Tita Piaz

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Tita Piaz

Giovanni Battista Piaz, meglio noto come Tita Piaz (Pera di Fassa, 13 ottobre 1879Bolzano, 6 agosto 1948), è stato un alpinista italiano.

Era chiamato "il diavolo delle Dolomiti" per l'arditezza di molte sue imprese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tita Piaz nacque a Pera (Sèn Jan di Fassa) il 13 Ottobre 1879 da Giovanni Battista Piaz (1841- 1917) e Caterina Deluca (1839-1934). La famiglia da cui proveniva Tita era impegnata duramente per sopravvivere: suo padre vendeva giocattoli in legno e bestiame, mentre la madre vendeva merci come ambulante percorrendo spesso lunghi tragitti a piedi lungo la vicina Val d'Ega. Tita era il terzogenito della famiglia dopo le due sorelle Oliva e Maria.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Venne avviato a Bolzano agli studi magistrali, che per sua volontà abbandonò poco prima di terminarli. Nell'estate 1898, non ancora ventenne, entrò nella storia dell'alpinismo con la salita solitaria della Torre Winkler sul Catinaccio. La fama di tale impresa varcò i confini nazionali e molte testate giornalistiche estere scrissero di lui. Lo stesso Luigi Rizzi Feràt, allora il più famoso scalatore della valle, scese a Pera per vedere di persona chi fosse quel giovanissimo scalatore.

Nel 1903 Tita sposò Marietta Rizzi, figlia del gestore del rifugio Vajolet, da cui ebbe tre figlie: Olga, Pia e Carmela. Durante l'estate del 1907 aprì sul passo Pordoi una casa per turisti (Touristenheim) e la diede in gestione, almeno all'inizio, a una famiglia di meranesi. Con l'apertura della casa per turisti, l'interesse per le pareti del Gruppo del Sella, e soprattutto per il Sass Pordoi, iniziava ad aumentare.

Il 9 Gennaio 1912 morì a 41 anni Marietta Rizzi, moglie di Tita e direttrice del Rifugio Vajolet, il quale passò così ad un altro gestore. Tita rimase particolarmente offeso dall'accaduto ritenuto da lui come una mancata considerazione nei riguardi della sua persona, decise pertanto di acquistare personalmente un terreno sito a pochi passi dal rifugio (in quello stesso terreno poco tempo dopo ebbe modo di edificare il Rifugio Preuss, un piccolo rifugio intitolato alla memoria dello scomparso alpinista Paul Preuss, grande amico personale di Tita.)

Nel 1913 Tita si sposò in seconde nozze con Maria Bernard (1883-1971), sorella dell'allora fabbro di Pera (Sèn Jan di Fassa). Dalla sua seconda moglie Tita ebbe altri due figli: Nereo (1913 - 1925) e Furio (1920 - 1964).

Svolse spesso l'attività di guida alpina, accompagnando anche personaggi illustri, tra cui, nei primi anni del Novecento, re Alberto I del Belgio

Aprì una cinquantina di nuove vie, tra cui 32 nelle montagne della Val di Fassa, 16 sulle Dolomiti orientali e due nel gruppo del Kaisergebirge (Tirolo austriaco).

Tita Piaz fu il principale promotore della costruzione, nel 1933, del Rifugio Re Alberto, posto a quota 2.621 m alla base delle Torri del Vajolet.

È noto anche per aver inventato la tecnica della discesa in corda doppia, invenzione contesa con Hans Dülfer. Oggi questa tecnica, passata in disuso grazie all'avvento degli imbraghi e dei moderni discensori, è nota semplicemente come "metodo Piaz", "metodo Dulfer" o "Dulfer-Piaz".

Si interessò anche ai problemi politici e sociali del suo tempo. Durante il periodo fascista venne più volte arrestato come oppositore del regime. Rimase fedele alle idee socialiste di Cesare Battisti. Nel 1930 venne arrestato nel suo albergo al Passo Pordoi (che poi chiamò albergo Col di Lana) con l'accusa di essere un sovversivo, venne imprigionato a Trento ma pochi giorni dopo fu rilasciato grazie a un deputato di Cavalese (Mendini). Nel 1944 fu imprigionato dai nazisti per nove mesi nel carcere di Bolzano.

Fu sindaco di Pera di Fassa nell'immediato dopoguerra. Il 10 settembre 1947, salì per l'ultima volta la torre Winkler, la più amata tra le torri del Vajolet nel gruppo del Catinaccio: erano trascorsi cinquant'anni da quel lontano 1897 quando, non ancora ventenne, aveva raggiunto la vetta per la prima volta. È stato anche un apprezzato poeta e scrittore in lingua ladina fassana [1]

Morì il 6 agosto 1948 in conseguenza al grave trauma cranico riportato in un incidente causato dalla rottura dei freni della sua bicicletta, inutile si rivelò il successivo ricovero all'ospedale di Bolzano.

Principali ascensioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1897 - Torre Winkler (m 2.800, nelle Torri del Vajolet nel Gruppo del Catinaccio).
  • 1900 - Ascensione in solitaria della Punta Emma[2] del Catinaccio tramite la fessura nord-est, chiamata ora Fessura Piaz. Il grande alpinista austriaco Paul Preuss definì l'impresa «unica nel suo genere in relazione ai tempi».
  • 1906 - Prima ascesa del Campanile Toro (m 2.345, Dolomiti friulane), con difficoltà del V grado, eccezionali per quei tempi.
  • 1908 - Parete ovest del Totenkirchl (m 2.190, gruppo del Kaisergebirge nel Tirolo austriaco).
  • 1912 - Prima ascensione, con Hans Dulfer, della Punta di Frida nelle Tre Cime di Lavaredo.
  • 1926 - Spigolo nord dello Schenon (m 2.800, gruppo del Latemar).
  • 1935 - Torre Winkler del Catinaccio, con Fosco Maraini e Sandro del Torso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tita Piaz
  2. ^ La Punta Emma prende il nome da Emma Della Giacoma, cuoca del rifugio Vajolet, che aiutò Tita Piaz a preparare l'ascensione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tita Piaz, A tu per tu con le crode, Cappelli, 1949.
  • Arturo Tanesini, Tita Piaz: il diavolo delle Dolomiti, presentazione di Bepi Pellegrinon. - 3. ed., Belluno, Nuovi sentieri, 1986.
  • Luciana Palla, Tita Piaz a confronto con il suo mito, Istitut Cultural Ladin di Vigo di Fassa – Museo Storico in Trento, Trento 2006. ISBN 978-88-86053-67-9

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN7546882 · ISNI (EN0000 0000 4261 073X · LCCN (ENno2003118888 · GND (DE117685771 · BNF (FRcb13524198n (data)