Thunnus albacares

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Tonno pinna gialla
Thalb u0.gif
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Scombroidei
Famiglia Scombridae
Sottofamiglia Scombrinae
Tribù Thunnini
Genere Thunnus
Specie T. albacares
Nomenclatura binomiale
Thunnus albacares
Bonnaterre, 1788
Sinonimi

Neothunnus albacora, Neothunnus catalinae, Neothunnus itosibi, Orcynus subulatus, Scomber albacares, Scomber albacorus, Scomber sloanei, Semathunnus guildi, Thunnus albacora, Thunnus allisoni, Thunus albacares, Thynnus albacora, Thynnus argentivittatus, Thynnus macropterus, Germo albacares

Il tonno pinna gialla (Thunnus albacares), detto anche tonno albacora o tonno monaco, è un pesce di mare della famiglia Scombridae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una specie circumtropicale, diffusa in tutti i mari caldi del globo, in particolare Pacifico ovest, mare Caraibico, oceano Indiano, e sud dell'Atlantico. In Europa si trova lungo le coste portoghesi dell'Atlantico, e non è chiaro se talvolta penetri nel mar Mediterraneo.
È una specie pelagica come il tonno rosso, ma può occasionalmente trovarsi sottocosta. A causa della pesca intensiva è a rischio estinzione e rientra nella lista rossa di Greenpeace, che segnala le specie marine più sensibili sconsigliandone il consumo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si distingue dal tonno rosso, dai seguenti particolari:

  • seconda pinna dorsale e pinna anale con lobo falcato molto più lungo che nel tonno rosso; negli adulti queste pinne hanno color giallo vivo invece che blu;
  • pinne pettorali lunghe fino all'inizio della seconda pinna dorsale, più lunghe che nel tonno ma assai più corte che nell'alalunga;
  • pinnule sul peduncolo caudale, di colore giallo acceso con bordo nero.

La colorazione è blu o nero-bluastra, spesso con fasce trasversali più chiare.

È inoltre più piccolo del tonno rosso e sembra che non superi i 2 m di lunghezza.

Alimentazione, Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Simili a quelle del tonno.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Si cattura con metodi simili a quelli impiegati oggi per il tonno rosso. In seguito all'assottigliamento degli stock di quest'ultima specie, il tonno pinna gialla viene pescato sempre più. Le sue popolazioni, comunque, sembrano in condizioni migliori di quelle del Thunnus thynnus del Mediterraneo.

Meno pregiato del tonno rosso e dal prezzo più economico, è l'elemento utilizzato per la quasi totalità delle conserve di tonno sott'olio.

Nel 2010, Greenpeace International ha aggiunto anche il tonno pinna gialla alla lista degli animali a rischio. "La 'seafood red list' di Greenpeace International è un elenco di pesci comunemente venduti nel mondo dalla grande distribuzione, che con una certa probabilità vengono pescati con metodi non sostenibili."[2]

Un'altra problematica collegata alla pesca del tonno pinna gialla, che ha attirato negli ultimi anni l'attenzione dell'opinione pubblica, è l'altissima mortalità di alcune specie di delfini che rappresentano una comune cattura accessoria in questo tipo di pesca: ciò è dovuto alla frequente associazione di banchi di Thunnus albacares con larghi gruppi di delfinidi, in particolare apparenti alla specie Stenella attenuata[3], una situazione talmente ricorrente che persino i pescatori utilizzano spesso i delfini come indicatore della presenza del tonno, ulteriormente aumentando l'impatto sui cetacei. [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Thunnus albacares, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2015.2, IUCN, 2015.
  2. ^ http://www.greenpeace.org/international/seafood/red-list-of-species Greenpeace International Seafood Red list (EN)
  3. ^ Why Do Tuna and Dolphin Swim Together?, su www.sarasotadolphin.org. URL consultato il 19 gennaio 2016.
  4. ^ ‘Dolphin Safe’ Tuna Isn’t All That Safe, marinesciencetoday.com. URL consultato il 19 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • COSTA F., (1991), Atlante dei pesci dei mari italiani, Mursia, Milano
  • LOUISY P., (2006), Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, Il Castello, Trezzano sul Naviglio (MI)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Pesci Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci