Theta Muscae

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Theta Muscae
Theta Muscae
Musca IAU.svg
Classe spettraleWC5+O6V+O9,5Iab[2]
Distanza dal Sole7 500 a.l.[3]
CostellazioneMosca
Coordinate
(all'epoca J2000.0)
Ascensione retta13h 08m 07,15s[1]
Declinazione-65° 18′ 21,68″[1]
Lat. galattica−02,4907°[1]
Long. galattica304,6745°[1]
Dati fisici
Luminosità
≈1 milione[3] L
Indice di colore (B-V)−0,03[1]
Dati osservativi
Magnitudine app.5,50[1]
Moto proprioAR: −4,26 mas/anno
Dec: −2,18 mas/anno[1]
Velocità radiale−28,4 km/s[1]
Nomenclature alternative
CCDM J13081-6518AB, GC 17788, HD 113904, HIP 64094, HR 4952, SAO 252162

Coordinate: Carta celeste 13h 08m 07.15s, -65° 18′ 21.68″

Theta Muscae (θ Muscae / θ Mus) è una stella visibile nella costellazione della Mosca di magnitudine 5,50[1]. Dista circa 7 500 a.l. dal Sole[3]. La designazione di Bayer fu data a questa stella dall'astronomo ed esploratore francese Nicolas Louis de Lacaille nel 1756, durante il suo lavoro di catalogazione delle stelle più meridionali del cielo[4].

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Avendo una declinazione fortemente australe (65° S) è visibile soprattutto dalle regioni dell'emisfero sud, ove si presenta circumpolare anche dalle regioni temperate; dall'emisfero nord la sua visibilità è invece limitata alle regioni tropicali, comunque non più a nord della latitudine 25° N. Avendo magnitudine 5,50 può essere scorta solo con un cielo sufficientemente libero dagli effetti dell'inquinamento luminoso. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra fine marzo e agosto; nell'emisfero sud è visibile anche verso l'inizio della primavera, grazie alla declinazione australe della stella, mentre nell'emisfero nord può essere osservata in particolare durante i mesi tardo-primaverili boreali.

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Theta Muscae si staglia sullo sfondo della Via Lattea.

Un piccolo telescopio è sufficiente a risolvere la stella in due componenti, la più brillante di colore blu e l'altra di colore bianco-blu e di magnitudine 7,3. Le due componenti distano fra loro 5,3 ''[3][5]. Si tratta tuttavia di una binaria ottica: le due componenti non sono fisicamente legate fra loro e solo causalmente si trovano sulla stessa linea di vista.

La principale della binaria ottica è a sua volta una stella tripla. Due componenti sono risolvibili solo mediante i telescopi più potenti, trovandosi a una distanza di 46 mas[2], corrispondenti, se il sistema dista 7 500 a.l., a circa 100 UA[3]. Compiono un'orbita l'una intorno all'altra in 19,14 giorni[3]. Una delle componenti è una supergigante blu di classe spettrale O9,5/B0Iab[2], mentre l'altra componente è a sua volta una binaria spettroscopica formata da una stella blu di sequenza principale di classe O5-6 e da una stella di Wolf-Rayet di classe WC5-6[2]. La Wolf-Rayet e la stella blu di sequenza principale sono molto vicine, forse 70 milioni di km[3].

Le stelle di Wolf-Rayet sono stelle molto evolute discendenti da stelle massicce (almeno 20 M alla loro nascita), che hanno perso il loro involucro di idrogeno a causa dei venti stellari molto intensi da esse emanati, che causano ingenti perdite di massa. La perdita dell'involucro di idrogeno lascia scoperto il nucleo ricco, inizialmente di azoto e poi, dopo l'innesco del processo tre alfa, di carbonio e ossigeno[6]. La Wolf-Rayet di θ Muscae si trova in quest'ultimo stadio, come segnalato dalla "C" presente nella sua classe spettrale, che sta per "carbonio". Le Wolf-Rayet sono molto rare (finora ne sono state scoperte solo 500 nella Via Lattea[7]) e quella di θ Muscae costituisce la seconda più brillante stella di questo tipo del cielo notturno terrestre dopo quella di γ Velorum.

Tutte e tre le stelle del sistema sono molto luminose. La loro luminosità combinata si aggira probabilmente intorno al milione di L[3]. I venti stellari della Wolf-Rayet e quelli delle altre due componenti sono così potenti che formano un'onda d'urto quando si scontrano fra loro, producendo l'emissione di raggi X[8].

La nebulosa a emissione che circonda il sistema potrebbe non essere prodotta dalla Wolf-Rayet ma trattarsi invece di un resto di supernova[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i tet Mus, su SIMBAD, Centre de données astronomiques de Strasbourg. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  2. ^ a b c d Y. Sugawara, Y. Tsuboi, Y. Maeda, Redshifted emission lines and radiative recombination continuum from the Wolf-Rayet binary theta Muscae: evidence for a triplet system?, in Astronomy and Astrophysics, vol. 490, nº 1, 2008, pp. 259-264, DOI:10.1051/0004-6361:20079302. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  3. ^ a b c d e f g h Jim Kaler, Theta Mus, su Stars, University of Illinois. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  4. ^ Morton Wagman, Lost Stars: Lost, Missing and Troublesome Stars from the Catalogues of Johannes Bayer, Nicholas Louis de Lacaille, John Flamsteed, and Sundry Others, Blacksburg, Virginia, The McDonald & Woodward Publishing Company, 2003, pp. 213–14, ISBN 978-0-939923-78-6.
  5. ^ Magda Streicher, Musca—The Heavenly Fly (PDF), su Deepsky Delights, The Astronomical Society of Southern Africa, aprile 2006. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  6. ^ A. Sander, W.-R. Hamann, H. Todt, The Galactic WC stars. Stellar parameters from spectral analyses indicate a new evolutionary sequence, in Astronomy & Astrophysics, vol. 540, 2012, pp. id. A144, DOI:10.1051/0004-6361/201117830. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  7. ^ K. A. van der Hucht, New Galactic Wolf-Rayet stars, and candidates. An annex to The VIIth Catalogue of Galactic Wolf-Rayet Stars, in Astronomy and Astrophysics, vol. 458, nº 2, 2006, pp. 453-459, DOI:10.1051/0004-6361:20065819. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  8. ^ G. M Hill, A. F. Moffat, N. St-Louis, Modelling the colliding-winds spectra of the 19-d WR + OB binary in the massive triple system Theta Muscae, in Monthly Notice of the Royal Astronomical Society, vol. 335, nº 4, 2002, pp. 1069-78, Bibcode:2002MNRAS.335.1069H, DOI:10.1046/j.1365-8711.2002.05694.x. URL consultato il 12 gennaio 2015.
  9. ^ M. Stupar, Q. A. Parker, M. D. Filipovic, The optical emission nebulae in the vicinity of WR 48 (Θ Mus); True Wolf–Rayet ejecta or unconnected supernova remnant?, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 401, nº 3, 2010, pp. 1760–69, Bibcode:2010MNRAS.401.1760S, DOI:10.1111/j.1365-2966.2009.15814.x, arXiv:0910.1546. URL consultato il 12 gennaio 2015.
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