Thun (azienda)

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Thun
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1950 a Bolzano
Fondata daLene e Otmar Thun
Sede principaleBolzano
Persone chiave
Prodotti
  • Oggettistica
Fatturato87,5 milioni di (2016)
Utile netto2,7 milioni di (2016)
Dipendenti377 (2016)
Slogan«I sogni diventano una realtà»
Sito web

Thun è un'azienda italiana di oggetti da collezione, articoli da decoro interni e idee regalo. L'azienda è stata fondata a Bolzano nel 1950 dalla contessa Lene e dal conte Otmar Thun in un piccolo laboratorio di modellazione a Castel Sant'Antonio (Schloss Klebenstein).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Il Thuniversum a Bolzano

Nelle cantine del castello di Klebenstein, nella parte nord di Bolzano, i coniugi Lene e Otmar Thun avviano con due dipendenti un laboratorio-atelier che chiamano Officine Ceramiche Thun per la produzione di piccoli oggetti in ceramica e piastrelle per le stufe in ceramica.

Per creare quell'angelo simbolo dell'azienda Lene si ispira ai volti addormentati dei figli Matteo (classe 1952) e Peter (1955).[1]. Matteo Thun diventerà in seguito architetto e designer a Milano con Ettore Sottsass, Peter entra in azienda nel 1978 a 23 anni diventandone il presidente.[2].

Nel 1965 la sede viene trasferita in un casolare ad Aslago, nella parte sud di Bolzano, i dipendenti sono già una sessantina grazie anche all'acquisizione a Moosbach, in Germania, di una fabbrica di stufe fallita, il giro d'affari cresce costringendo i Thun a trovare una nuova e più ampia sede nella zona industriale di Bolzano. La creazione dei prodotti avviene a Bolzano, mentre la maggior parte della produzione di oggetti in ceramica è realizzata prima in Cina (a Tangshan, nello Hebei) e in seguito in Thailandia, al confine col Myanmar.[3].

Nel 1995 la società si trasforma da Srl in SpA con il logo disegnato da Matteo Thun (disegnerà anche l'avveniristico flagship store di Bolzano chiamato Thuniversum), i dipendenti diventano 150 anche in seguito all'apertura di un altro store a Rivoli Veronese, la produzione si allarga alle bomboniere, tazzine per caffè, collezioni di bijoux e prodotti per bambini. Nel 2004 scompare la contessa Lene.

Dal wholesale al retail[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016, dopo un periodo di crisi, l'azienda registra un fatturato annuo di quasi 88 milioni di euro. Dispone di circa 1200 punti vendita in Europa: 700 negozi multimarca e 370 monomarca, di cui 90 gestiti direttamente dalla stessa azienda (in Italia, Germania, Svizzera, Austria), e i due flagship store di Bolzano e Mantova dove è stato creato il centro logistico Thun Logistics che offre servizi anche a terzi.

Nello stesso anno l'azienda avvia una nuova strategia che la porterà a passare da una logica wholesale ad una retail, spostando l'attenzione dal rivenditore al consumatore finale e assumendosi il rischio di gestire gran parte della distribuzione.[4]

Nel marzo 2017 apre a Milano, in corso Garibaldi, il primo Thun Caffè Italia: spazia dalla caffetteria alla ristorazione sino alla vendita dei 250 articoli del catalogo Thun, soprattutto oggetti per la tavola e per i regali. Vuole essere un test del progetto che porterà l'azienda ad aprire altri locali. Nella prima metà di dicembre 2017 apre anche a Montebelluna, in Veneto.[5]

Nel febbraio 2019 avvicendamento al vertice dell'azienda: Paolo Denti lascia la carica di amministratore delegato, subentra al suo posto Francesco Pandolfi.[6]

Fondazione Lene Thun[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 nasce la Fondazione Lene Thun, una onlus di terapia ricreativa per persone in stato di disagio. Dal 2014 sono organizzati laboratori di ceramicoterapia gratuiti nei reparti oncologici pediatrici di 21 ospedali italiani.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Angelo di Bolzano su repubblica.it, su repubblica.it.
  2. ^ Intervista di Peter Thun su Radio24, su radio24.ilsole24ore.com.
  3. ^ Thun delocalizza in Thailandia, su ilsole24ore.com.
  4. ^ Corriere dell'Alto Adige, 4 febbraio 2017.
  5. ^ 23 novembre 2017, su tribunatreviso.gelocal.it. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  6. ^ Thun, cambia l'amministratore delegato, su altoadige.it, 13 febbraio 2019. URL consultato il 14 febbraio 2019.
  7. ^ Ceramicoterapia al Pausilipon con la Fondazione Lene Thun, su sociale.corriere.it, 20 ottobre 2016. URL consultato il 24 dicembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Castelli, Gli angeli della contessa in Primi in economia, Milano, Il Sole 24 Ore, 2004.
  • Peter Thun, Susanna Thun, Claudia Antonia Merkle (a cura di), La Contessa degli Angeli, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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