Thriller (genere)

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Scena del film thriller Intrigo internazionale con Cary Grant (1959).

Il thriller (dall'inglese to thrill, rabbrividire) è un genere di fiction che utilizza la suspense, la tensione e l'eccitazione come elementi principali della trama.[1] Derivato dal giallo, è assai diffuso sia in letteratura, che nel cinema o nella televisione. Più diffuso negli Stati Uniti che in Europa, il genere thriller è a sua volta suddiviso in diversi, in parte coincidenti, sottogeneri.

Il thriller stimola fortemente gli stati d'animo del fruitore dell'opera innestando, tramite l'anticipazione, un alto livello di aspettativa e al contempo di incertezza, sorpresa, ansia e/o terrore. In particolare nelle fiction cinematografiche e televisive, i thriller tendono ad essere adrenalinici, esaltanti e dal ritmo incalzante. Accorgimenti tipicamente letterari quali falsi indizi, colpi di scena e complotti sono ampiamente utilizzati. La trama del thriller è di solito portata avanti dal cattivo che crea ostacoli che il protagonista deve poi superare.[2][3]

L'obiettivo dei thriller è in generale quello di mantenere alta l'attenzione del fruitore tramite l'espediente della tensione. Il protagonista si trova contro un ostacolo o un mistero. Qualsiasi sia il sottogenere, il thriller mette in risalto il pericolo che il protagonista si trova di fronte. Questa tensione viene costruita nel corso di tutta l'opera e può condurre ad un climax altamente stressante. L'insabbiamento di informazioni importanti nel corso della trama e gli inseguimenti con scontri fisici sono comuni nelle trame di tutti i sottogeneri thriller, anche se ogni sottogenere ha le proprie caratteristiche uniche e metodi per tenere alta la tensione.[4]

Sottogeneri comuni sono i thriller psicologici, i thriller gialli e i thriller mistery.[5] Dopo l'assassinio del presidente Kennedy, anche i sottogeneri del thriller politico e del thriller paranoide sono diventati molto popolari.[6] Un po' più ricco di azione è il sottogenere del thriller di spionaggio, che sono essenzialmente film di spionaggio con un'alta dose di tensione di solito basati sulla fuga e sul tentativo di sopravvivenza del protagonista. Esempi di thriller classici sono i film di Alfred Hitchcock che hanno contribuito a definire il genere in campo cinematografico. I generi horror e azione spesso si sovrappongono al genere thriller, in particolare in campo cinematografico e televisivo.[7]Uno dei primi film thriller è stato Preferisco l'ascensore (1923) di Harold Lloyd, con la sequenza del personaggio che resta appeso sul lato di un grattacielo. Alfred Hitchcock e Fritz Lang hanno poi contribuito a plasmare il genere con Il pensionante (1927) e M - Il mostro di Düsseldorf (1931).[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica comune delle opere appartenenti a questo genere è quella di cercare di provocare nel lettore o nello spettatore una particolare tensione, la suspense, che può sfociare a volte anche nella paura. In questo filone l'effetto della tensione prevale sulla ricerca della soluzione dell'enigma. Spesso il lettore o lo spettatore assiste direttamente alla preparazione e all'esecuzione di un crimine, subendo pertanto un forte coinvolgimento emotivo. Centrale diventa la narrazione di un clima di violenza. Per raggiungere il climax gli autori utilizzano più volte tutti gli accorgimenti tipici di questo genere: accavallamento di più intrecci, personaggi che operano nell'ombra, o, nel caso del cinema thrilling, le scene al rallenty e i cliffhanger.

I thriller si fondono comunque spesso con il giallo inteso come romanzo enigma in senso lato, ma possono esserci differenze sostanziali nella trama. In un thriller, il protagonista deve spesso fermare i piani criminali dell'antagonista e i crimini sono normalmente compiuti su larga scala: omicidi seriali o di massa, atti di terrorismo oppure rovesciamenti di governi. Il pericolo e gli scontri più o meno violenti sono spesso elementi fondamentali della trama. Mentre nel giallo classico il climax viene di solito raggiunto quando il mistero viene risolto, nei thriller viene raggiunto quando il protagonista, alla fine, riesce a battere l'antagonista, salvando la vita a sé stesso e molto frequentemente anche ad altri personaggi. Così il termine thriller d'azione è sinonimo di giallo d'azione, entrambi caratterizzati da un'atmosfera di forte tensione dove le spirali ascendenti del climax sono presenti dall'inizio della storia. Si contrappongono al giallo psicologico che si distingue invece per l'indagine introspettiva nei sotterranei della psiche in luogo dell'azione. Differenze sono anche riscontrabili nella scrittura, più nervosa e serrata nel thriller o nel giallo d'azione, più elaborata nel giallo psicologico[8].

Distinzioni simili separano il thriller da altri generi che spesso si fondono al thriller: l'avventura, lo spionaggio, la fiction, sia essa legale, di guerra o navale, ecc. I thriller non vengono definiti in base all'oggetto dell'opera, ma agli effetti emotivi che sono capaci di suscitare. In questo senso, molti thriller hanno come protagonisti anche spie e agenti dei servizi segreti, ma non tutte le spy story sono thriller.

Definizione di thriller[modifica | modifica wikitesto]

Un thriller, per definirsi tale, deve provocare al fruitore dell'opera emozioni forti, in particolare suspense ed eccitazione che devono guidare la narrazione con improvvisi picchi o cadute nel livello della tensione, e con fasi costanti intervallate da fasi a ritmo veloce. In questo genere, l'obiettivo è quello di fornire una storia che abbia una tensione costante, il cui livello viene mantenuto con diversi effetti sorpresa, e un costante senso di morte imminente fino a quando la trama arriva ad un punto culminante. In generale l'intreccio tende ad essere in continuo movimento, con toni cupi o minacciosi, si hanno spesso scene di inseguimento, e la trama principale può fare capo ad una trama generale su larga scala che coinvolge tematiche come lo spionaggio, il terrorismo o la cospirazione internazionale.

Il thriller può essere definito dagli stessi stati d'animo primari che esso suscita: paura ed angoscia. In breve, se ci si "emoziona", è un thriller. Come spiega James Patterson:

« ...Al genere del thriller appartengono una grossa mole di generi letterari. Ce ne sono tutti i tipi. Il thriller legale (legal thriller), il thriller di spionaggio (spy thriller), il thriller di azione o d'avventura, il thriller medico, il thriller poliziesco, il thriller romantico, il thriller storico, il thriller politico, il thriller religioso, il thriller high-tech, il thriller militare. La lista potrebbe continuare all'infinito, con nuove variazioni costantemente create. In realtà, questa apertura all'espansione è una delle caratteristiche più durature del genere. Ma ciò che dà la varietà al genere del thriller è l'intensità delle emozioni che esso crea, in particolare l'apprensione e l'euforia, l'eccitazione e la mancanza di respiro, tutte progettate per generare quel brivido che è la cosa più importante di tutte. Per definizione, se un thriller non emoziona, non sta facendo il suo lavoro. »
(James Patterson, June 2006)

Temi e personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Gli elementi primari del genere thriller sono:

  • Il protagonista principale affronta il pericolo di morte, sua o di qualcun altro.
  • La forza dell'antagonista deve inizialmente essere maggiore di quella del protagonista.
  • La trama principale si concentra su un mistero che deve essere risolto.
  • La costruzione narrativa è dominata dal punto di vista del protagonista.
  • Tutte le azioni e i personaggi devono essere credibili o realistici nella loro rappresentazione.
  • I due temi principali su cui si fonda il genere thriller sono il desiderio di giustizia e la moralità degli individui.
  • Il protagonista e l'antagonista non devono combattere solo a livello fisico (che denoterebbe esclusivamente il genere d'azione) ma anche a livello psicologico.
  • O per caso o per una curiosità personale, i protagonisti vengono trascinati in un conflitto o in una situazione pericolosa che non sono inizialmente preparati a risolvere.

I personaggi tipici sono criminali, stalker e assassini, vittime innocenti (spesso in fuga), donne minacciate, personaggi con un passato oscuro, individui psicotici, serial killer, sociopatici, agenti speciali, terroristi, poliziotti contro evasi, investigatori privati, persone coinvolte in relazioni contorte, persone stanche della vita o psicologicamente instabili, e altro ancora. I temi spesso includono il terrorismo, la cospirazione politica, gli inseguimenti, i triangoli romantici che portano all'omicidio.[9]

I protagonisti sono spesso normali cittadini non abituati al pericolo, anche se comunemente nei crime thriller possono anche essere "uomini duri", abituati al pericolo, come agenti di polizia e investigatori. I protagonisti possono essere uomini o donne che hanno un lato debole.[10] Nei thriller psicologici, i protagonisti fanno affidamento sulle loro risorse mentali, sia che si tratti di una lotta d'ingegno con l'antagonista sia che si tratti di una lotta interiore per il raggiungimento di un equilibrio della mente. La suspense proviene spesso da due o più personaggi che si affrontano con giochi della mente o sotterfugi a livello psicologico, e che cercano di demolirsi l'uno con l'altro.[10][11]

Sottogeneri[modifica | modifica wikitesto]

I temi più comuni di sottogeneri variano o si aggiungo ai temi principali del genere. I crime thriller sono principalmente caratterizzati dai riscatti, le prigionie, le rapine, le vendette, i rapimenti. I temi più comuni del mystery thriller sono le indagini e le situazioni da giallo deduttivo. Gli elementi comuni ai thriller psicologici sono i giochi della mente, le insidie psicologiche, l'isolamento con eventuali trappole mortali e lo stalking. Elementi come le teorie marginali, le false accuse e la paranoia sono comuni nei thriller paranoidi. Minacce a interi paesi, spie, nuove tecnologie, assassini e sorveglianza elettronica sono comuni nel thriller di spionaggio.[12]

Il thriller è stato interpretato dagli autori e dai registi in maniera tale da poter distinguere in particolari accezioni di genere, quasi dei sottogeneri, che a loro volta contengono caratteristiche di altri generi, quali il noir o il film d'azione:

Autori e registi[modifica | modifica wikitesto]

Importanti autori di thriller sono Giorgio Faletti, Robert Crais, Robert Ludlum, Eric Ambler, David Morrell, Andy McNab, Frederick Forsyth, Dan Brown, Tom Clancy, Michael Crichton, Michael Connelly, Ian Fleming, Ken Follett, Jeffery Deaver e John Grisham.

Tra i registi è invece opportuno ricordare il cineasta Alfred Hitchcock, maestro del genere, e anche Henri-Georges Clouzot, William Friedkin, Carol Reed, Michael Mann, Ridley Scott, Sydney Pollack, John Frankenheimer, Brian De Palma, Quentin Tarantino, Jonathan Demme, Alan Pakula, Roman Polanski, Martin Scorsese e Steven Soderbergh.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia del thriller nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Storia del thriller nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il thriller nella televisione[modifica | modifica wikitesto]

Il genere thriller come "contenitore" di problemi sociali: la violenza sulla donna nei romanzi thriller contemporanei negli USA e in Europa[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura thriller raduna numerosi esempi di femminicidio, tema di pregnante attualità, ed è stata per decenni ingiustamente indicata come genere letterario di serie B. Oggi, invece, la rivalutazione del genere sottende il fatto che negli utlimi anni i cosiddetti "thriller" sono diventati progressivamente contenitori di problemi sociali e quindi specchio della realtà.

Differenti sono i modi in cui gli scrittori delle diverse aree geografiche affrontano l'argomento del femminicidio nonché della violenza sulla donna.

Nella letteratura nordamericana, ad esempio, questo topos letterario è molto presente.

Un interrogativo che sorge spontaneo è inoltre "se il sesso di chi scrive possa in qualche modo influire sulla descrizione che, nella narrazione, viene fatta dell'aguzzino"[13]

Ad esempio, in Rose Madder, Stephen King descrive il femminicidio e la violenza sulla donna con una marcata attenzione alla fisicità: "Era il gonfiore che la preoccupava di più, naturalmente. L'indomani era giorno di mercato e non si poteva nascondere il naso gonfio con un paio di occhiali scuri come si fa con un occhio nero"[14].

La storia raccontata da uno dei Maestri della letteratura internazionale, narra di un caso di grave violenza domestica continuata, in cui la protagonista, Rose, solo dopo 14 anni e dopo aver perso a causa dei maltrattamenti ad opera del marito, Norman, il bambino che portava in grembo, decide di ribellarsi fuggendo e successivamente vendicandosi.

Interessante è il fatto che King, nella sua ottica maschile di scrittore, descriva Norman, il marito violento, come un pazzo, segnando così una rilevante differenza rispetto a impostazioni di scrittrici donne che appartengono alla medesima cultura nordamericana.

Ad esempio, in "Corpi" di Karin Slaughter, la scrittrice così descrive i sentimenti di Lena, donna che è stata ripetutamente e barbaramente violentata: "Allora si svegliava eccitata e confusa , col corpo fremente per le immagini erotiche che la sua mente aveva elaborato nel sonno. Sapeva che le droghe che lui le somministrava avevano spinto il corpo a reagire con l'inganno, ma Lena non riusciva a ncora a perdonarsi quelle sensazioni"[15].

Emerge, dalla lettura di questo passo, una prospettiva opposta rispetto a quella sottesa a "Rose Madder": laddove, infatti, la ragione della lesione, per Stephen King, non è erotica, per la Slaughter è evidente il collegamento con l' atto sessuale concepito, di per se stesso, come violenza.

In "Corpi", l'aguzzino e violentatore è infatti descritto non come un pazzo,bensì come un uomo: seguendo la possibilità ideale che ogni soggetto di sesso maschile, possa, potenzialmente, trasformarsi in femminicida o violento.

Ciò che accomuna, invece, scrittori uomini e scrittrici donne, è invece, nella narrativa poliziesca, lo stereotipo sessista che segna la dicotomia fra donne buone e oneste, che si sposano, si occupano del mariti e della famiglia, e donne di facili costumi, che non si sposano, che badano prevalentemente alla carriera, che sono libere sessualmente.

In "Amanda è morta nel parco", di Carol o' Connel, prevale, ad esempio, la coscienza dell'identificazione dell'atto sessuale come atto compiuto da prostitute o donne di facili costumi: "La pugnalò ancora e ancora. Poi affettò la buccia molto sottile, immaginando le urla del frutto mutilato nella sua mano. Puttana. Tutte le donne erano puttane"[16].

Colpisce, inoltre, nei tre testi succitati, l'uso di epiteti vergognosi nei confronti delle donne: cosa che accomuna il sentire maschile e femminile nella percezione della figura della donna.

Spostando lo sguardo sulla giallistica europea, si può notare che, in molti casi, il focus è sul tema dominante della violenza domestica, non limitata all'ambito della coppia, ma estesa a quello famigliare o comunque alla cerchia di amici, colleghi, conoscenti della vittima.

Tale violenza sfocia in alcuni casi nell'incesto: ad esempio, Lars Kepler descrive così una donna che tollera la violenza del fratello, Benjamin, per evitare che la famiglia venga disgregata e sottoposta a torture: "Mi obbligava a guardarlo mentre si masturbava, più volte al giorno... se mi rifiutavo cominciava a picchiare Knittet, diceva che l'avrebbe uccisa"[17].

Tuttavia dalla prevalente letteratura poliziesca nordeuropea, emerge il ritratto di una donna non più succube della violenza maschile, ma capace di aiutare le altre donne, vendicarsi o addirittura essere artefice di violenze.

Ne sono luminosi esempi il personaggio di Evelyn, che, nell' "Ipnotista" di Lars Kepler, difende da un'aggressione Simone, la moglie di Erik; quello, ben noto anche perché l'opera in cui compare è stata oggetto non solo di un bestseller a livello mondiale, ma anche di una versione cinematografica, di Lisbeth Salander, che si vendica uccidendo il proprio torturatore, cui era stata affidata come minorenne.

Come si diceva poc'anzi, la visione di eguaglianza fra uomo e donna nel mondo letterario del nordeuropa giunge, talvolta, ad attribuire alle donne anche caratteri tipicamente legati allo stereotipo maschile di tipo negativo, come la violenza o la crudeltà: in "La terapia" di Sebastian Fitzek, la crudeltà, anche se proveniente da un uomo, viene identificata con un personaggio femminile: "Era possibile? Davvero sua moglie non voleva permettere che la figlia diventasse adulta?Aveva avvelenato Josy per farla rimanere sempre una bambina indifesa di cui prendersi cura?"[18].

Infine, nella letteratura sud-europea, la visione di molti autori di romanzi polizieschi è radicalmente differente.

Per fare un esempio, in "La seconda Trilogia Adamsberg", l'accenno al femminicidio avviene in modo garbato, quieto, senza eccessi e senza violenza nelle descrizioni.

Tale prospettiva, che accomuna varie autrici dell'area geografica, è ricollegabile ad una tradizionale accettazione, seppure inconscia e non sostenuta in alcun modo, dell'ineluttabilità della violenza del "maschio" nei confronti della "femmina", prospettiva esistente anche in gran parte della letteratura poliziesca nordamericana, nonostante, si badi, si stia parlando di aree geografiche di cultura occidentale in cui la parità uomo-donna è affermata da decadi in norme giuridiche e costituzionali, giurisprudenza, etc.

Emerge inoltre complessivamente la coscienza secondo la quale le ragioni del femminicidio e della violenza domestica risiedano nell'isolamento sociale della donna e nella sua carenza di cultura (Svetlana de "Il peccato chiama peccato" è una donna dell'est giunta illegalmente in Italia, sistematicamente oggetto di violenza da parte del compagno): "Lei non lo degno di uno sguardo, continuando a sistemare il frigorifero. Lui allora accese il fornello a gas: bisognava che quella donna lo rispettasse. Appoggiò per pochi istanti la lama di un coltello sulla fiamma" [19]. Eccezione nel panorama della letteratura poliziesca collegata all'area geografica di appartenenza è Isabella Pileri Pavesio: le donne emancipate sessualmente ed economicamente presenti nei suoi romanzi (Lana Hermas, vice console carrierista e senza scrupoli, ad esempio, nel succitato thriller) o ancora crudeli carnefici (Diana Kelicikan) sono estranee al binomio moglie-prostituta sotteso al thriller sudeuropeo.

In conclusione, permangono ancora oggi, nella letteratura poliziesca mondiale, stereotipi sessistici di agency maschile e di attribuzione comune alla donna di caratteristiche tradizionali di empatia e cura degli altri, anche in civiltà occidentali caratterizzate da rilevante progresso culturale, industriale e sociale, come Stati Uniti d'America ed Europa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Genre: Thriller, Illiterarty.com. URL consultato il 22 giugno 2010.
  2. ^ a b Steve Bennett, Thriller Fiction Genre definition, Findmeanauthor.com. URL consultato il 22 giugno 2010.
  3. ^ Thriller and Suspense Films
  4. ^ What's Mystery, Suspense & Thriller Genre?, Olivia.mn.us. URL consultato il 27 giugno 2010.
  5. ^ Detective-Mystery Films
  6. ^ Download Full Thriller Genre Movies, Allmoviesearch.com. URL consultato il 22 giugno 2010.
  7. ^ Horror Films
  8. ^ Come scrivere un giallo napoletano – con elementi di sceneggiatura, Siviero M., Graus, 2003, ISBN 88-8346-047-2, pp. 11-13, 59-61
  9. ^ Thriller and Suspense Films, Filmsite.org. URL consultato il 13 novembre 2011.
  10. ^ a b A Study of Suspense: Film Narrative, Galyakay.com. URL consultato il 13 novembre 2011.
  11. ^ Psychological Thriller Movies and Films - Find Psychological Thriller Movie Recommendations, Casts, Reviews, and Summaries - AllRovi
  12. ^ The readers' advisory guide to genre ... – Google Books, Books.google.com.au, 2001-06, ISBN 978-0-8389-0803-7. URL consultato il 27 giugno 2010.
  13. ^ I. Pileri Pavesio, Il femminicidio ed il sessismo nella letteratura poliziesca negli USA e in Europa: brevi cenni in Il femminicidio e il sessismo benevolo, Atti del convegno organizzato dalla criminologa Francesca Buffa, 2 luglio 2015, Genova.
  14. ^ Stephen King, Rose Madder, Cles, Sperling and Kupfer, p. 16, ISBN 9788868362393.
  15. ^ Karin Slaughter, Corpi, Casale Monferrato, Piemme, 2004, p. 49, ISBN 17235413ISBN non valido (aiuto).
  16. ^ Carol o' Connell, Amanda è morta nel parco, Casale Monferrato, Piemme, 2001, p. 139, ISBN 8838443521.
  17. ^ Lars Kepler, L'ipnotista, Bergamo, Longanesi, 2009, p. 156, ISBN 9788830437296.
  18. ^ Sebastian Fitzek, La terapia, Bergamo, RCS, 2007, p. 224, ISBN 9788817017855.
  19. ^ Isabella Pileri Pavesio, Il peccato chiama peccato, Roma, BAE, 2012, p. 199, ISBN 9788896289259.

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