Thun (azienda)

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THUN
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1950 a Bolzano
Fondata daLene e Otmar Thun
Sede principaleBolzano
Persone chiave
Fatturato124 milioni di (2019)
Utile netto9,7 milioni di (2019)
Dipendenti910 (2019)
Slogan«Regalare è il vero regalo»
Sito webwww.thun.com

Thun Spa è un'azienda italiana di oggetti da collezione, figure in ceramica, porcellana, articoli da decoro per interni, accessori per la casa, donna e bambino e idee regalo. L'azienda è stata fondata a Bolzano nel 1950 dai conti Lene e Otmar Thun in un piccolo laboratorio di modellazione a Castel Sant'Antonio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Il Thuniversum a Bolzano

Nelle cantine di castel Sant'Antonio, nella parte nord di Bolzano, i coniugi Lene e Otmar Thun avviano con due dipendenti un laboratorio-atelier che chiamano Officine Ceramiche Thun per la produzione di piccoli oggetti in ceramica e piastrelle per le stufe in ceramica.

Per creare quell'angelo simbolo dell'azienda Lene si ispira ai volti addormentati dei figli Matteo (classe 1952) e Peter (1955).[1]. Matteo Thun diventerà in seguito architetto e designer a Milano con Ettore Sottsass, Peter entra in azienda nel 1978 a 23 anni diventandone il presidente e CEO.[2].

Nel 1965 la sede viene trasferita in un casolare ad Aslago, nella parte sud di Bolzano, i dipendenti sono già una sessantina grazie anche all'acquisizione a Moosbach, in Germania, di una fabbrica di stufe fallita, il giro d'affari cresce costringendo i Thun a trovare una nuova e più ampia sede nella zona industriale di Bolzano. La creazione dei prodotti avviene a Bolzano, mentre la maggior parte della produzione di oggetti in ceramica è realizzata prima in Cina (a Tangshan, nello Hebei) e in seguito in Thailandia, al confine col Myanmar.[3].

Nel 1992 la società si trasforma da Srl in SpA con il logo disegnato da Matteo Thun (disegnerà anche l'avveniristico flagship store di Bolzano chiamato Thuniversum), i dipendenti diventano 150 anche in seguito all'apertura di un altro store a Rivoli Veronese, la produzione si allarga alle bomboniere, tazzine per caffè, collezioni di bijoux e prodotti per bambini. Nel 1998 nasce il THUN Club per gli appassionati del marchio.

Nel 2004 scompare la contessa Lene.

Dalla vendita all'ingrosso alla vendita al dettaglio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 inizia la diffusione dei punti vendita in franchising con l'apertura dei primi THUN shop in Italia.

Ad oggi THUN ha un fatturato di oltre 121 milioni di euro. Gli articoli THUN attualmente sono presenti in più di 1.000 negozi, di cui 140 negozi di proprietà[4] e 250 in franchising ai quali si affiancano 550 punti vendita multibrand di Austria, Germania e Svizzera [5] e due flagship store a Bolzano e Mantova, dove è stato creato il centro logistico Thun Logistics che offre servizi anche a terzi.

Nello stesso anno l'azienda avvia una nuova strategia che la porterà a passare da una logica all'ingrosso ad una al dettaglio, spostando l'attenzione dal rivenditore al consumatore finale e assumendosi il rischio di gestire gran parte della distribuzione.[6]

Nel 2017 apre a Milano, in corso Garibaldi, il primo Thun Caffè Italia: spazia dalla caffetteria alla ristorazione sino alla vendita degli articoli del catalogo Thun, soprattutto oggetti per la tavola e regalo. Nella prima metà di dicembre 2017 apre anche a Montebelluna, in Veneto.[7] Oggi in Italia esistono quattro Thun Caffè: Milano, Montebelluna, Cittadella e Rovigo.

Nel 2017 la terza generazione della famiglia entra in azienda con Simon Thun, figlio di Peter, che diventa Vice Presidente.

Nel febbraio 2019 avvicendamento al vertice dell'azienda: Paolo Denti lascia la carica di amministratore delegato, subentra al suo posto Francesco Pandolfi.[8]

Fondazione Lene Thun[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 nasce la Fondazione Lene Thun[senza fonte], la prima onlus per dimensione e diffusione nell’ambito della terapia ricreativa sul territorio italiano. Dal 2014 sono organizzati laboratori di ceramicoterapia gratuiti nei reparti oncologici pediatrici. Ad oggi la fondazione conta 46 laboratori attivi gratuiti e permanenti in 24 strutture ospedaliere con oltre 550 volontari organizzati e coinvolti ogni anno nella terapia di circa 9.000 bambini.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Lonardi, Il sogno della contessa ceramista “Ecco il business fatato di Thun”, in la Repubblica, GEDI Gruppo Editoriale, 30 Novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2017).
  2. ^ Peter Thun, una fiaba di famiglia, su Radio 24, Gruppo 24 ORE, 4 Aprile 2010.
  3. ^ Emanuele Scarci, E Thun «delocalizza» in Thailandia, in Il Sole 24 ORE, Gruppo 24 ORE, 19 ottobre 2012.
  4. ^ a b Blog | Thun chiude i negozi fino al 2 maggio e garantisce al 100% le retribuzioni, su Il cielo sopra San Marco, 24 marzo 2020. URL consultato il 10 giugno 2020.
  5. ^ Enrico Maria Albamonte, Thun, il pieno di fiducia in emergenza, in Affari e Finanza, 8 giugno 2020.
  6. ^ Damaggio, Il fatturato Thun cresce del 7%. Denti: avanti così, in Corriere dell'Alto Adige, RCS MediaGroup, 4 Febbraio 2017.
  7. ^ Enzo Favero, La guerra dei caffè. Apre anche Thun, in La Tribuna di Treviso, GEDI Gruppo Editoriale. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  8. ^ Thun, cambia l'amministratore delegato, in Alto Adige, S.E.T.A. S.p.A., 13 febbraio 2019. URL consultato il 14 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2019).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Castelli, Gli angeli della contessa in Primi in economia, Milano, Il Sole 24 Ore, 2004.
  • Peter Thun, Susanna Thun, Claudia Antonia Merkle (a cura di), La Contessa degli Angeli, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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