecipa l'equipaggio dell'imbarcazione o del velivolo e viene letta una dichiarazione di dedica alla nave e ai suoi caduti.[112][113]

In occasione invece del centenario del naufragio, la nave da crociera Balmoral, della Fred. Olsen Cruise Lines, è stata noleggiata dalla Miles Morgan Travel per seguire la rotta del Titanic e fermarsi il 15 aprile 2012 nel punto dell'affondamento, allo scopo di rendere onore ai morti del naufragio: la Balmoral ripercorse esattamente la stessa rotta del Titanic e raggiunse il luogo stabilito in tempo per le ore 23:00 del 14 aprile 2012. A bordo fu celebrato un servizio funebre alla memoria, terminato con il lancio in mare di tre corone di fiori. La nave rimase tutta la notte in loco e partì la mattina seguente ricalcando l'ultima, prevista tratta del viaggio del Titanic verso New York.[114]

Il relitto è stato inserito nella Convenzione UNESCO 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo e, pertanto, gli Stati firmatari si sono impegnati a proibire il saccheggio, lo sfruttamento commerciale, la vendita e la dispersione di qualsiasi parte del Titanic e/o dei suoi artefatti. A causa della sua posizione in acque internazionali e della mancanza di una giurisdizione esclusiva sull'area, la convenzione prevede un sistema di cooperazione statale, volta a prevenire azioni non scientifiche o immorali, e il reciproco scambio di informazioni circa le attività sul sito.[115][116][117]

Musei e mostre[modifica | modifica wikitesto]

Branson Titanic Museum
Titanic Belfast Museum

Il Titanic Belfast Museum è uno dei musei più grandi dedicati al Titanic. Si trova a Belfast su un vecchio terreno appartenuto ai cantieri Harland and Wolff ed è stato inaugurato nel 2012.[118]

Il SeaCity Museum di Southampton ha una parte dedicata esclusivamente al Titanic. In particolare, mostra anche l'impatto sulla città della morte di oltre 500 membri dell'equipaggio che provenivano da Southampton.[119]

Il Branson Titanic Museum si trova a Branson, in Missouri. È in parte ospitato in una replica in scala 1:2 della sezione anteriore del Titanic. Contiene 400 manufatti in 20 gallerie e una replica a grandezza naturale del famoso scalone.[120]

La RMS Titanic Inc. organizza mostre di numerosi reperti in varie località, che sono stati recuperati nel corso degli anni e in gran parte restaurati. La più grande mostra sul Titanic al mondo ha avuto luogo nella Speicherstadt di Amburgo dal 1997 al 1999. Ci fu un'altra mostra in Germania dal 16 giugno al 12 agosto 2007 a Kiel nella Ostseehalle.

Replica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Titanic II.
Modello tridimensionale della replica del famoso transatlantico, chiamato Titanic II.

Ci sono state diverse proposte e studi riguardo a un progetto per costruire una nave replica del celebre translatlantico. Un primo progetto fu abbandonato nel 2006, mentre un secondo è stato annunciato nel 2012 ed è tuttora attivo. La prima proposta nacque nel 2000 dall'uomo d'affari e magnate sudafricano Sarel Gous. Egli affermò di essere entrato in possesso dei disegni originali della famosa nave e di volere quindi realizzare il suo sogno. Se la nave fosse stata completata avrebbe avuto una lunghezza di 290 metri e una larghezza di 33 metri.[121]

Nel 2012 la costruzione del transatlantico Titanic II è stata commissionata dal magnate minerario australiano Clive Palmer, a un'azienda di proprietà della Cina. Il miliardario aveva confermato che l'inizio dei lavori per la costruzione dell'imbarcazione era previsto per la fine del 2013, e che la nave avrebbe dovuto essere pronta a salpare entro l'anno 2016. Il Titanic II, ha dichiarato Palmer, sarebbe stato progettato cercando di mantenere il più possibile la verosimiglianza con l'originale sotto il profilo delle specifiche e del design, ma sarà fornito della tecnologia più avanzata per quanto riguarda sicurezza e affidabilità.[122][123] Palmer ha affermato che la nave poteva essere pronta entro il 2018, data poi spostata al 2022.[124]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Anton Gill, Titanic: the real story of the construction of the world's most famous ship, Channel 4 Books, 2010, ISBN 978-1-905026-71-5.
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  • Mark Chirnside, RMS Olympic, Titanic's sister, The History Press, 2015, ISBN 978-0-7524-9151-6.
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