Theodoros Pangalos

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Theodoros Pangalos
Pangalos.jpg

2º Presidente (Dittatore) della Seconda repubblica Ellenica
Durata mandato 15 marzo 1926 –
22 agosto 1926
Predecessore Pavlos Kountouriotis
Successore Pavlos Kountouriotis

Dati generali
Alma mater Accademia Militare di Grecia
Theodoros Pangalos
11 gennaio 1878 - 26 febbraio 1952
Nato a Salamina
Morto a Kifissia
Dati militari
Paese servito State Flag of Greece (1863-1924 and 1935-1970).svg Regno di Grecia
Flag of Greece (1822-1978).svg Seconda repubblica Ellenica
Forza armata Esercito greco
Arma Esercito
Anni di servizio 1900 - 1926
Grado GR-Army-OF8-1912.svg Tenente Generale
Guerre Prima guerra mondiale
Guerra greco-turca

[senza fonte]

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Theodoros Pangalos (in greco Θεόδωρος Πάγκαλος; Salamina, 11 gennaio 1878Kifissia, 26 febbraio 1952) è stato un militare e politico greco. Ufficiale dello staff generale e ardente venizelista (anti-realista), Pangalos giocò un ruolo fondamentale nella rivolta del settembre del 1922 che depose re Costantino I di Grecia ed istituì la Seconda repubblica Ellenica. Nel giugno del 1925 Pangalos portò innanzi un sanguinoso colpo di Stato ed assunse il potere formalmente come Primo Ministro riconosciuto dall'Assemblea Nazionale. Come "dittatore costituzionale" egli governò il paese sino al rovesciamento del suo regime nell'agosto del 1926. Dall'aprile del 1926 sino alla sua deposizione, egli ottenne anche l'incarico di Presidente della Repubblica Ellenica, lasciando poi l'incarico al suo predecessore Pavlos Kountouriotis.

Dopo il suo governo, Pangalos venne arrestato a seguito di uno scandalo ma rilasciato due anni dopo grazie alla sua amicizia con Eleftherios Venizelos. Da quel momento, Pangalos non riuscì più a guadagnarsi il pieno supporto popolare e non ricoprì più incarichi governativi. Durante la seconda guerra mondiale, fu accusato di collaborazione con i tedeschi e gli italiani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

L'allora colonnello Pangalos (a sinistra) col Tenente Generale Konstantinos Nider sul fronte macedone nel 1917.

Pangalos nacque sull'isola di Salamina. Sua madre era discendente di un combattente locale arvanita della Guerra d'indipendenza greca, Giannakis Meletis [Hatzimeletis], mentre per parte paterna egli discendeva da una famiglia aristocratica dell'isola di Kea.

Dopo aver deciso ancora giovane di intraprendere la carriera militare, nel 1900 si diplomò all'Accademia militare nazionale per poi proseguire i suoi studi a Parigi in Francia. Nel 1916 supportò Eleftherios Venizelos nella sua battaglia politica contro il governo di Costantino I di Grecia, e venne ricompensato con l'ottenimento di una posizione di rilievo nel ministero della guerra quando Venizelos divenne primo ministro. Egli prese parte alla Guerra greco-turca come ufficiale dello staff, ma venne demotivato dal ritorno al potere di Costantino I nel 1920. Nel 1922, Pangalos supportò la Rivoluzione dell'11 settembre 1922 guidata da Nikolaos Plastiras, che abolì la monarchia in Grecia e proclamò la Seconda repubblica Ellenica, ed in questa fase venne nominato Ministro della Guerra. Il suo primo incarico da ministro fu quello di perseguire i monarchici attraverso i tribunali militari di stato in quello che divenne noto come Giudizio dei Sei, che portò a sei esecuzioni di capi monarchici; si recò dunque a Tessalonica ove riorganizzò l'esercito greco in Macedonia ed in Tracia dal momento che la guerra con la Turchia ancora non era terminata e si temeva un attacco imminente alla regione. La riorganizzazione diede gli effetti voluti ed il comandante greco si preparò per una possibile avanzata nella Tracia orientale. Temendo nuovi scontri, venne infine siglato il Trattato di Losanna.

Strenuo nazionalista, Pangalos rigettò i termini del trattato e dichiarò alle sue truppe che avrebbe comunque attaccato la Turchia di modo da bloccare il pericolo da essa costituito per la Grecia. Egli venne forzato a dare le dimissioni, ma egli era ormai un personaggio così popolare che molte parti della società greca erano ormai concordi nel rigettare i termini siglati a Losanna. Durante il periodo dell'instabilità politica che seguì, Pangalos colse l'occasione per ottenere nuove posizioni politiche favorevoli ai suoi ideali.

La presa di potere[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Pangalos poco dopo la sua presa di potere in Grecia

Il 24 giugno 1925, gli ufficiali leali a Pangalos, temendo per l'instabilità politica che stava ponendo a rischio lo Stato greco, decisero di rovesciare il governo in carica con un colpo di stato. Pangalos immediatamente abolì la neonata repubblica ed iniziò a perseguire tutti quelli che si opponevano alla sua autorià, incluso il suo vecchio capo, Plastrias. La libertà di stampa venne abolita e vennero poste in atto molte leggi repressive (tra cui una che dettava la lunghezza delle gonne delle donne, a non più di 30 cm dal suolo), mentre Pangalos si concesse personalmente la Gran Croce dell'Ordine del Salvatore. Pangalos si autoproclamò dittatore il 3 gennaio 1926 e si elesse presidente di Grecia nell'aprile di quello stesso anno. Sul fronte economico Pangalos tentò di svalutare la moneta ordinando la distruzione di alcune banconote. La sua incapacità politica e diplomatica, ad ogni modo, divenne presto evidente. Egli concesse troppi vantaggi al commergio tra Tessalonica e Iugoslavia e coinvolse la Grecia nel cosiddetto Incidente di Petrich che compromise le relazioni internazionali della Grecia.

Ben presto, dunque, gran parte degli ufficiali che lo avevano aiutato a salire al potere vennero rimossi. Il 24 agosto 1926 venne realizzato un contro-colpo di stato che lo depose e Pavlos Kountouriotis poté tornare a fare il presidente.

Le relazioni con l'Albania[modifica | modifica wikitesto]

Pangalos fu sempre aperto al dialogo con l'Albania in quanto discendente di arvaniti.[1] La sua priorità nello stabilire buone relazioni diplomatiche con l'Albania venne presto materializzata in quattro accordi tra i due governi, che prevedevano tra le altre cose la confisca delle proprietà dei Cham e la concessione delle stesse ai rifugiati greci nella regione.[2]

Dopo il governo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il crollo del suo governo, Pangalos venne arrestato nel 1930 e rimase in carcere per due anni per essere poi rilasciato grazie ad un'amnistia promossa da Venizélos. Egli non riuscì più ad ottenere quel supporto popolare che aveva costituito la sua carriera al governo, e non ottenne più ruoli nella politica greca. Dopo la conquista della Grecia da parte delle forze naziste nel 1941, Pangalos ed altri ufficiali venizelisti supportarono un regime collaborazionista. Pur rimanendo nell'ombra, egli ebbe un ruolo chiave nell'istituzione dei Battaglioni di sicurezza che vennero usati per prevenire il crearsi di un regime comunista in Grecia e contro un possibile ritorno del re Giorgio II al trono greco dall'esilio. Dopo la Seconda guerra mondiale, egli venne accusato di collaborazionismo col nemico ma venne assolto da tutte le sue accuse nel settembre del 1945. Tentò di essere eletto nel parlamento greco nel 1950 ma senza successo e morì due anni dopo a Kifissia.

Suo nipote, anch'egli chiamato Theodoros Pangalos, è un politico greco ed è stato Primo Ministro di Grecia. Attualmente è membro del Movimento Socialista Panellenico.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze greche[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore
Croce di guerra greca del 1917 di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra greca del 1917 di I Classe
Medaglia di bronzo al merito militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al merito militare

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Commendatore dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito)
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
Croix de Guerre francese del 1914-1918 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de Guerre francese del 1914-1918 (Francia)
Croix de Guerre belga del 1914-1918 (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de Guerre belga del 1914-1918 (Belgio)
Croce di Guerra norvegese (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Guerra norvegese (Norvegia)
Croce al merito di guerra (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra (Regno d'Italia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Kyriakos D. Kentrotis, Die Frage des muslimanichen Tehamen in Diegriechich-albanichen Beziehungen, 1984, pp. 288–295.
  2. ^ (EL) Eleftheria Manta, ΟΙ ΜΟΥΣΟΥΛΜΑΝΟΙ ΤΣΑΜΗΔΕΣ ΤΗΣ ΗΠΕΙΡΟΥ (1923-2000) [Cham Muslims of Epirus (1923-2000)], Thessaloniki, Greece, Ίδρυμα Μελετών Χερσονήσου του Αίμου, 2004, p. 225, ISBN 978-0-521-00479-4.
Predecessore Presidente della Grecia Successore Standard of the President of Greece.svg
Pavlos Kountouriotis 15 marzo - 24 agosto 1926 Pavlos Kountouriotis
Predecessore Primo Ministro della Grecia Successore Flag of Greece (1822-1978).svg
Andreas Michalakopoulos 25 giugno 1925 – 19 luglio 1926 Athanasios Eftaxias
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