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Tiro (mitologia)

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Tiro
Nome orig.Τυρώ (Tyrṑ)
Lingua orig.Greco antico
Caratteristiche immaginarie
Sessofemmina
Luogo di nascitaElide
Professioneprincipessa della Elide e regina consorte di Iolco

Tiro (in greco antico Τυρώ?, Tyrṑ) è un personaggio della mitologia greca. Fu una principessa della Elide e regina consorte di Iolco.

Figlia di Salmoneo[1][2] e di Alcidice,[1][2] sposò Creteo[1][2] che la rese madre di Esone,[1][2] Fere[1][2] ed Amitaone.[1][2]

Prima del matrimonio ebbe una relazione con Poseidone dalla quale nacquero Pelia e Neleo.[2]

La figura di Tiro occupa un ruolo di rilievo primario all'interno dell'epica omerica, rappresentando la prima delle grandi eroine del passato che Ulisse incontra durante la sua discesa nell'Ade.[3]

La morte della madre e le persecuzioni di Sidero

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In seguito alla morte di Alcidice, suo padre Salmoneo sposò Sidero in seconde nozze[1] e questo evento segnò l'inizio di un lungo periodo di gravi sofferenze per la giovane principessa. Sidero infatti, incarnando l'archetipo della matrigna crudele, manifestò un'accesa ostilità nei suoi confronti e la sottopose a continue angherie, umiliazioni e violenze fisiche[4] cosicché Tiro prese l'abitudine di cercare isolamento e conforto lontano da casa, frequentando assiduamente le sponde del fiume Enipeo.[3]

L'amore per l'Enipeo e l'inganno di Poseidone

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Fu proprio presso le sponde del fiume che la principessa s'invaghì perdutamente del potamoi Enipeo, piangendo e lamentandosi del proprio amore non corrisposto e della sua dolorosa condizione familiare. Della situazione ne approfittò Poseidone, che assunse le sembianze del fiume e sollevò un'immensa onda purpurea, incurvata ed a forma di montagna, che avvolse la coppia in un abbraccio divino mentre i due si unirono nel rapporto. Prima di andarsene Poseidone le infuse un sonno ristoratore, le strinse la mano e le rivelò la propria identità, aggiungendo che dalla loro unione segreta sarebbero nati figli gloriosi ed imponendole il silenzio sul coinvolgimento divino.[3]

La discendenza e i due matrimoni

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Tiro portò a termine la gravidanza e diede alla luce i due gemelli Pelia e Neleo, i quali divennero entrambi potenti servitori di Zeus e successivamente Tiro si unì in matrimonio legittimo con lo zio Creteo divenendo regina di Iolco[3] e stabilendosi definitivamente in Tessaglia.[1]

Secondo Apollodoro, quando Tiro comprese che i nascituri non erano figli del vero Enipeo, per la vergogna li mise al mondo segretamente per poi abbandonarli su una montagna ed i gemelli furono salvati da un guardiano di cavalli che ne aveva udito i gemiti, poiché uno dei due era stato inavvertitamente scalciato da uno dei suoi cavalli. Il guardiano chiamò costui Pelia, per il livido che portava sulla fronte e l'altro Neleo.[1]

Divenuti adulti, i due gemelli scoprirono la verità sulle proprie origini e vennero a conoscenza delle gravi angherie a cui la madre biologica era ancora sottoposta da parte di Sidero,[1] così Pelia e Neleo decisero di assalire la matrigna e la inseguirono fino al tempio di Era. Pelia infine, ignorando il diritto d'asilo e compiendo un grave sacrilegio, la sgozzò direttamente sull'altare della dea.[1]

Secondo Diodoro Siculo, la vicenda dei gemelli ebbe uno sviluppo differente e legato alla distruzione della città di Salmona (che fu fondata da suo padre Salmoneo) da parte di Zeus che lanciò un fulmine. In questa versione non si fa menzione dell'abbandono dei neonati sulla montagna, poiché Pelia e Neleo furono invece salvati e allevati direttamente da alcuni abitanti del luogo dopo la morte di Salmoneo.[2]

Influenza culturale

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La vicenda di Tiro e dei suoi figli gemelli godette di grande fortuna anche all'inizio della storia della letteratura latina. Il mito fu infatti il nucleo centrale del Carmen Nelei ("Canto di Neleo"), un poema epico arcaico di autore ignoto composto in versi saturni nel corso del II secolo a.C. Dell'opera non rimangono che pochissimi frammenti tramandati per tradizione indiretta dai grammatici successivi, ma la sua esistenza testimonia la precoce ricezione della saga di Tiro nel mondo romano.

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (EN) Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro I, 9.7 e I, 9.8, su Theoi. URL consultato il 30 maggio 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Diodoro Siculo, Bibliotheca Historica, libro IV, 68.1 e seguenti - Theoi Classical Texts Library, su www.theoi.com. URL consultato il 30 maggio 2026.
  3. 1 2 3 4 (EN) Omero, Odissea, XI, 235-259, su Theoi. URL consultato il 30 maggio 2026.
  4. ↑ Sofocle, Tiro (tragedia perduta), frammenti 648-669 Radt.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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