Thor (HSK 4)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Thor
Descrizione generale
War Ensign of Germany 1938-1945.svg
Tipo nave corsara
Impostata 1938
Destino finale distrutta in un incidente a Yokohama l'11 novembre 1942
Caratteristiche generali
Dislocamento 9200
Lunghezza 116,6 m
Larghezza 16,7 m
Pescaggio 7,1 m
Propulsione 1 gruppo di turbine a vapore su 1 asse, 6500 CV
Velocità 18 nodi nodi
Equipaggio 346
Armamento
Armamento
  • 6 cannoni da 150mm
  • 1 da 60mm
  • 1 binato da 37mm
  • 2 binati da 20mm antiaerei
  • 4 tubi lanciasiluri in 2 impianti binati
  • 90 mine
Corazzatura nessuna
Mezzi aerei 1 Arado Ar 196

[senza fonte]

voci di navi presenti su Wikipedia

La Thor era un incrociatore ausiliario della Kriegsmarine che operò come nave corsara durante la seconda guerra mondiale. Conosciuta anche come HSK 4 (Hilfskreuzer 4 - incrociatore ausiliario 4), o Schiff10 prese il nome di Thor ed operò durante la prima parte della seconda guerra mondiale, combattendo in 2 lunghe Crociere negli oceani di tutto il mondo.

Fu una delle più piccole navi corsare tedesche, ma con una struttura moderna, in particolare era dotata di un apparato motore capace di rapide variazioni di velocità. Venne impostata nel 1938 come Santa Cruz nei cantieri Deutsche Werft, per operare come nave da trasporto civile, ma ben presto venne requisita dalla marina tedesca grazie alla sua moderna costruzione e al tipo di motore, ragionevolmente potente e economico. Rappresentava quindi la prima generazione di navi corsare tedesche della seconda guerra mondiale.

L'armamento venne realizzato, come al solito, con una grande flessibilità e varietà della dotazione. Questa era una caratteristica tipica delle navi corsare, al contrario degli incrociatori ausiliari britannici (AMC). La struttura della nave consentiva di installare solo 6 cannoni del calibro principale, in impianti singoli, scudati, ben mascherati i vari punti a prua e poppa. La dotazione comprendeva molte armi contraerei, tra cui la strana arma da 60mm, 1 idrovolante da ricognizione di ottimo livello, l'Arado Ar 96, e, per gli attacchi a distanza ravvicinata, erano disponibili anche 2 tubi lanciasiluri binati da 533mm. Non mancava infine una dotazione di 90 mine, per causare ulteriori danni e problemi al traffico navale.

La prima crociera[modifica | modifica sorgente]

La Thor prese il mare nel giugno 1940, e operando nel sud Atlantico, alla larga dalle zone più sorvegliate, affondò ben sei navi tra il 1° e il 17 luglio. Il suo aspetto da nave normale, con un unico grande fumaiolo, quasi più grande della plancia immediatamente precedente, e con 2 alberi per operazioni di carico e sorveglianza, non destava molti sospetti. Il 28 luglio la Thor aveva a bordo oltre 200 prigionieri, quando incontrò al largo di Rio de Janeiro una grande nave civile ma ben presto l'equipaggio tedesco notò che essa si muoveva con troppa decisione e questo diede il sospetto che fosse un mercantile armato: si trattava infatti dell'Alcantara, che era a caccia del Thor, che riuscì a trovare in quel pomeriggio d'estate. Il confronto a fuoco ebbe un esito drammatico: entrambe le navi vennero pesantemente colpite, ma i danni erano più gravi a bordo della nave britannica che restò immobilizzata, mentre la corsara tedesca non le diede il colpo di grazia ma ruppe il contatto e si dileguò.

Dopo circa un mese, vennero ottenuti altri 2 risultati utili: la Thor affondò una grande baleniera e un imponente trasporto frigorifero, entrambi al largo del Brasile. Il 5 dicembre 1940 il corsaro tedesco venne sorpreso da un altro incrociatore ausiliario, il Carnavon Castle, ma a quest'ultimo incassò ben 20 colpi in rapida successione senza alcuna contropartita e dovette disimpegnarsi, gravemente danneggiato.

Nel marzo 1941 il Thor colse altri 2 successi nell'Atlantico centrale, affondò infatti la Britannia e la Trolleholm ma, il 4 aprile, si verificò l'ultimo scontro con una omologa nave britannica, la Voltaire; questa venne colpita dai cannoni tedeschi da 149mm ed affondò in fiamme. La Voltaire, Insieme al HMS Rawalpindi ed al HMS Jervis Bay furono gli unici incrociatori ausiliari Alleati affondati ad opera di altre unità di superficie, mentre altri 10vennero affondati dai sommergibili. Quello stesso mese la Thor ritornò in patria, dopo ben 329 giorni di mare in cui affondò 12 navi per circa 96.000 tonnellate.

La seconda crociera[modifica | modifica sorgente]

Dopo un periodo di lavori di revisione la Thor riprese il mare ed affondò nell'Atlantico 5 navi britanniche, e, facendo successivamente rotta per il Giappone, all'epoca neutrale, affondò altre 5 navi nell'oceano Indiano; il 10 ottobre giunse a Yokohama, dopo una permanenza in mare di 329 giorni con 56.037 tonnellate di naviglio affondato.

La nave corsara di maggiore successo della Kriegsmarine (l'Atlantis affondo o catturò più navi, ben 22 navi, ma il tonnellaggio fu leggermente inferiore, 145.968 tonnellate) andò perduta a causa di un incidente: era ormeggiata a fianco della nave ausiliaria Uckemark, più nota con il primo nome di Altmark, per un periodo di lavori, che poi l'avrebbero dovuta mettere nelle condizioni di rientrare in patria, quando venne invece investita da una tremenda esplosione a bordo di questa. Il corsaro tedesco andò a fondo poco tempo dopo.

Il Thor, forse anche a causa di questa fine sfortunata e lontana dalla patria, è rimasto offuscato nella fama da altre navi corsare tedesche, venute dopo, ma si è dimostrata la più coriacea e fruttuosa nave corsara della storia moderna, con almeno 2 record imbattuti: vincitore di ben 3 duelli contro navi similari britanniche, e nave corsara con il maggior quantitativo di tonnellate affondate durante la seconda guerra mondiale.

Vittime del Thor[modifica | modifica sorgente]

Prima campagna

  • Civil Jack of the Netherlands.svg Kertosono : cargo olandese
  • Civil Ensign of the United Kingdom.svg Delambre : cargo britannico
  • Naval Ensign of Belgium.svg Bruges : cargo belga
  • Civil Ensign of the United Kingdom.svg Gracefield : cargo britannico
  • Civil Ensign of the United Kingdom.svg Wendover : cargo britannico
  • Naval Ensign of Belgium.svg Tela : cargo belga
  • Naval Ensign of the United Kingdom.svg Alcantara : nave ausiliaria britannica
  • Naval Jack of Norway.svg Kosmos : petyroliera norvegese
  • Civil Ensign of the United Kingdom.svg Natia : nave frigorifera britannica
  • Naval Ensign of the United Kingdom.svg Carnarvon Castle : nave ausiliaria britannica
  • Civil Ensign of the United Kingdom.svg Britannia : nave trasporto passeggeri britannica
  • Naval Ensign of Sweden.svg Trolleholm : cargo svedese
  • Naval Jack of Portugal.svg Voltaire : nave ausiliaria cap-verdien

Seconda campagna

  • Flag of Greece.svg Pagasitikos : cargo greco
  • Civil Ensign of the United Kingdom.svg Wellpark : cargo britannico
  • Civil Ensign of the United Kingdom.svg Willesden : cargo britannico
  • Naval Jack of Norway.svg Aust : cargo norvegese
  • Civil Ensign of the United Kingdom.svg Kirkpool : cargo britannico
  • Civil Ensign of Australia.svg Nankin : nave trasporto passeggeri australiano
  • Civil Jack of the Netherlands.svg Olivia : petroliera olandese
  • Naval Jack of Norway.svg Herborg : petroliera norvegese
  • Naval Jack of Norway.svg Madrono : petroliera norvegese
  • Civil Ensign of the United Kingdom.svg Indus : nave frigorifera britannica

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]