Thimlich Ohinga

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Thimlich Ohinga
Thimlich Ohinga Cultural Landscape- Kenya.JPG
Il recinto di Koluoch a Thimlich Ohinga
Civiltàtribù Bantu, poi Luo
Utilizzomura
EpocaXVI secolo
Localizzazione
StatoKenya Kenya
ConteaContea di Migori
Dimensioni
Superficie210 000 
Amministrazione
EnteMusei Nazionali del Kenya
Visitabile
Sito webwww.museums.or.ke
Mappa di localizzazione

Coordinate: 0°53′28.82″S 34°19′33.99″E / 0.891338°S 34.326107°E-0.891338; 34.326107

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Sito archeologico di Thimlich Ohinga
(EN) Thimlich Ohinga Archaeological Site
TipoCulturali
Criterio(iii)(iv)(v)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2018
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Thimlich Ohinga è un sito archeologico situato in Kenya, nella contea di Migori, a circa 180 km a sud di Kisumu; si trova su una collina dal dolce pendio a circa 46 km a nord-nord-ovest di Migori e delle miniere d'oro di Macalder.

Il nome in lingua luo significa letteralmente "foresta fitta che spaventa". Il sito è composto da una serie di recinti di forma circolare o arrotondata fatti di pietre a secco e disposti su una superficie di circa 21 ha; ogni recinto presenta mura alte da 1 a 4,2 m e spesse da 1 a 3 m. La tecnica di costruzione è simile a quella utilizzata a Grande Zimbabwe.

Lo studio dei più antichi resti di pietre ha permesso di teorizzare che i primi recinti siano stati fondati nel XVI secolo da popolazioni Bantu, prima dell'arrivo dei Luo, che ampliarono e rinforzarono le costruzioni di pietra fino al XIX secolo. Lo scopo dei recinti era quello di difendere le persone e il bestiame dalle incursioni di saccheggiatori (come i Kalenjin-Nandi), ma anche di definire dei gruppi sociali e le relazioni basate sul lignaggio all'interno della comunità.

Thimlich Ohinga è il migliore per conservazione tra i 521 siti di recinti di pietra diffusi in 139 località intorno al Lago Vittoria. Questo è dovuto al fatto che è stato uno degli ultimi ad essere abbandonato, intorno alla metà del XX secolo.

Il sito è stato esplorato dal British Institute of History and Archaeology in East Africa negli anni '60, come testimoniato dalle relazioni di Neville Chittick, allora direttore dell'istituto, ed è stato classificato monumento nazionale nel 1981[1]; è gestito dai Musei Nazionali del Kenya. Il 29 giugno 2018 ha ottenuto il riconoscimento di patrimonio dell'umanità dall'UNESCO[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Thimlich Ohinga, su museums.or.ke. URL consultato il 1º luglio 2018.
  2. ^ (ENFR) Sites from Kenya, Oman and Saudi Arabia inscribed on UNESCO World Heritage List, su whc.unesco.org, 29 giugno 2018. URL consultato il 1º luglio 2018.

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