Tisroc

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Tisroc è il titolo dei monarchi dell'immaginario regno di Calormen, che compare nella saga fantasy per ragazzi de Le cronache di Narnia, scritta da C. S. Lewis. Si fa menzione di diversi uomini che hanno ricoperto questo ruolo, ma gli unici che compaiono direttamente si trovano in Il cavallo e il ragazzo, il terzo libro della serie secondo la cronologia interna.

La posizione del Tisroc all'interno del suo regno ricorda quella dei Faraoni dell'antico Egitto: potere assoluto e onori divini. I Tisroc infatti dichiarano di discendere direttamente da Tash, la massima divinità venerata a Calormen, e i loro sudditi, quando lo menzionano, soggiungono sempre l'epiteto formulario: "Possa vivere in eterno". Il cavallo parlante Bri, fieramente originario di Narnia, bolla tale usanza come degna di schiavi, ma a Calormen rifiutarsi di farlo equivale a blasfemia e alto tradimento, reati puniti con la morte. Al Tisroc è riservata una vita nel lusso più sfrenato, in un sontuoso e monumentale palazzo, con numerosi schiavi al suo servizio, nonché un nutrito harem. Il suo erede designato ricopre il titolo di "principe", distinguendosi dal resto dei nobili calormeniani, che si fanno appellare Tarkaan. Fra la nobiltà calormeniana e anche all'interno della stessa famiglia del Tisroc però maturano spesso cospirazioni per impadronirsi della carica. Non si specifica se vi sia una versione femminile del titolo Tisroc.

Il termine Tisroc potrebbe essere stato tratto da Lewis da Nisroch, divinità dell'antica Assiria, che presenta somiglianze al dio calormeniano Tash.

In Il cavallo e il ragazzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel terzo libro della saga compare come Tisroc un regnante potente e dissoluto, con ben diciannove figli. Il suo erede designato è il figlio Rabadash, di carattere irascibile, arrogante, ribelle e affamato di potere. Invaghitosi della bella regina Susan di Narnia, la desidera in moglie, ma questa lo rifiuta. Offeso, Rabadash pretende dal padre un esercito per marciare verso nord e impadronirsi della donna con la forza, il Tisroc acconsente, avvertendo però Rabadash di non aver intenzione di vendicarlo casomai cadesse nell'impresa. Invero, il sovrano di Calormen dichiara di nutrire da tempo l'ambizione di sottomettere i reami di Narnia e Archen, ma di più lo preoccupa che l'ambizione dell'irruento figlio un giorno lo induca a complottare ai suoi danni. Comunque, a seguito del fallimento della spedizione punitiva, Rabadash viene rispedito a Calormen con disonore (Aslan lo trasforma in un asino e lui, per riacquistare fattezze umane, è costretto da lì in poi a rimanere per sempre in prossimità del tempio di Tash a Tashbaan); in seguito, divenuto Tisroc alla morte del padre, si acquista il soprannome di "Pacificatore" (per alcuni invece "il Ridicolo"), visto che lui stesso non può più allontanarsi da Tashbaan per spedizioni di guerra e non vuole che, affidandole ad un Tarkaan, questi lo superi in gloria.