Thurn und Taxis

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Thurn und Taxis

 Thurn und Taxis – Bandiera  Thurn und Taxis - Stemma
 Thurn und Taxis - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Fürstentum Thurn und Taxis
Lingue parlate Tedesco
Capitale Regensburg
Dipendente da Sacro Romano Impero
(Provincia dell'Elettorato del Reno)
Politica
Forma di governo Monarchia;

Baronia, Contea, Principato, retti da:

  • Baroni (1608-1624)
  • Conti (1624-1695)
  • Principi (dal 1605)
Nascita 1608 con Leonardo I
Causa Investitura imperiale
ex Rodolfo II
Fine 1805 con Carlo Anselmo
Causa Occupazione napoleonica;
la famiglia è tuttora fiorente
Territorio e popolazione
Bacino geografico Provincia dell'Elettorato del Reno
Religione e società
Religioni preminenti Protestantesimo
Religioni minoritarie Cattolicesimo
Classi sociali Nobili, clero, agricoltori
 Thurn und Taxis - Mappa
Evoluzione storica
Succeduto da Flag of Bavaria (striped).svg Regno di Baviera

I Thurn und Taxis sono una nobile ed importante famiglia tedesca. Erano un tempo principi soggetti al Sacro Romano Impero ed acquistarono un importante ruolo politico ed economico, in particolare ebbero a partire dal Quattrocento un ruolo fondamentale nella diffusione del sistema postale in Europa, attività che continuarono fino al 1866. La famiglia è di origine italiana, in quanto discende dai Tasso, originari di Cornello in Val Brembana.

I Thurn und Taxis furono sovrani di un piccolo principato, tra i tanti Staterelli in cui era frammentato il Sacro Romano Impero; il principato esistette fino alla abolizione dell'Impero, nel 1806, e faceva parte del Circolo del Reno Elettorale. La famiglia, tuttavia, non risiedeva nel principato: fino al 1701 risiedettero a Bruxelles, poi a Francoforte; infine, nel 1748, si trasferirono a Ratisbona e risiedevano nel castello di questa città, tuttora di loro proprietà. I Thurn und Taxis hanno le proprie tombe gentilizie nella chiesa di Notre-Dame du Sablon, in Belgio, e nell'abbazia di Sant'Emmerano, a Ratisbona.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Almeno dal 1489[2] Jannetto de Tassis, discendente dalla famiglia di corrieri bergamaschi Tasso, ricoprì l'incarico di mastro di posta (Kuriermeister) di Massimiliano I d'Asburgo, con sede a Innsbruck, dove Massimiliano teneva la propria corte. La strada postale più importante era la "via di Fiandra", che collegava la corte di Innsbruck a Malines nei Paesi Bassi, appartenenti alla moglie Maria di Borgogna[3].

Nel 1501 il figlio di Massimiliano, Filippo il bello, nominò Francesco Tasso, fratello di Janetto, capitano e maestro delle poste dei Paesi Bassi, con sede a Malines. Divenuto re consorte di Castiglia, Filippo nel 1505 stipulò un nuovo contratto con Francesco Tasso, affidandogli anche le poste fra Bruxelles e la Spagna, fino a Granada, attraverso la Francia[3].

Nel 1516 il nuovo re di Spagna Carlo I (il futuro Carlo V del Sacro Romano Impero) stipulò un'altra convenzione con Francesco Tasso, che definì il carattere di primo sistema postale sovrannazionale. In particolare la via di Fiandra fu prolungata a sud delle Alpi, fino a Roma e Napoli[3]. Francesco morì senza eredi nel 1518.

Un terzo fratello, Ruggero II, investì finanziariamente nel sistema postale rendendo la prestazione regolare e meritandosi le cariche di Gran Cacciatore e ciambellano imperiale. Ebbe quattro figli: Maffeo, Davide, Simone e Giovan Battista.

Il primogenito Maffeo fu Maestro Generale delle Poste pontificie, ma morì senza eredi[4].

Il secondogenito Simone fu nominato Maestro generale delle Poste del Ducato di Milano nel 1536. La carica passò poi al figlio primogenito Ruggero[5]. Il secondogenito di Simone, Antonio, si trasferì a Roma e i suoi discendenti ottennero il titolo di principi de Tassis; la famiglia terminò nel 1800.

Il terzo maschio, David forse operava già a Venezia; senz'altro suo figlio Ruggero fu fatto Mastro delle Poste imperiali a Venezia nel 1541 e la carica passò ai suoi discendenti fino alla fine della Repubblica di Venezia[6].

Infine, la sorella Elisabetta sposò Bono Bordogna, che verrà nominato mastro di posta di Trento e da cui discende il ramo Tasso-Bordogna-Valnigra i cui membri ricoprirono ereditariamente la carica fino all'incameramento da parte dello Stato voluto da Maria Teresa nel 1769[7].

L'ultimo maschio, Giovan Battista, raccolse l'eredità dello zio Francesco riorganizzando e rendendo più celeri i servizi e nel 1520 Carlo V, ormai imperatore, gli concesse il titolo di gran maestro delle poste imperiali, con sede a Bruxelles. A partire da tale data le poste tassiane trasportarono anche la corrispondenza privata[8]. Nel 1531 Giovan Battista fu riconosciuto nobile del Sacro Romano Impero e fu infine creato conte de La Roche nelle Ardenne. Ebbe vari figli, fra cui Raimondo e Leonardo.

Raimondo nel 1535 ricevette l'incarico di Correo Mayor de España[9], che trasmise ai figli fino al 1622[10]. Questo ramo, che portava il titolo di conti di Villa Mediana, è noto come "Tassis-Peralta".

Leonardo I de Tassis (1522-1612) proseguì la linea principale della prosapia[11] subentrando nell'ufficio trasmissibile di Mastro Generale delle Poste dell'Impero nel 1595. Nel 1608 fu creato barone imperiale di Brusinghen e ciambellano imperiale con diritto di voto al Reichstag. Nel 1612 fu elevato a conte del Sacro Romano Impero[4].

Suo figlio Lamoral I (1557-1624) ottenne che la carica di Maestro Generale delle Poste Imperiali divenisse un feudo imperiale del Sacro Romano Impero[8]; ebbe un figlio, Leonardo II, il quale, dopo aver preso possesso del pubblico incarico, sviluppò ulteriormente il collegamento postale tra le maggiori città imperiali.

L'arme dei principi Thurn und Taxis

Il primogenito Lamoral Claudio, desideroso di fregiarsi di aristocratiche ascendenze, accettò l'ipotesi di discendere dai Della Torre signori di Milano e conti di Valsassina, e, nel 1650 assunse il cognome germanizzato di conte von Thurn und Taxis. Durante la guerra dei trent'anni riuscì a conservare l'organizzazione del sistema postale imperiale e nel 1664 si aggiudicò la titolarità dell'apparato postale bavarese[12].

Il successore Eugenio Alessandro si assicurò nel 1681 lo status ispano-olandese di principe di Thurn und Taxis con l'elevazione dei territori della zona a signoria sovrana. Nel 1695 fu riconosciuto come principe del Sacro Romano Impero e, nel 1754, fu anche ammesso nella dieta imperiale; estese inoltre gli interessi della famiglia in Polonia, Svizzera e Francia, mantenendo l'attribuzione di "Mastro Generale delle Poste imperiali dei Paesi Bassi e Borgogna. Vennero altresì istituiti gli ordini equestri della "Casa di Thurn und Taxis" (1704) e della "Perfetta Amicizia" (1733): tali onorificenze, assai ambite, erano tipiche e frequenti nelle case nobiliari e reali. Durante la Guerra di successione spagnola i Paesi Bassi vennero temporaneamente occupati dai Francesi ed i Thurn un Taxis persero il generalato delle poste olandesi, cosicché nel 1701 Eugen Alexander trasferì la sede da Bruxelles a Francoforte sul Meno [4][8].

Il castel Tasso alle porte di Vipiteno

Il nipote di Eugenio Alessandro, Alessandro Ferdinando ottenne il diritto di voto all'interno del collegio dei principi della dieta nel banco del circolo del Reno elettorale (1754). Nel 1748, in esito alla Guerra di successione austriaca, Eugenio Alessandro ed i suoi discendenti furono nominati commissari imperiali alla Dieta di Ratisbona[8] e trasferirono la propria residenza in tale città libera.

Ebbe due figli: Massimiliano Giuseppe e Carlo Anselmo. Il primo diede origine alla linea boema della dinastia, il secondo ricoprì la carica di Gran Mastro delle Poste e si procacciò, nella seconda metà del XVIII secolo, il dominio su alcune signorie che vennero convertite in contee principesche nel 1788 (Osterhofen, Duttenstein); dal 1749, poi, acquistarono i feudi equestri di Ballmertshofen, Trugenhofen, Demmingen, mentre le contee di Friedberg e Scheer, possedute successivamente dai conti svevi von Waldburg, diverranno sovrane nel 1788. Nel 1754 con la rilevazione di Bludegg sul Danubio, diventarono anche principi svevi con diritto di seggio e voto collegiale.[13].

Francobollo del 1859 da 15 kreuzer
delle poste Thurn und Taxis

Carlo Anselmo perse nel 1801 con la pace di Lunéville le rendite postali sulla riva sinistra del Reno, ma fu indennizzato con la città di Buchau e altre terre (Marchtal, Neresheim, Schremmerberg). Fra il 1805 e il 1806, con lo scioglimento del Sacro Romano Impero e la costituzione della Confederazione del Reno, il figlio Carlo Alessandro conservò solo la gestione delle poste solo in alcuni staterelli della Turingia[8]. Nel 1806 il Sacro Romano Impero fu sciolto e lui restò privo della sovranità sui territori aviti e fu mediatizzato dal Württemberg.

Dal 1811 al 1819 cedette però il servizio postale prima nel granducato di Baden e poi nella Prussia. Con il Congresso di Vienna del 1815 l'organizzazione postale tassiana divenne un'impresa privata che gestiva la corrispondenza degli stati minori tedeschi (ovvero escluse l'Austria, la Prussia, la Baviera)[8]. Nel 1851 il figlio Massimiliano Carlo rinunciò anche alla gestione nel Württemberg e fu ammesso alla camera dei signori di Prussia, indi anche a quella d'Austria. Il 1º gennaio 1852 entrarono in vigore i francobolli delle poste Thurn und Taxis.

Il 16 luglio 1866, nel corso della guerra austro-prussiana, le truppe prussiane occuparono Francoforte e perciò anche la sede centrale delle poste tassiane e il 30 giugno dell'anno successivo cessarono definitivamente le poste dei Thurn und Taxis[8].

I suoi discendenti furono nominati nel 1899 duchi di Worth e Donaustauf: in tal modo altri titoli di nobiltà si aggiungevano nella prolifica casata.

Il capo della casata dei Thurn und Taxis è il principe Alberto II di Thurn und Taxis, figlio di Giovanni e di sua moglie Gloria. La famiglia è una delle più ricche e prestigiose della Germania; risiede al castello di Sant'Emmerano, già abbazia principesca, a Ratisbona sin dal 1748. La birreria di proprietà della famiglia fu venduta alla multinazionale Paulaner di Monaco di Baviera nel 1996, ma continua a produrre con il nome dei Thurn und Taxis. Il papa Benedetto XVI conosceva molto bene i Thurn und Taxis, da sempre suoi benefattori. Molti membri della casata furono Cavalieri di Malta.

Mastri Generali delle Poste (1490-1805), Nobili de Tassis (1512-1608), Sovrani di Thurn und Taxis (1608-1805)[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Dal Al Consorte e Note
1 Mastro delle Poste Jannetto de Tassis 1490 1501 con Francesco e Giovanni Battista
2 Mastro
Signore
Francesco I 1501
1512
1512
1517
Dorothea Luytvoldi
3 Signore Giovanni Battista 1517 1541 Cristina di Wachtendonk
4 Signore Francesco II 1541 1543
5 Signore
Barone
Leonardo I 1544
1608
1608
1612
Margaretha Damant Boisot de Rouha;
Barone del Sacro Romano Impero
6 Barone
Conte
Lamoral I 1612
1624
1624 Genoveffa de Taxis;
Conte del Sacro Romano Impero
7 Conte Leonardo II 1624 1628 Alexandrina de Rye,
reggente (1628-1646)
8 Conte Lamoral II Claudio Francesco 1628 1676 Anna Francesca Eugenia di Homes
9 Conte
Principe
Eugenio Alessandro 1676
1695
1695
1714
Anna Adelaide di Furstenberg,
Anna Augusta di Hohenloe-Waldenburg
10 Principe Anselmo Francesco 1714 1739 Maria Ludovica di Lobkowicz
11 Principe Alessandro Ferdinando 1739 1773 Sofia Cristina di Brandeburgo,
Luisa di Lorena,
Maria Enrichetta di Furstenberg
12 Principe Carlo Anselmo 1773 1805 Augusta di Wurttemberg;
ultimo Principe Sovrano, Napoleone I soppresse il Generalato delle Posta del S.R.I., ma consentì alla famiglia di mantenere i propri titoli e prerogative nobiliari

Capi della casata di Thurn und Taxis (dal 1805)[modifica | modifica wikitesto]

Le armi gentilizie della famiglia

Principi di Thurn und Taxis (dal 1695)[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Dal Al Consorte e Note
1 Principe Carlo Alessandro 1805 1827 Teresa di Meclemburgo-Strelitz
2 Principe Massimiliano Carlo 1827 1871 Guglielmina di Dornberg,
Matilde Sofia di Oettingen
3 Principe Massimiliano Maria 1871 1885
4 Principe Alberto I 1885 1918 Margherita Clementina d'Austria

Capi della casata di Thurn und Taxis, titolari non regnanti (dal 1918)[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Dal Al Consorte e Note
1 Principe Alberto I 1918 1952 Margherita Clementina d'Austria
2 Principe Francesco Giuseppe 1952 1971 Isabella di Braganza
3 Principe Carlo Augusto 1971 1982 Maria Anna di Braganza
4 Principe Giovanni 1982 1990 Gloria di Schönburg-Glauchau
5 Principe Alberto II 1990

Ritratti dei sovrani e principi di Thurn und Taxis[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Behringer, p. 14
  2. ^ Tarcisio Bottani, I testamenti di Janetto, Ruggero e Leonardo Tasso negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  3. ^ a b c James van der Linden, L'amministrazione postale dei Thurn und Taxis nei Paesi Bassi Spagnoli negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  4. ^ a b c Vincenzo Fardella de Quernfort, Documenti Tassiani in Sicilia negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  5. ^ Marco Gerosa, Personaggi della posta dello Stato di Milano negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  6. ^ Bonaventura Foppolo, La parabola del ramo veneziano dei Tasso negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  7. ^ Francesca Brunet, I Taxis Bordogna e la stazione postale di Trento negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  8. ^ a b c d e f g Fabian Fiederer, La fine delle poste Thurn und Taxis nel XIX secolo negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  9. ^ Silvia Blat, I fondi Tassis dell'Archivio di Simancas, negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  10. ^ María José Bertomeu, Documenti su Juan de Tassis a Simancas negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  11. ^ Behringer, p. 20
  12. ^ Peter Styra, La storia delle poste in Baviera negli atti del convegno "I Tasso e le poste d'Europa"
  13. ^ Bottani, p. 21

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wolfgang Behringer, Thurn und Taxis, Die Geschichte ihrer Post und ihrer Unternehmen, München, Zürich 1990 ISBN 3-492-03336-9
  • Martin Dallmeier, Quellen zur Geschichte des europäischen Postwesens, Kallmünz 1977.
  • Martin Dallmeier and Martha Schad, Das Fürstliche Haus Thurn und Taxis, 300 Jahre Geschichte in Bildern, Regensburg 1996, ISBN 3-7917-1492-9
  • Monica Minozio, I Della Torre, ed. Marna, Gorle (BG) 2003.
  • Fritz Ohmann, Die Anfänge des Postwesens und die Taxis, Leipzig 1909.
  • Joseph Rübsam, Johann Baptista von Taxis, Freiburg im Breisgau 1889.
  • Francesco Floris I Sovrani d'Europa, Newton & Compton Editori, Roma 2005.
  • Giorgio Migliavacca, Tarcisio Bottani, Simone Tasso e la posta di Milano nel Rinascimento, Museo dei Tasso e della Storia Postale, Camerata Cornello 2008.
  • Tarcisio Bottani, I Tasso e le poste pontificie - Sec. XV-XVI, Museo dei Tasso e della Storia Postale, Camerata Cornello 2000.
  • Thomas Pynchon The crying of lot 49 (Novel) US 1966.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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