The Unsaid - Sotto silenzio

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The Unsaid - Sotto silenzio
Titolo originale The Unsaid
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Canada
Anno 2001
Durata 111 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Tom McLoughlin
Musiche Don Davis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Unsaid - Sotto silenzio è un film del 2001 diretto da Tom McLoughlin.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vita di Michael Hunter, psicologo di successo, viene sconvolta quando il figlio 16enne Kyle, in cura da un suo collega di lavoro a seguito di una grave forma di depressione adolescenziale, si uccide. Straziato dal dolore, l'uomo divorzia dalla moglie, allontanandosi così anche dall'altra sua figlia, Shelly. Tre anni dopo la tragedia, un giorno, durante una conferenza, il dottore incontra una sua ex-studentessa, Barbara, divenuta nel frattempo direttrice di un istituto per minorenni disagiati. La donna, per cercare di dare una mano a Michael a riscattare la sua vita ed il suo lavoro, gli propone il caso di un ragazzo ospite presso la sua struttura, Thomas "Tommy" Caffey. Il giovane, 17enne, è in cura presso l'istituto dopo aver assistito, qualche anno prima, all'omicidio della madre per mano del padre, ergastolano, che ha sempre sostenuto di averla trovata, un giorno al rientro dal lavoro, assieme ad un altro uomo. La preoccupazione di Barbara consiste nell'imminente compimento del diciottesimo anno d'età del ragazzo, momento in cui potrà essere libero di lasciare la struttura, in quanto la donna non sostiene sia ancora pronto per farlo. Dopo un tentennamento iniziale, Michael accetta di seguire il giovane. Ben presto, però, Tommy non solo finirà per ricordargli il figlio scomparso, ma arriverà pure a scoprire, anche grazie all'aiuto del padre del ragazzo, al quale Michael farà visita in carcere, una crudele e violenta verità, causa delle dolorose stratificazioni e contorte rimozioni psicologiche di cui Tommy è vittima, che lo rendono nello stesso tempo un pericolo per sé stesso e per gli altri.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Da "CINEMA D'ASCOLTO", di M.Ungaro - BREVE COMMENTO SULLE MUSICHE DEL FILM (...) Una trama freudiana, connotata dalla lacerazione davvero straziante dell’anima dei personaggi. Mi colpì, quando vidi il film la prima volta, la scelta delle musiche (di Don Davis) della prima scena, quando il figlio adolescente dello psicologo si suicida, mentre sua sorella si esibisce ad un saggio scolastico. La ragazza canta una canzone da cabaret newyorchese anni 30. Il fratello, rimasto a casa, si muove sulle note della stessa canzone, che da in diventa di commento, producendo nell'ascoltatore una forte sensazione di straniamento. Mentre la canzone della sorella procede in teatro, il fratello apre la porta del garage: sulla canzone di commento (perché nella scena c'è il fratello) si innesta un pedale di archi, un suono fisso, acuto, lacerante. A questo punto le due musiche - della canzone e il tema drammatico delle scene del ragazzo suicida- si fondono perfettamente fino a cedere il posto completamente al tema drammatico stesso, quando la famiglia è riunita, sotto una pioggia scrosciante, sul cadavere del figlio.
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